Limitatori di velocità, etilometri, ADAS: i nuovi obblighi UE dal 2022

L'Unione Europea sogna un mondo privo di incidenti grazie alla tecnologia: ecco i nuovi obblighi del settore auto a partire dal 2022.

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Nella nostra Europa, gli incidenti stradali sono una delle prime cause di morte in assoluto, con 120.000 persone che ogni anno rimangono sull'asfalto o fra le lamiere. Un dato sconvolgente a cui l'Unione Europea vuole porre un importante freno già a partire dal 2022, con l'immissione di nuove norme comunitarie.
La più importante riguarda l'ingresso in scena dei limitatori di velocità automatici, che diventeranno un obbligo per tutte le vetture UE a partire da maggio 2022. L'alta velocità, o comunque superiore ai limiti imposti, genera del resto la maggior parte degli incidenti totali: l'Istat ha calcolato come 4 sinistri su 10 avvengano proprio per velocità e distrazione.

Nel 2003, in Italia, c'è stato un significativo calo di morti e feriti grazie all'inserimento della patente a punti, che ha dato un riscontro quasi immediato. Importante anche il debutto dei sistemi Tutor sulle autostrade, anche se i benefici in questo caso sono arrivati solo dopo i primi due anni. Ora si attende di capire quale riscontro avrà l'introduzione del reato di omicidio stradale, introdotto soltanto nel 2016. La velocità resta comunque, ancora oggi, un fardello da debellare e la tecnologia verrà in nostro soccorso.

Una velocità smart

Come funzionano i nuovi limitatori di velocità smart che l'Unione Europea vuole rendere obbligatori? Questi dispositivi sono capaci di riconoscere in autonomia i limiti vigenti sulla strada che si sta percorrendo, grazie alla lettura dei segnali stradali e alla posizione GPS. In questo modo la potenza del motore viene limitata in automatico, impedendoci di superare il limite imposto per legge.
Una tecnologia davvero intelligente che può salvare moltissime vite, da qui al 2022 però bisognerà lavorare senza sosta sui vari territori, strada per strada, rivedendo e settando con cognizione di causa tutti i limiti attuali. Nel nostro Paese molto spesso i limiti di velocità sono considerati un atto dovuto e nulla di più, una semplice indicazione che pochi seguono alla lettera.

Da una parte c'è certamente chi guida al di là di qualsiasi regola senza pensare alle conseguenze, dall'altra però abbiamo anche molte strade in cui i limiti imposti non sono consoni, oppure volutamente rivisti al ribasso per far fioccare multe e far lavorare gli autovelox. Nel giro di tre anni, queste logiche dovranno decadere del tutto e i comuni dovranno cercare soluzioni alternative per battere cassa, poiché nell'utopia dell'Unione Europea non ci sarà più nessun automobilista oltre i limiti.

Tecnologia salvavita

Un mondo ideale, insomma, che anticipa ciò che i grandi della tecnologia vogliono fare con la guida autonoma, con veicoli finalmente liberi dagli errori umani che puntano alla mortalità stradale pari a 0. La velocità smart non sarà però la sola novità imposta, tutti i nuovi veicoli dovranno - sempre dal 2022 - integrare degli etilometri capaci di bloccare all'occorrenza l'avvio del motore, nel caso in cui il conducente abbia valori di alcol nel sangue superiori al consentito.
Grande spazio poi anche per i più recenti sistemi ADAS, ovvero di assistenza alla guida: tutte le auto del prossimo futuro, non soltanto quelle di alta fascia, dovranno garantire il mantenimento della corsia, la frenata d'emergenza avanzata rispetto ad altri veicoli, pedoni e ciclisti, un registratore di dati di crociera e il monitoraggio della sonnolenza e della distrazione del conducente.

I nuovi mezzi in circolazione sulle strade europee dovranno integrare anche sensori e fotocamere per facilitare il parcheggio e gestire in tutta comodità la retromarcia. Tutte tecnologie già esistenti oggi ma, molto spesso, solo su veicoli premium, che grazie all'Unione Europea saranno a disposizione di tutti - sarà poi compito dei produttori cercare un modo di contenere i costi anche sui modelli più "economici". Incidenti, feriti e morti stradali potrebbero dunque presto diventare un brutto ricordo del nostro passato, resta soltanto la ratifica dell'accordo da parte dell'Europarlamento e del Consiglio ma siamo davvero a un passo dall'inizio di una nuova era.