La SF90 Stradale e l'elettrificazione di serie: dove sta andando Ferrari?

La nuova Ferrari SF90 Stradale fa diventare l'elettrificazione di Maranello di massa: dove sta andando il cavallino rampante?

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Dopo la presentazione avvenuta a Fiorano, gli appassionati di motori non hanno fatto altro che parlare di lei, della nuova Ferrari SF90 Stradale, che segna - piaccia o meno - un punto di svolta nella storia del cavallino rampante. Già con l'uscita della Ferrari LaFerrari, la prima ibrida in assoluto del marchio, la scuderia aveva fatto un passo tecnologico importante, limitando il tutto però a 499 esemplari - e creando di fatto una serie speciale.
Con la SF90 Stradale, nome che omaggia la monoposto di Formula 1 2019, siamo decisamente oltre: parliamo infatti di una vettura sì ibrida ma anche plug-in, con una piccola autonomia elettrica, e soprattutto di serie, aperta a un pubblico molto più ampio della sua sorella maggiore LaFerrari. Un segno di apertura non da poco, che ci spinge verso una nuova era elettrificata (attenzione, non elettrica, almeno per ora).

Un primo passo

La Ferrari SF90 Stradale è dunque la prima vettura del cavallino rampante a offrire una (seppur irrisoria) autonomia 100% elettrica, grazie a una batteria da 7,9 kWh. Si possono percorrere massimo 25 km nel silenzio più totale, mantenendo una velocità massima di 135 km/h, anche se l'utilizzo prediletto in questa modalità è certamente quello cittadino, utile fra l'altro a bypassare blocchi del traffico e ZTL negli orari di chiusura.
Di certo Ferrari non ha pensato a salvaguardare l'ambiente con una batteria così piccola, la cui capacità comunque non sorprende (le migliori ibride plug-in del mercato percorrono una media di 40-50 km Full Electric), né a proteggere il portafogli dei suoi clienti, che difficilmente hanno problemi ad acquistare carburante.
E cosa dire delle sanzioni a livello europeo nel caso in cui non vengano rispettati precisi parametri in merito alle emissioni di CO2, a partire dal 2020? Un problema che si può aggirare con alleanze ad hoc, come Fiat ha fatto con Tesla. Quello della scuderia di Maranello potrebbe dunque essere soltanto un segnale, un primo passo verso l'era dell'elettrificazione che sta attirando a sé i maggiori produttori premium, anche i più "estremi" - come Bugatti, ad esempio.

Tradizione contro progresso e mercati

Da oggi in poi possiamo dunque affermare che la strada è segnata, anche perché per arrivare alla produzione seriale della SF90 Stradale Ferrari ha intrapreso un lavoro di ingegnerizzazione e sviluppo che non si esaurisce certo con un singolo modello. Inserire un sistema ibrido con tanto di batteria accanto a un classico V8 Turbo significa ridisegnare l'intera piattaforma del veicolo, rivedere tutti gli assetti e la distribuzione dei pesi - l'impianto ibrido pesa da solo 270 kg, che vanno recuperati in altro modo.
Pur essendo già maturo per il "grande pubblico", tutt'altro che un prototipo, il modello SF90 Stradale è comunque un esercizio di stile, il "la" di una sinfonia più ampia, che ascolteremo prossimamente, nota dopo nota, anno dopo anno, arrivando - presto o tardi - al 100% elettrico. Questo è l'orizzonte che gli appassionati più incalliti del cavallino rampante vogliono vedere il più tardi possibile, anche se il futuro è ormai segnato. Nel DNA Ferrari ci sono sì le altissime prestazioni, e Tesla ha dimostrato che si possono raggiungere risultati spaventosi anche con l'elettrico grazie all'imminente Roadster, ma anche il suono celestiale dei suoi propulsori tradizionali.

I V12 di Maranello hanno fatto la storia dei motori, diventando riconoscibili anche a chilometri di distanza, osannati e venerati da appassionati di tutto il mondo. Il mercato però sta cambiando e la stessa Ferrari sta abbassando il target d'utenza, sempre più giovane, e aumentando i volumi di vendita: la stessa SF90 Stradale monta un V8 Turbo, dalle alte prestazioni ma anche dal rapporto qualità/prezzo più equilibrato - con un V12 il prezzo di 550.000 euro che tanto si vocifera sarebbe stato fuori portata.

Il futuro (a Maranello come altrove) sarà dunque sempre più dei V8 e dei V6, vista la deriva ibrida del settore premium, la stessa Ferrari ha del resto dichiarato come sia inutile usare un V12 su una vettura elettrificata. Il propulsore rimarrà ovviamente a disposizione delle serie speciali tradizionali, conservando la sua attitudine aspirata, finché non andrà a scomparire in modo naturale - portando con se, negli anni, anche i fratelli minori.
Al momento non c'è nessun piano rispetto a una vettura 100% elettrica del cavallino rampante, anche se molti davano il 2022 come data fatidica per vedere un primo prototipo. Probabilmente è ancora presto, passeranno anni prima che avvenga lo switch interno alle nuove tecnologie elettriche, ma di sicuro avverrà. Il cammino è iniziato.