La bici elettrica è più pericolosa della moto? Rispondiamo punto per punto

Una bici elettrica, a pedalata assistita, può essere più pericolosa di una moto? Cerchiamo di capire quando e perché.

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Una bicicletta elettrica, a pedalata assistita, può essere più pericolosa di una moto? Può sembrare una domanda banale, dalla risposta scontata, eppure è l'interessante quesito che si è posto il canale YouTube americano FortNine, famoso per essere uno dei migliori canali educativi sul mondo delle due ruote motorizzate. In un nuovo video viene analizzata la questione secondo diversi punti e le riflessioni potranno talvolta sorprendervi. A tal proposito inutile fare ulteriori preamboli, meglio partire subito dal primo argomento: una e-bike è di certo più lenta di una moto, questo però può farla diventare anche più pericolosa? Secondo il canale, una bici che sfreccia costantemente alla sua massima velocità nel traffico aumenta in maniera esponenziale il rischio di incidente, del resto parliamo di un veicolo molto lento che viene superato dal traffico a ogni semaforo verde, più e più volte lungo un normale tragitto. La moto, una volta superata la coda, lascia tendenzialmente tutti indietro e starebbe nel bel mezzo del traffico molto meno tempo.

Ovviamente si parla di strade standard, il rischio quasi si azzera con piste ciclabili separate dal traffico, su questo però le più grandi città del mondo devono ancora lavorare tantissimo. Bisogna poi specificare che in Europa abbiamo regole severe in merito alla velocità massima delle e-bike, che non può superare i 25 km/h; negli USA la questione è molto più morbida e si possono toccare i 32 km/h, con i motori che possono raggiungere i 750W (in UE massimo 250W).

Abbigliamento e visibilità

Secondo punto chiave: i ciclisti non sono protetti in modo adeguato. Se la velocità dipende effettivamente dal mezzo, qui tutta la responsabilità ricade su chi guida. I motociclisti hanno ormai una cultura della sicurezza ben radicata, amatori ed esperti viaggiano sempre con abbigliamento e protezioni adeguati per il corpo e la testa, lo stesso invece non si può dire per i ciclisti. Chi usa la bicicletta elettrica per andare a scuola o al lavoro, molto probabilmente utilizza un normale casco da bici (quando va bene, altrimenti neppure quello poiché non obbligatorio) e un paio di jeans, non ha protezioni aggiuntive. Sono davvero pochi i ciclisti esperti che usano protezioni maggiori, questo significa che anche se la velocità è minore rispetto a una moto, un impatto diretto contro un'altra vettura o un ostacolo rigido può causare danni da non sottovalutare.
Arriviamo così al terzo punto: le biciclette elettriche hanno minore visibilità delle moto. Nel video si parla di come effettivamente i ciclisti siano meno visibili sulla strada, rispetto a una motocicletta che comunque è più ingombrante e ha importanti luci di segnalazione a bordo. Le cose si fanno ancora più pericolose di notte, motivo per cui ogni ciclista dovrebbe effettivamente usare un'adeguata illuminazione e un giubbetto catarifrangente (o un copri-zaino fosforescente) - anche con queste precauzioni però la visibilità potrebbe rimanere abbastanza scarsa.

Responsabilità personale e delle istituzioni

Ci avviamo così alle conclusioni: le e-bike utilizzano parti "meno sofisticate" rispetto alle motociclette. Cosa vogliono dire i ragazzi di FortNine con questo? Che solitamente una moto arriva sul mercato con almeno la tecnologia ABS integrata e il controllo della trazione, oltre chiaramente a frecce direzionali, specchietti retrovisori, luci e quant'altro. Tralasciando l'ABS e il Traction Control, gli altri sono tutti elementi opzionali che qualsiasi rider può aggiungere alla propria e-bike, però appunto: è necessario che ogni utente li aggiunga come optional, è raro che una bicicletta venga venduta con questi piccoli ammennicoli in grado di aumentare la sicurezza di marcia. Come bonus, si può parlare anche delle capacità di guida di ogni singolo conducente: chi guida una moto lo fa dopo aver preso una patente (a volte anche specifica, per i mezzi più potenti) e studiato i fondamenti del codice della strada. Su una e-bike (così come su un monopattino elettrico, motivo per cui l'argomento è spesso materia di polemica) si può salire senza avere nessuna conoscenza, cosa che di fatto aumenta non poco il rischio di incidente soprattutto fra i più giovani.
Sia il video originale di FortNine che questo articolo non vogliono assolutamente puntare il dito contro l'uno o l'altro mezzo, il discorso mira in realtà a capire cosa si potrebbe fare davvero per migliorare la sicurezza delle biciclette a pedalata assistita, sempre più diffuse anche nel nostro Paese. Se a tante cose possiamo già pensare noi stessi, da privati cittadini, per altre - pensiamo ad esempio al casco obbligatorio anche per i maggiorenni - c'è bisogno di un intervento più radicale, da parte delle istituzioni. E per questo non possiamo che sperare...