Il Tesla Cybertruck si può omologare in Europa? Gli esperti dicono di no

Il Tesla Cybertruck è costruito in acciaio inossidabile ed è ultra resistente, ma così com'è può essere omologato in Europa?

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Dalla sua presentazione mondiale avvenuta a fine novembre, con tanto di fail relativo ai vetri rotti con una palla di metallo, del Tesla Cybertruck si è detto davvero qualsiasi cosa, abbiamo persino dedicato al futuristico pick-up confronti con altri concorrenti eccellenti e uno speciale in cui trovare tutte le info sul suo conto.
C'è però un dubbio che ci assale proprio sin dalla notte del lancio, e ora un esperto in materia di sicurezza ha confermato come le nostre paure fossero del tutto fondate: il pick-up di Elon Musk sarà omologato in Europa, così come Tesla lo ha pensato, oppure no? Sappiamo per certo che il veicolo arriverà anche nel vecchio continente in tutte e tre le varianti a disposizione, Single, Dual e Tri Motor, ma la struttura di acciaio inossidabile, rigida e quasi corazzata, passerà le stringenti regole europee?

La sicurezza del Tesla Cybertruck

La vettura, che arriverà sul mercato nel 2022 (Dual e Tri Motor) e nel 2023 (Single Motor), si può già ordinare anche in Italia, basta un anticipo di 100 euro completamente rimborsabile, ma esattamente che macchina avremo al suo debutto nel vecchio continente?
Sarà la stessa vista sul palco di Los Angeles e guidata da Elon Musk nei giorni passati? Ebbene secondo Stefan Teller, esperto di sicurezza SGS-TÜV Saar GmbH, Tesla dovrà "modificare pesantemente la struttura basilare del suo Cybertruck" per far si che venga omologato anche nel vecchio continente - come si può leggere in una intervista allo Spiegel Online. Se negli USA i produttori possono certificare le loro vetture in autonomia, in Europa ci sono regole e passaggi da superare, che coinvolgono i governi, gli stessi produttori ed enti "terzi", e secondo Teller l'acciaio rigido del Cybertruck "non passerà in alcun modo i test di sicurezza relativi alla protezione dei pedoni".

Per ottenere il via libera alla commercializzazione è bene costruire auto dal frontale "elastico", che siano in grado di assorbire l'energia per proteggere gli utenti più fragili della strada; inoltre la rigidità del mezzo potrebbe non causare danni alla vettura, lasciandola immacolata in caso di incidente, trasferendo però tutta l'energia di impatto agli occupanti, a cui neppure lo scoppio dell'airbag basterebbe più. Tutte cose che potrebbero mettere a rischio il Cybertruck così come lo conosciamo oggi.

Tesla, un'azienda da 5 Stelle Euro NCAP

Ciò che temevamo dunque è stato anche confermato da un esperto di settore, anche se le scelte di Tesla ci sembrano alquanto strane questa volta. Le altre vetture di Elon Musk sono fra le più sicure del mercato, come certificato nei vari test Euro NCAP. Nelle categorie Adulti, Bambini, Pedoni e Sistemi di assistenza la Model S del 2014 ha rispettivamente 82, 77, 66 e 71%, ancora meglio ha fatto la Model 3 con 96, 86, 74 e 94%. La Model X, testata fra l'altro giusto qualche settimana fa nella sua versione 2019, si è dimostrata davvero al top della categoria, con 98, 81, 72 e 94%, dunque possiamo tranquillamente affermare come la sicurezza sia "di casa" presso l'azienda californiana. Com'è possibile che Musk e soci abbiano ora presentato un veicolo fuori da qualsiasi regola basilare? Che sia ancora un prototipo che subirà profonde modifiche prima della produzione seriale?

Possibile ma alquanto improbabile, proprio in virtù degli ordini già aperti e dello stesso Musk che circola negli USA come nulla fosse. Il "rischio", se così vogliamo chiamarlo, è di avere un Cybertruck "edulcorato" qui in Europa, differente dal modello americano; fra l'altro Tesla potrebbe differenziare la produzione affidando il modello per il vecchio continente alla Gigafactory 4 di prossima costruzione vicino Berlino, che dovrebbe essere attiva prima dell'arrivo del Cybertruck. Terremo dunque gli occhi aperti, cercando di capire come Tesla si muoverà per ottenere una omologazione che - a oggi - sembra lontana anni luce.