La mappa degli incidenti stradali: le province italiane più pericolose

Scopriamo insieme, incrociando dati Istat e IlSole24Ore, quali sono le province più pericolose in termini di incidenti stradali e non solo.

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L'Istat ha pubblicato i dati relativi agli incidenti avvenuti nel corso del 2017, delineando una mappa ben precisa dell'Italia: la maggior parte dei sinistri avverrebbe al nord, mentre la situazione sarebbe decisamente migliore al sud.
Risultati che forse sorprendono e che vedono Genova come la più pericolosa provincia dello stivale, con 7,59 incidenti ogni 1.000 veicoli circolanti, siano essi a due o quattro ruote. Seguono Milano, con 5,90 sinistri ogni 1.000 veicoli, Savona, 5,61, Rimini, 5,53, e Prato, 5,42.
Fra le province più "virtuose", nelle quali si registrano meno incidenti in rapporto alle auto, troviamo Benevento, con un dato di appena 1,35 ogni 1.000, Vibo Valentia a 1,31, Avellino a 1,29 e Agrigento a 1,24. Per incontrare la provincia con meno incidenti in assoluto bisogna invece tornare al "profondo nord", con Aosta che registra 1,07 sinistri ogni 1.000 veicoli.

Mortalità a quattro e due ruote

Il discorso si complica leggermente quando si parla di decessi sulle strade, dunque di incidenti mortali, poiché si perde la variante geografica per abbracciare "il caos". La situazione è grave a Foggia, con quasi 6 morti (5,806) ogni 1.000 incidenti, nello specifico nel 2017 ci sono stati 76 decessi su 1.309 incidenti, ma va ancor peggio a Isernia con 6,522/1.000, mentre Cuneo e Asti sono le province in cui si muore maggiormente in tutto il nord Italia, con dati pari a 4.794 e 4.892/1.000.

Numeri positivi invece a Milano, dato alquanto anomalo visto l'alto numero di incidenti: nella provincia lombarda ci sono stati appena 108 morti su 13.905 sinistri, il che significa 0,777/1.000. Dati "strambi" anche a Genova, dove a fronte di 5.246 incidenti ci sono stati soltanto 41 morti, per fortuna (0,782/1.000). Se Foggia è una provincia "pericolosa" in tema di incidenti mortali, va molto meglio nella vicina Bari, dove su 3.663 incidenti ci sono stati 34 decessi (0,928/1.000).

Dopo il picco, la normalità

Fra le province con il tasso di incidenti e mortalità inferiore rispetto alla media troviamo poi Trento, Biella, Napoli, Siracusa, Caltanissetta, Catania, Salerno, Perugia, Ragusa, Pescara, Lecco, Torino, Pordenone e Palermo. Ma com'è cambiato il numero di incidenti totali in Italia dal 1987 a oggi?
Se nell'87 gli incidenti registrati sono stati appena 158.208, si è saliti gradualmente a 256.546 nel 2000, a 263.100 nel 2001, a 265.402 nel 2002, i tre anni peggiori degli ultimi trenta.
A partire dal 2003 invece il numero ha iniziato a calare drasticamente, per toccare i 188.228 incidenti nel 2012 e stabilizzarsi fino al 2017, anno in cui si è arrivati a 174.933 sinistri. Fra le regioni che hanno visto il numero di incidenti ridursi maggiormente nel tempo troviamo il Molise, il Friuli Venezia-Giulia ma soprattutto il Lazio, a -40%. (Dati: Istat, IlSole24Ore)