La svolta di Tesla si chiama Model Y: l'azienda californiana diventa matura

La vera svolta in casa Tesla si chiama Model Y: una vettura matura, che migliora i problemi legati al passato, proposta a un prezzo accessibile.

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Con la produzione partita ufficialmente lo scorso mese di gennaio, in netto anticipo rispetto alla tabella di marcia annunciata un anno fa, Tesla è finalmente pronta in questa seconda metà di marzo a consegnare le prime Model Y ai clienti che l'hanno ordinata nei mesi scorsi. Attorno alla vettura elettrica c'è tantissima curiosità, per molti potrebbe addirittura annientare le vendite già altissime della Model 3, la berlina che ha conquistato anche il cuore degli Europei diventando bestseller in molti Paesi del vecchio continente. Effettivamente la Model Y ha tutte le carte in regola per fare meglio della sorella minore (minore per via delle dimensioni, non per l'età ovviamente) e ora cerchiamo di capire perché.

Un crossover accessibile

Il primo motivo è alquanto semplice: per quanto il pubblico occidentale ami le berline premium, a macinare più incassi e richieste negli ultimi anni è stato il segmento dei Crossover e dei SUV. Tesla a oggi ha avuto la Model X a listino, SUV di grandi dimensioni capace di soddisfare anche il pubblico più esigente, il suo Tag Price però lo ha fatto diventare una chimera per molti. In Italia ad esempio il prezzo di partenza per una nuova Model X è di 94.400 euro, senza optional aggiuntivi, il che confina l'auto a una piccola nicchia di utenti facoltosi.
Con la Model Y, Tesla ha finalmente un comodo crossover da proporre al grande pubblico senza eccedere nel prezzo, soprattutto negli USA: se nel nostro Paese la Model Y Long Range parte da 63.000 euro, negli Stati Uniti il prezzo di partenza è di soli 52.990 dollari per la Long Range, che secondo Elon Musk diventano 46.690 grazie a un risparmio di 6.300 dollari sul carburante.
Un prezzo alquanto aggressivo vista tutta la tecnologia che la società californiana mette sul piatto, compreso ovviamente un potente Autopilot già pronto per la guida autonoma cittadina che sarà rilasciata entro il 2020 - in quei Paesi in cui è legale farlo, Italia esclusa purtroppo, per ora.

Una Tesla europea

Tesla ha dunque la possibilità di lanciare sul mercato un'auto dalle caratteristiche simili alla desiderata Model 3, del resto le due vetture condividono il 75% dei componenti, ma dalle dimensioni più generose, con la possibilità di ospitare fino a 7 passeggeri e con un bagagliaio estremamente ampio, fra i più grandi della categoria. Inoltre la Tesla Model Y sembra il primo modello californiano pensato per esser davvero venduto all'estero. Perché affermiamo questo? Perché per la prima volta gli uomini di Elon Musk hanno implementato una pompa di calore - assente su S, X e 3. Come saprete, l'autonomia di un'auto elettrica tende a diminuire clamorosamente con le basse temperature, i 505 km promessi da Tesla con una sola carica sono reali sono in condizioni climatiche standard (in California ad esempio), ma che diminuiscono in modo sensibile in zone più fredde del mondo. Pensiamo anche alla sola Norvegia, che ha un clima estremamente più rigido rispetto alla costa Ovest degli USA.

Ebbene per la prima volta una Tesla si presenta sul mercato con una pompa di calore utile a riscaldare le batterie nelle stagioni più fredde, così da garantire i 505 km di autonomia (o giù di lì) per tutto l'anno. Una feature che tutte le nuove auto elettriche dovrebbero avere, soprattutto in Europa. Tesla ha dunque recepito il messaggio e creato un'automobile "globale", adatta a tutti i mercati e finalmente matura in ogni suo aspetto. Se pensiamo poi che la Model Y sarà la prima auto Tesla prodotta in Europa presso la Giga Berlin in costruzione, con ampi volumi disponibili al pubblico del vecchio continente, il successo è praticamente annunciato.

Speriamo anzi che i prezzi di listino possano scendere una volta che si potrà assemblare tutto in Germania (dove fra l'altro verranno costruiti anche le batterie e i motori), ottimizzando la produzione e tagliando tutti i superflui costi di esportazione dalla California. Elon Musk potrebbe dunque avere fra le mani un modello di svolta, l'unico in grado - a oggi, come confermato da svariati analisti di settore - di portare nelle casse di Tesla dei veri utili dopo 16-17 anni di sacrifici e scommesse. La concorrenza è avvisata.