L'auto elettrica salverà il pianeta? Cosa fare prima e dopo l'acquisto

L'auto elettrica salverà il pianeta? Sarà importante produrre e alimentare i veicoli con energia pulita, tutto rischia di essere vano altrimenti.

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Il settore automotive è destinato a diventare 100% elettrico. A desiderarlo sono diversi governi (soprattutto europei), produttori di auto e una fascia di cittadini del mondo che diventa sempre più ampia, giorno dopo giorno. Svariati sono gli investimenti, anche in Italia, sul fronte produttivo e delle infrastrutture, con migliaia e migliaia di stazioni di ricarica che verranno costruite nella sola nostra penisola - si punta a superare le 14.000. Vendere e acquistare macchine elettriche a zero emissioni però non basta: è un'azione che può aiutare nell'immediato una determinata zona, come una grande città in emergenza smog, con livelli di PM10 sopra i valori di allarme, ma che sul lungo termine ha bisogno di ulteriori impegni - ed è ciò che diverse aziende e istituzioni dovrebbero comprendere.

L'ombra ingombrante del carbone

Vendere auto elettriche e produrle facendo un massiccio uso di carbone e combustibili fossili, e usare il medesimo procedimento per garantire l'energia elettrica utile a farle funzionare, equivale al proverbiale cane che si morde la coda. In un meccanismo simile, lo switch elettrico rischia di fare danni equivalenti (se non addirittura peggiori) di un mondo pieno di auto tradizionali, a benzina o a gasolio.
A maggior ragione se aggiungiamo il problema delle batterie al litio, che inquinano sin dal momento in cui si estraggono i materiali primari, arrivando poi allo smaltimento alla fine del loro ciclo vitale.
Su quest'ultimo aspetto soltanto le batterie a stato solido potranno aiutare il pianeta, migliorando inoltre capacità e tempi di ricarica a parità di ingombro e peso. In attesa di una tecnologia più matura, facciamo un passo indietro e torniamo al processo di produzione, prendendo un esempio virtuoso: il caso Volkswagen.

Il caso Volkswagen

L'azienda tedesca arriva da un recente passato a dir poco burrascoso, durante il quale ha persino intravisto il fondo del baratro. Pensiamo allo scandalo Dieselgate, che ancora oggi ha una risonanza non da poco sul mercato globale, o allo standard WLTP, che ha costretto il gruppo a ritirare svariati modelli e a fronteggiare un fine 2018 con segno fortemente negativo. Ci troviamo dunque di fronte a una società che ha una grande voglia di riscatto, che nell'elettrico sta investendo moltissimo denaro, energie e know-how. Perché Volkswagen ha compreso quasi alla perfezione come gestire lo switch elettrico?

Diminuendo l'impatto sull'ambiente proprio a partire dalla produzione dei veicoli, non limitandosi alle loro emissioni azzerate. Entro il 2025 il brand ha intenzione di offrire ai suoi clienti oltre 20 modelli totalmente elettrici, partendo con l'ormai famosa Volkswagen ID. già nel corso del 2019. Per la produzione della vettura, Volkswagen ha diminuito l'impronta di carbonio di oltre un milione di tonnellate di CO2 all'anno. Per fare un esempio diretto, equivale all'impatto di una centrale elettrica a carbone che rifornisce di corrente elettrica 300.000 abitazioni. All'orizzonte vi è poi un programma di decarbonizzazione complessiva, che andrà a caratterizzare la produzione di altri nuovi modelli. Inoltre anche le celle batteria saranno interamente prodotte in Europa sfruttando energia pulita, "verde", estrapolata da fonti rinnovabili.

Fonti rinnovabili

Una scelta importante, che trova degna conclusione nel processo finale: la ricarica post-vendita. Sfruttare energia tradizionale a questo punto del ciclo vanifica molti degli sforzi fatti magari a livello industriale, sarà invece importante utilizzare energia eolica e idroelettrica, e Volkswagen ha lavorato anche su questo fronte. Vi abbiamo già parlato di Elli, il gestore energetico creato proprio dalla società tedesca: mission del nuovo brand è offrire energia proveniente da fonti rigenerate (nel caso di VW, parliamo di Volkswagen Naturstrom).
All'atto pratico, questa energia pulita si può attualmetne ritrovare presso le stazioni di ricarica IONITY, frutto dello sforzo di diversi produttori come BMW, Daimler, Porsche, Audi e Ford - oltre a VW.
Anche Enel X è impegnata in primo piano per la fornitura di colonnine a energia pulita, che entro il 2022 dovrebbero essere 255 sul territorio italiano. Il primo passo di un viaggio ancora molto lungo, complicato, che richiede lo sforzo di più soggetti - aziende, istituzioni ma anche cittadini. In quanto utenti finali, abbiamo nelle nostre mani la facoltà di informarci in merito a un determinato processo produttivo, al percorso che l'energia elettrica fa da una centrale alle nostre strade o case. Questa volta siamo parte attiva del disegno generale, una responsabilità da non sottovalutare.