La benzina oltre i 2 euro al litro: come sono cambiati i prezzi negli anni?

Le festività di Pasqua 2019 hanno spinto la benzina oltre i 2 euro al litro. Come sono cambiati i prezzi dal 2015 a oggi?

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Le festività di Pasqua 2019, che finiranno - facendo ponti vari - soltanto il primo maggio, non stanno purtroppo facendo sorridere gli automobilisti italiani, anzi. La colpa è da attribuire all'aumento dei prezzi della benzina e del diesel, che in alcune stazioni di servizio autostradali hanno superato anche i 2 euro al litro. La media attuale per un litro di benzina nel nostro Paese è pari a 1,618 euro, per il gasolio invece si paga 1,508 euro, ma come sono cambiati i prezzi dei carburanti tradizionali nel corso degli ultimi anni?
Anche nel gennaio del 2015 eravamo di poco sopra l'euro e sessanta con la benzina, i prezzi però erano clamorosamente in discesa. Poche settimane infatti e la media era arrivata a toccare 1,45 euro, per poi risalire vertiginosamente verso l'estate, come tradizione potremmo dire. Nei mesi di luglio e agosto 2015 ci siamo avvicinati pericolosamente all'1,65, l'ultimo picco prima di un periodo di grande quiete.

Montagne russe

Archiviata l'estate del 2015, infatti, ci siamo tranquillizzati scendendo a toccare quasi 1,35 a inizio 2016, un periodo glorioso finito abbastanza presto purtroppo. Mese dopo mese, centesimo dopo centesimo, la benzina è risalita superando l'1,55 nella primavera del 2017, per poi raggiungere l'1,65 a metà 2018 e superarlo alla fine dello stesso anno. Una montagna russa che ci ha fatto respirare a inizio 2019, portando la benzina attorno all'1,50 per colpirci ancora adesso, in piena primavera - con l'estate 2019 che non promette niente di buono.
Meno schizofrenico invece il diesel, che ha comunque avuto i suoi alti e bassi. Dall'1,50 del gennaio del 2015 si è poi scesi al di sotto dell'1,2 a inizio 2016, per poi risalire costantemente e sfiorare l'1,55 a fine 2018. Se il 2019 era iniziato scendendo vicino all'1,40, con Pasqua è tutto finito, ancora una volta.

Carburanti alternativi

Occupiamoci però anche dei principali carburanti alternativi del momento, ovvero del metano e del GPL. Quest'ultimo alimenta il 5,6% del parco auto italiano, il che significa 2,5 milioni di veicoli, e anche in questo caso dopo il picco minimo del 2016, quando si era addirittura attorno allo 0,55, si è arrivati a superare lo 0,70 a fine 2018, per attestarsi al momento poco sopra lo 0,65.
Decisamente più stabile il metano, che dal 2015 a metà 2018 ha oscillato fra l'euro e i 96 centesimi. Dalla fine del 2018 si è saltati oltre l'euro e si continua a salire - forse anche a causa delle crescenti vendite di auto che prevedono questa alimentazione (tanto che SEAT ha aggiornato buona parte della sua gamma).

Questi grafici, forniti da Carburanti-italia.it, non ci rincuorano affatto. Abbiamo respirato fino all'inizio del 2018, poi i rincari sono stati costanti e omogenei e per il resto del 2019 le previsioni non sono positive. Il governo attuale non ha ancora tagliato le accise come promesso, che ricordiamolo a oggi pesano per oltre il 60% sul prezzo finale dei carburanti, la situazione internazionale inoltre è tornata a essere tesa, a causa dei problemi in Libia e delle sanzioni che gli USA hanno aumentato all'Iran. Per l'ennesima volta nella nostra storia recente dobbiamo trattenere il fiato e sperare che tutto si regolarizzi al più presto.