Il virus che fa tremare Renault, fra nuovi sacrifici e auto elettriche

Il 2020 di Renault non è stato affatto facile, con un buco di 7 miliardi di euro nei primi 6 mesi dell'anno. Ora scende in campo la formula De Meo.

Il virus che fa tremare Renault, fra nuovi sacrifici e auto elettriche
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Per Elon Musk, l'uomo che potremmo definire "dei miracoli", il 2020 è stato un anno da incorniciare. La sua Tesla vola in borsa ed è prossima a chiudere l'anno al di là dei 600 dollari, con il titolo che ne valeva appena 84 il 2 gennaio scorso. Una scalata di oltre il 600% che rende il CEO sudafricano una delle persone più ricche al mondo, seconda soltanto a Jeff Bezos di Amazon negli USA. La storia di TSLA (questa la sigla di Tesla in borsa) è però un caso più unico che raro nel tremendo 2020, guardando alla nostra vecchia Europa non tutti se la passano come Elon Musk e ne sa qualcosa Luca De Meo, l'uomo che negli ultimi cinque anni ha segnato la rinascita iconica di SEAT e che ora è in forze in Renault - passato all'azienda francese in un momento cruciale. Il dirigente italiano, classe 1967, una laurea in economia aziendale presso l'Università Bocconi di Milano e oltre 25 anni di esperienza nel settore automotive (che abbiamo intervistato lo scorso anno in occasione dello Smart City World Congress di Barcellona), si è ritrovato fra le mani una situazione particolarmente difficile, con il Coronavirus che ha colpito pesantemente le casse del marchio transalpino - motivo per cui all'orizzonte ci sono "decisioni difficili" in arrivo.

Il momento difficile di Renault

Nel corso dei primi sei mesi del 2020, Renault ha registrato una perdita di oltre 7 miliardi di euro, un buco finanziario che in qualche maniera andrà rimarginato - e Luca De Meo avrà chiaramente un ruolo chiave nella sanatoria. "Dovrò prendere decisioni importanti, tutt'altro che facili" ha detto il manager alla trasmissione di La7 Omnibus, "che avranno sicuramente un impatto sulla gente", il pensiero dunque è andato ai posti di lavoro di casa Renault, De Meo ha però rassicurato tutti. "Non vogliamo mandare la gente a casa, ai lavoratori però chiedo uno sforzo importante perché l'azienda ne ha bisogno. Con i sindacati c'è un rapporto ‘fluido', chiaramente ognuno fa il suo gioco ma dobbiamo fare di tutto per scongiurare i licenziamenti e proteggere il lavoro. Allo Stato nel frattempo chiediamo fiducia nella gestione operativa." I posti di lavoro dunque dovrebbero essere al sicuro, fermo restando che probabilmente ai lavoratori si chiederanno nuove turnazioni, riduzioni di stipendio e chissà cos'altro, questo lo scopriremo nelle prossime settimane.

Anche se il primo, doloroso lockdown sembra archiviato, e il mercato sembra essere leggermente ripartito dalla scorsa estate, De Meo prevede consumi "con il freno a mano" almeno fino al 2022/2023, con alcune fasce di acquisto che avranno più problemi di altre - motivo per cui non bisogna abbassare la guardia e fare dei sacrifici. Nonostante tutto però il dirigente guarda al futuro, di Renault e dell'intera industria.

Un futuro elettrico

"Siamo la quarta casa automobilistica in Italia, un grande Paese che però al momento sta passando una difficile situazione come tanti altri Stati nel mondo. Possiamo fare di meglio e abbiamo diversi nuovi prodotti in arrivo sul mercato. Il Coronavirus ha allontanato le persone dai mezzi pubblici, facendo esplodere il mercato dell'usato, guardando al nuovo invece è necessario guardare alle nuove tecnologie, alla transizione energetica, proponendo nuove vetture a basse e a zero emissioni. Il nostro impegno in tal senso è massimo, sul fronte delle infrastrutture di ricarica però siamo in ritardo, le vendite procedono a velocità maggiori rispetto agli investimenti di contesto. Mancano colonnine e sia lo Stato che le aziende energetiche devono impegnarsi di più su questo fronte, per evitare il peggiore dei panorami: vendere auto elettriche senza la possibilità di ricaricarle."

Inoltre, aggiungiamo noi, le nuove vetture alimentate a batteria sono anche le più costose del mercato attuale, sarà dunque necessario investire in nuovi incentivi e far di tutto per far scendere i prezzi, altrimenti il mercato andrebbe a risentire ancora di più della crisi legata alla Pandemia. Nel futuro di Renault abbiamo dunque qualche nuvola all'orizzonte ma anche tanta luce, il marchio dovrà affrontare qualche sacrificio per poi rinascere nel segno dell'elettricità (e dell'elettrificazione, contando anche le vetture ibride). Una sfida perfettamente alla portata di Luca De Meo.