La guerra della velocità fra Tesla e Porsche: le EV hanno perso la rotta?

In queste settimane Tesla e Porsche si stanno sfidando sul circuito del Nürburgring: ma le EV non dovevano servire a inquinare meno?

speciale La guerra della velocità fra Tesla e Porsche: le EV hanno perso la rotta?
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

Per quale motivo l'industria e vari governi del mondo, soprattutto europei, starebbero spingendo verso uno switch elettrico del parco auto globale? Beh l'idea "principe" è ovviamente quella di far bene all'ambiente, di dismettere il petrolio (e tutti i suoi derivati) evitando l'uso di motori a scoppio classici, che come sappiamo emettono una quantità variabile di CO2.
A tutto vantaggio (almeno si spera) delle fonti rinnovabili e dunque di nuova energia elettrica pulita, altrimenti avremmo a che fare con il classico cane che si morde la coda, inquinando anche con le EV. Allora perché marchi internazionali come Tesla e Porsche fanno a gara per chi produce l'auto elettrica più veloce dell'altra, mettendo totalmente da parte i consumi?

Un record per dominarli tutti

In queste settimane stiamo assistendo a una sfida "a distanza" proprio fra questi due grandi colossi, il primo americano e il secondo tedesco, che hanno piazzato le tende al tracciato del Nürburgring (Tesla ha addirittura installato uno dei suoi nuovi Supercharger V3.0 da 250 kW) per calibrare al meglio le loro auto e contrattaccare record dopo record. Ha iniziato Porsche a dare spettacolo, laureandosi come elettrica 4 porte più veloce del mondo girando in 7:42 lo scorso mese di agosto.
Elon Musk ha risposto per le righe e portato in Germania la sua Model S P100D+ sotto forma di prototipo, con tre motori e 7 posti, proprio per surclassare la rivale europea. Non è un tempo ufficiale, però sembra che la Model S abbia fatto il suo hot lap in 7:23, migliorando dunque il record ma guardando già oltre: le nuove P100D+ con kit aerodinamico migliorato pare abbiano girato in circa 7:05 e vogliano scendere presto sotto i 7 minuti.
Porsche ha certamente le carte per controbattere, anche perché ha ben tre varianti di Taycan: 4S, Turbo e Turbo S, con quest'ultima che rappresenta sicuramente la carta migliore per sfidare Tesla.

Ma non avevamo bisogno di vetture elettriche per ridurre le emissioni di CO2? La gran parte degli automobilisti del mondo chiede auto efficienti dal prezzo equo, soprattutto per l'uso cittadino, pochissime persone prenderanno un'elettrica per toccare i 250 km/h...

Il re del mondo

Evidentemente sia Tesla che Porsche hanno ancora bisogno di conferme in un mercato "nuovo", di marcare il territorio e soprattutto mostrare al mondo di cosa sono capaci le loro creazioni. Finché Tesla ha sfidato in accelerazione le auto con motore termico, per marcare una supremazia tecnica non indifferente e dare dunque inizio a una nuova era, il discorso era certamente più comprensibile. Bisognava far conoscere alla gente le potenzialità della tecnologia elettrica, secondo molti incapace di raggiungere le prestazioni delle vetture tradizionali - idea che come abbiamo visto ormai è superata e antiquata.
Ora però abbiamo fatto uno step in più: la sfida è tutta fra elettriche, a cosa serve dunque questa corsa sfrenata alle prestazioni assolute, al tempo minore a tutti i costi? Tanto da scomodare prototipi che andranno in produzione solo a fine 2020...

Beh nel caso specifico di Tesla e Porsche, la rivalità viene da lontano: abbiamo infatti da una parte una società giovane, fondata appena 16 anni fa e guidata inoltre da un genio folle come Elon Musk, abituato a primeggiare in qualsiasi ambito, dall'altra un brand europeo dei più prestigiosi, che ha lasciato la sua impronta nella storia dell'automobile soprattutto in campo sportivo e competitivo.

Tutto è dunque relativo, anche la caccia al record significa poco e nulla: qui si mette faccia a faccia il passato, rappresentato fra grandi virgolette da Porsche, e il futuro, che Tesla crede di rappresentare di diritto. Primeggiare significa riscrivere in parte la storia dei motori, è questo che probabilmente vuole fare soprattutto Musk, scardinare le certezze di sempre in nome di una tecnologia che ha visto nascere e crescere. Anche per questo motivo avremo la nuova Tesla Roadster, costruita per stessa ammissione del CEO sudafricano per dare una lezione esemplare ai marchi storici del panorama - non solo Porsche dunque, anche Ferrari, Lamborghini e così via, tutti in fila per uno.

L'inevitabile

Parliamo di una sfida che non riguarda le auto elettriche in assoluto, o almeno non solo: il mercato per nostra fortuna sta sviluppando anche veicoli più "umani", che non guardano alle prestazioni assolute, anzi. Pensiamo alla nuova Renault Zoe, alla Honda E, o ancora alla Volkswagen ID.3, alla prossima Fiat 500 elettrica e potremmo continuare ancora per svariati minuti.
I modelli premium ad altissime prestazioni sono sempre esistititi in ogni epoca (cosa dovremmo dire a tal proposito a Bugatti, McLaren, Koenigsegg, Hennessey...) e sempre esisteranno, anche perché come abbiamo più volte detto in passato permettono alle grandi aziende di "battere cassa", di sfruttare un settore mai in crisi come quello del lusso e spremere fino all'ultimo appassionati e collezionisti facoltosi, ricaricando più di quanto non farebbero coi modelli di massa (talvolta anche per reinvestire in questi ultimi).

Bisogna dunque stare attenti a distinguere bene i due mondi: le attuali guerre di velocità non sminuiscono l'importanza dello switch elettrico, non mette da parte le ottime cose che possiamo fare con i veicoli urbani e le fonti rinnovabili. Viviamo in ogni caso in un mondo in cui la competizione, su più livelli, è inevitabile, è dunque ragionevole che qualcuno voglia riscrivere a suo modo la storia dei motori... lasciamoglielo fare.