Le Tesla hanno maggiore autonomia delle concorrenti? La parola agli esperti

Le batterie Tesla sono davvero le migliori del mercato? Quali sono i segreti di Elon Musk? La parola agli esperti del settore.

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Le auto Tesla sono fra le più discusse, desiderate e (di rimando) odiate del momento per diversi motivi. Il primo potrebbe essere addirittura il CEO Elon Musk, personaggio sopra le righe che incarna alla perfezione il milionario eclettico in grado di realizzare qualsiasi cosa, anche una colonia su Marte con la sua SpaceX.
L'imprenditore di origini sudafricane è un autentico guru di Twitter e della Silicon Valley, da solo è riuscito a portare Tesla sulla bocca di tutti senza investire un solo centesimo in pubblicità sui social. Ovviamente tutto questo è supportato dalla invidiabile tecnologia a bordo delle sue auto, conosciute per l'alta efficienza (e potenza) dei loro motori elettrici, il design minimale, il potente software e tutte le funzioni legate all'assistente di guida Autopilot.
Non bisogna poi dimenticare l'autonomia delle vetture californiane, con prestazioni che spesso la concorrenza - a parità di kWh - riesce soltanto a sognare. Ma come riesce l'azienda di Elon Musk a essere la "prima della classe" quando si parla di km da percorrere con una singola carica?

Un solo obiettivo

Sin dal debutto della prima Roadster, performante auto sportiva che ha inaugurato una nuova era per il settore automotive, l'autonomia offerta è risultata da subito alquanto alta: 395 km. Parliamo inoltre di un'epoca in cui davvero le auto elettriche erano quasi fantascienza, il 2008, un anno durante il quale soltanto Nissan credeva nell'elettricità e nella sua Leaf - aggiornata proprio di recente e "viva" ancora oggi.
Il solido range mostrato con la Roadster è poi arrivato anche sulle varie Model S e X, passando ovviamente anche per la berlina Model 3 che oggi, in versione Standard Range, garantisce 409 km di autonomia con una batteria di "soli" 50 kWh.
Perché questo dato dovrebbe sorprenderci? Perché il SUV elettrico Audi e-tron ne percorre 400 con una batteria grande quasi il doppio, 95 kWh, lo stesso riesce a fare il Mercedes EQC con 80 kWh. Certo parliamo di SUV, guardiamo dunque alla Tesla Model X: 505 km in versione Long Range con 100 kWh, comunque al top della sua categoria. Con la Jaguar I-Pace si dichiarano poi 470 km con un accumulatore da 90 kWh, sono però molte le recensioni che parlano di un range "reale" leggermente inferiore. Come ha fatto Tesla a trovarsi avanti a tutti, in termini di sviluppo?

Munro & Co.

Secondo gli esperti Sandy Munro e Mark Ellis, che in passato hanno più volte smontato pezzo per pezzo la Tesla Model 3 per carpirne i segreti (senza neppure riuscirci fino in fondo), Tesla deve moltissimo alla sua piattaforma elettrica, costruita appositamente per lo scopo ormai 16 anni fa - e ottimizzata ovviamente modello dopo modello.
Questo è ciò che molta concorrenza non ha capito, a parte forse Volkswagen che con la sua piattaforma MEB si è rimessa in carreggiata già da qualche anno. Se guardiamo invece ai percorsi fatti da Mercedes, Audi, BMW (solo per fare qualche esempio) scopriamo come questi produttori abbiano cercato di adattare piattaforme tradizionali all'elettricità, con risultati magari più immediati e meno dispendiosi rispetto a uno sviluppo "da zero", ma meno ottimizzati e performanti.

La differenza la si vede infatti con la Porsche Taycan, prima vera rivale - a livello tecnologico - delle auto Tesla, progettata da zero e arrivata sul mercato con addirittura qualcosa che gli ingegneri di Elon Musk non hanno ancora realizzato: la ricarica a 800 Volt. La piattaforma creata ad hoc dunque pone Tesla su un piedistallo ma non è il solo tratto distintivo.

Questione di chimica

Il segreto del successo dell'azienda californiana risiede anche nell'alta qualità delle sue batterie, anch'esse progettate da zero e prodotte con una chimica particolare. Confrontando il pacco batterie della Tesla Model 3 a quello della BMW i3, della Jaguar I-Pace, della Nissan Leaf e della Chevrolet Bolt Mark Ellis ha confermato come il lavoro fatto dagli uomini di Musk sia "di un'altra pasta, superiore in tutto, il Battery Pack con il miglior design che abbia mai visto".

Ellis ha anche sottolineato come le celle cilindriche di Tesla portino a diversi vantaggi rispetto alle "celle prismatiche" utilizzate dalla concorrenza, che in fase di carica e scarica si gonfiano e restringono, motivo per cui bisogna lasciare lo spazio adeguato al processo e aumentare di fatto il peso di ogni Battery Pack - un peso completamente superfluo.
Grazie alla speciale chimica di Tesla, invece, le celle all'interno delle loro auto possiedono una maggiore densità, il che porta poi ad avere una più grande autonomia rispetto alle batterie concorrenti a parità di peso e capacità. Se aggiungiamo all'equazione anche l'efficienza dei motori elettrici e l'avanzato software di guida assistita Autopilot, Tesla è indubbiamente avanti con lo sviluppo in alcune aree. Speriamo che la concorrenza risponda per le rime, così da avere sempre più tecnologia sulle nostre strade, in attesa di uno switch elettrico di massa.