Lamborghini e Ducati fuori dal Gruppo Volkswagen: inizia una nuova sfida

Ci avviciniamo sempre di più all'annuncio ufficiale: Lamborghini e Ducati correranno da sole, al di fuori del Gruppo Volkswagen.

Lamborghini e Ducati fuori dal Gruppo Volkswagen: inizia una nuova sfida
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Dopo i rumor che si sono susseguiti nelle scorse settimane, sembra che stia per arrivare l'annuncio ufficiale: Lamborghini e Ducati presto si staccheranno dal Gruppo Volkswagen, che detiene il marchio del Toro da oltre 20 anni. Se il Gruppo Volkswagen ha acquisito Lamborghini nel 1998, la storia di Ducati è leggermente differente, perché ad assorbire il marchio di Borgo Panigale è stata direttamente Lamborghini, non Volkswagen, motivo per cui adesso i due marchi si apprestano a uscire al di fuori del gruppo all'unisono. I motivi di questa scelta non sono ancora chiari a tutti, è probabile però che il marchio Lamborghini sia ora più una sorta di "peso" per Volkswagen che altro. Non fraintendeci, non ci riferiamo al piano commerciale (i tedeschi hanno acquistato il brand del Toro per 60 milioni di euro e lo hanno portato a valere oggi quasi 10 miliardi di euro, non parliamo assolutamente di un flop industriale) ma a quello "filosofico".

Questione di filosofia (e interessi di gruppo)

Negli ultimi anni Volkswagen ha investito pesantemente nel settore elettrico (e continuerà a farlo in maniera sempre maggiore), ponendosi degli obiettivi a livello di emissioni di CO2, di modelli e impianti Carbon Free, e Lamborghini da questo punto di vista - tenendo conto della tradizionale sportività che contraddistingue il marchio - sarebbe potuta diventare nei prossimi anni una spina nel fianco non indifferente. A Wolfsburg non a caso stanno pensando di vendere anche la francese Bugatti per lo stesso motivo, abbandonando di fatto il settore ultra luxury, con vetture dalle potenze sovrumane, per puntare su auto di volume, 100% elettriche. Anche di fascia alta eh, pensiamo a Porsche, ad Audi, ma non di fascia "estrema". Dopo il distacco, sarà interessante capire cosa accadrà con le tecnologie che Lamborghini condivide oggi con la stessa Audi, che ovviamente resterà salda nel Gruppo Volkswagen, oppure se il Toro finirà in borsa o no, aprendo il proprio carattere al volere di investitori esterni.

Di sicuro qualcosa, all'interno dell'azienda, dovrà cambiare per affrontare in modo rilassato e tranquillo gli anni a venire, che impongono ai vari produttori europei sfide non da poco in campo ambientale. In questo senso perdere il supporto del secondo gruppo (con Toyota stabile al primo posto) automotive al mondo non è roba da poco, poiché questo implica sobbarcarsi in toto spese di ricerca e sviluppo, tecnologie e produzione.

Lamborghini senza Volkswagen

Allo stato attuale, Lamborghini è certamente a rischio sanzioni nel prossimo futuro, poiché a listino non ha ancora vetture 100% elettriche in grado di abbassare sensibilmente i dati medi di emissioni di CO2, come l'Unione Europea impone - e pagare "tasse" milionarie in questo preciso momento non sarebbe certo il meglio a cui aspirare. Il brand dovrà virare in fretta verso modelli a zero emissioni e ibride plug-in, lo stesso percorso che probabilmente - in gran segreto, per ora, visto che nessuna 100% elettrica è stata annunciata - stanno sviluppando in Ferrari. In casa Volkswagen invece le preoccupazioni sono di gran lunga inferiori, anzi: il Gruppo acquisterebbe sempre più "coerenza" senza i grandi brand luxury che possiede attualmente, puntando probabilmente tutte le sue carte da fascia alta in Porsche - società che già offre ai suoi utenti un'elettrica al 100%, l'avveniristica Porsche Taycan, e che ha già bene in mente cosa fare prossimamente con l'elettrificazione.

L'operazione di distacco dunque non sorprende se si guarda tutto da casa Volkswagen, speriamo soltanto che possa essere l'inizio di un nuovo capitolo per l'azienda di Sant'Agata Bolognese, che di sicuro merita una vita lunga e prospera di grandi prodotti, dal DNA insostituibile. Lo stesso sopravvissuto a vent'anni di influenze tedesche, che ora potrà tornare a dire la sua in maniera autonoma.