Le Tesla Model 3 con batterie LFP soffrono gravemente il freddo: il caso

Da qualche mese Tesla ha iniziato a produrre Model 3 con batterie LFP, peccato però che soffrano gravemente le basse temperature.

Le Tesla Model 3 con batterie LFP soffrono gravemente il freddo: il caso
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Tesla sta costruendo un'enorme fabbrica automotive a Berlino, nel frattempo importa nel vecchio continente vetture sia dagli USA che dalla Cina, da Shanghai. Di recente vi abbiamo mostrato l'arrivo via nave in Belgio di circa 5.000 Model 3 cinesi, scontate di 2.000 euro rispetto alle americane MY21, sembra però che questi modelli abbiano un problema alle batterie.
Le Model 3 Standard Range Plus cinesi sono molto simili alle americane, anzi, alcuni dettagli sono persino migliori grazie alle più recenti tecniche di assemblaggio, si tratta però dei modelli 2020 (non le nuove Model 3 2021), che montano batterie LFP (litio-ferro-fosfato) dall'ottimo rapporto qualità prezzo. Tutto perfetto si potrebbe pensare, con le Model 3 SR+ cinesi in circolazione dallo scorso mese di ottobre, le basse temperature invernali hanno però portato alla luce un noioso problema: le batterie LFP avrebbero una scarsa resistenza al freddo. La denuncia arriva dalla Cina, dal magazine "d1ev", secondo cui sarebbe enorme la capacità totale perduta a basse temperature.

Batterie al freddo

Il freddo condiziona anche l'autonomia delle classiche batterie al litio, abbiamo visto proprio di recente una Model 3 resistere una notte a -17 gradi perdendo appena il 9% della sua capacità, con le batterie LFP però la perdita sarebbe molto più marcata - motivo per cui è scoppiata l'indignazione popolare. Analizzare casi singoli non è mai un bene in senso statistico, "d1ev" ha però raccolto la testimonianza di un utente cinese che afferma di aver perso quasi il 50% dell'autonomia massima a causa del freddo. Il cliente di Pechino in questione ha portato la carica della sua auto al 100%, con il grande display centrale che segnava 420 km di autonomia disponibile; peccato però che dopo un viaggio di 214 km la carica residua fosse già al 5%. Un "errore di valutazione" anche particolarmente pericoloso, poiché con un'autonomia così ballerina si rischia davvero di rimanere per strada senza energia - o comunque di dover aggiungere una sosta nel bel mezzo del viaggio, facendo così lievitare i tempi di percorrenza. Come ricordato sopra, un singolo caso ha valenza relativa, il magazine cinese però ha fornito un rapporto dettagliato sulla questione e sembra che anche altri utenti siano affetti dallo stesso problema.

Che gli uomini di Elon Musk abbiano fatto male i conti e lanciato le loro batterie LFP (più convenienti sul fronte produttivo) in maniera un po' troppo affrettata? Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane, al momento la società Californiana non ha commentato la notizia, sappiamo però che in situazioni simili agisce in maniera sì decisa ma prendendosi i suoi tempi - con la questione delle Model S propense a prendere fuoco ci sono voluti anni perché la questione venisse affrontata e risolta in modo ufficiale.

Una nuova speranza

Le batterie LFP di Tesla rappresentano in ogni caso una parte minore della produzione totale, negli USA tutta l'attenzione è rivolta al contrario sulle batterie annunciate al Battery Day dello scorso settembre, con celle 4680 più grandi delle precedenti e zero "spazi morti" all'interno del pacco batterie, cosa che ha già permesso di aumentare la capacità totale a parità di ingombro sulle nuove Model 3 2021. Come ben sappiamo, l'argomento "batterie per auto elettriche" è estremamente caldo, soprattutto dopo l'ultimo annuncio di John Goodenough. L'inventore delle batterie al litio, che a loro modo hanno cambiato il mondo, ha annunciato di aver perfezionato un nuovo tipo di accumulatore: la batteria di vetro, resistente fino a -20 gradi centigradi, più densa, meno propensa a perdere capacità con il tempo e in grado di ricaricarsi ad altissime velocità. Una soluzione che potrebbe davvero rivoluzionare l'industria automotive, non resta che attendere fiduciosi.