Il piano di Elon Musk al Tesla Battery Day: così le BEV costeranno meno

Elon Musk e soci hanno svelato al mondo il loro grande piano per auto elettriche meno costose al Tesla Battery Day.

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Nella serata di ieri 22 settembre (almeno in Italia, in California era primissimo pomeriggio) Elon Musk ha finalmente dato vita all'attesissimo Tesla Battery Day, un evento che la società americana aspettava di mettere in piedi già dalla scorsa primavera. Poi però sappiamo tutti cos'è successo con il COVID-19, sia in Europa che negli USA, dopo ovviamente il caos cinese, abbiamo così dovuto aspettare l'inizio dell'autunno e un allestimento alquanto insolito: all'aperto, con Elon Musk distante almeno un metro dai suoi colleghi on stage, i fan e gli azionisti presenti esclusivamente all'interno delle loro auto Tesla parcheggiate in modo ordinato e scenografico nello spiazzo antistante al palco. Tutte le limitazioni dovute al Coronavirus però non hanno frenato Tesla dal presentare succose novità, che andranno a caratterizzare gli anni a venire della compagnia e non solo, anche dell'intero settore automotive. Perché affermiamo questo? Perché il piano che Tesla ha annunciato al mondo va ben oltre i "semplici" interessi della società californiana.

Auto elettriche (non) per tutti

Il CEO sudafricano ha preso la questione parecchio alla larga, partendo dal bisogno indiscusso che il mondo che stiamo creando avrà di energia elettrica pulita, proveniente da fonti rinnovabili. Energia green che, senza un'adeguata preparazione, potrebbe scarseggiare nei decenni a venire. Per soddisfare appieno le proiezioni degli esperti, le fonti rinnovabili dovrebbero crescere di 1.600 volte rispetto alla produzione odierna; inoltre la riduzione di CO2 e dei carburanti fossili passa anche per un'altra sfida, ridurre la presenza di auto a benzina e gasolio per favorire la diffusione delle auto elettriche. Un goal che presenta degli ostacoli: le BEV, le auto elettriche alimentate a batteria, sono ancora troppo costose, solo un numero limitato di utenti può accedervi, motivo per cui bisogna drasticamente ridurre il costo delle batterie per diminuire i prezzi al dettaglio. Questa, riassunta in maniera brutale, è la filosofia alla base del Tesla Battery Day e delle idee presentate sul palco da Elon Musk e soci. Cinque i settori chiave per ridurre il prezzo al kWH: il design delle celle, la concezione delle fabbriche per il loro sviluppo, i materiali usati per gli anodi, i materiali utili per i catodi, l'integrazione delle celle all'interno dei veicoli. In merito al primo punto, Tesla ha presentato le nuove celle di dimensioni maggiorate che porteranno non pochi vantaggi.

Si tratta di celle alte 80mm e larghe 46mm in grado di stoccare 5 volte di più l'energia delle celle attuali, di erogare una potenza pari a 6 volte di più, aumentare l'autonomia delle vetture del 16% a parità di ingombro - e vedremo poi come Tesla ha intenzione di montare le nuove celle all'interno dei pianali. Questo riduce del 14% il prezzo al kWh di ogni batteria, ma andiamo avanti, tale cifra è ancora insufficiente. Ingegnerizzando da zero fabbriche di nuova concezione per la produzione delle celle energetiche, dunque delle batterie, è possibile ridurre ulteriormente i costi di produzione del 18%. Arriviamo così ai materiali: Tesla ha individuato nel silicio il suo partner perfetto per gli anodi, poiché è il secondo elemento maggiormente diffuso sul pianeta dopo l'ossigeno e conserva 9 volte più litio della grafite. Un uso massiccio del silicio può far risparmiare un ulteriore 5% sul prezzo finale al kWh, mentre passando ai catodi si pensa a un uso differenziato per ottimizzare i costi.

Ad esempio Tesla pensa di usare catodi su base ferro per le sue auto Standard Range e le batterie di stoccaggio di grosse dimensioni, così da allungare il ciclo vitale, e ancora nichel e manganese per le auto Long Range e i Powerwall casalinghi per avere più densità, arrivando così ad alte concentrazioni di nichel per Tesla Semi e Cybertruck. Migliorando il processo di produzione dei catodi si risparmia un ulteriore 12% sul prezzo finale al kWh.

Arriviamo così all'integrazione delle celle, fatte e finite, all'interno del corpo dell'auto, che Tesla sta cercando di fare sempre più "Unibody". Ovviamente è impossibile forgiare un'automobile con un singolo blocco di metallo, La grande T però sta cercando di ridurre le parti necessarie, andando a recuperare non poco spazio per alloggiare le nuove celle di maggiori dimensioni. I cinque punti chiave del progetto Tesla porteranno così le batterie a costare il 56% in meno per ogni kWh.

Un centro perfetto?

Probabilmente il treno dell'hype partito nei mesi scorsi, che nella nostra fantasia ci avrebbe portato verso nuove chimiche e tecnologie per batterie futuristiche, si è rivelato esagerato, non bisogna però sottovalutare quanto mostrato da Tesla. Al di là del nuovo design delle celle, che porta l'attuale tecnologia agli ioni di litio a un livello superiore, il progetto per far costare le batterie il 56% in meno rispetto al prezzo odierno merita soltanto applausi. A oggi le batterie sono la parte più costosa di una BEV, ridurre il loro costo di oltre la metà significa prezzi al dettaglio più accessibili, auto elettriche meno costose. Una soluzione già pronta per esser messa in atto che ha probabilmente maggiore senso rispetto al lancio di una nuova tecnologia sperimentale - della quale avremmo saputo poco sulle caratteristiche sul lungo termine e magari sarebbe andata a costare di più al pubblico, non meno. Proprio per questo motivo ci sentiamo di considerare il Tesla Battery Day come un centro quasi perfetto, un modo per traghettarci verso auto elettriche più accessibili (è ormai certo che Tesla costruirà un'elettrica compatta da 25.000 dollari) mentre comunque si continua a lavorare su tecnologie più complesse ed efficienti, che però sono ancora lontane dalla produzione di massa e da prezzi accessibili.