Il monopattino elettrico si guida senza patente e assicurazione? Il punto

Il monopattino elettrico si può guidare senza patente e assicurazione? Facciamo il punto della situazione su un vuoto legislativo enorme.

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Se siete cresciuti fra gli anni '80 e '90, la parola Hoverboard vi riporta sicuramente a bei pensieri: a Ritorno al Futuro - Parte II, alla Hill Valley del 2015 (che nel 1989, anno di uscita del film, era un futuro alquanto avanzato), agli inseguimenti fra Marty Mcfly e Griff Tannen a pelo d'acqua.
Parliamo infatti di quelli che erano, nel lungometraggio hollywoodiano, degli skateboard senza ruote, capaci di rimanere sospesi a pochi centimetri da terra. Oggi, nella realtà, il 2015 è passato da un po' e sul mercato - nonostante il film abbia osato un po' troppo con la fantasia - abbiamo effettivamente a disposizione centinaia di modelli di Hoverboard e monopattini elettrici (anche se si affidano alle care vecchie ruote e non "volano").
Parliamo di mezzi di trasporto all'apparenza comodi, leggeri da trasportare, utili per percorrere piccoli tratti di strada (qualche km), attorno a loro però c'è molta confusione e disinformazione. Si pensa di poterli utilizzare normalmente per strada, senza casco o assicurazione, vista la loro potenza contenuta e il loro minimo spazio d'ingombro ma non è così.

Regole ferree

La legge italiana infatti, a differenza di altri Paesi del mondo, non permette la regolare circolazione su strada di monopattini e Hoverboard elettrici, a meno che non rispettino requisiti specifici. Questi possono essere utilizzati senza restrizioni su strade e spazi privati, o all'interno dei parchi pubblici. Secondo il Codice della Strada, i veicoli autorizzati a circolare liberamente su strada, guidati dall'uomo, devono avere caratteristiche ben precise. L'articolo 46 prevede, a proposito dei monopattini (elettrici e non), che questi siano lunghi massimo 110 cm e larghi 50 cm, con un'altezza non superiore ai 135 cm.
Devono inoltre avere un "sedile monoposto", un peso pari a 40 kg, 1 Kw di potenza massima e una velocità che non superi i 6 km/h - mentre sono svariati i modelli sul mercato che permettono di andare oltre i 15 km/h.
Seat ad esempio, giusto per farne uno, sta per lanciare a dicembre (in gran parte dell'Europa) il suo Seat eXS powered by Segway, che può addirittura toccare i 25 km/h. Nel caso in cui un monopattino rispetti tutti i requisiti richiesti, è comunque obbligatorio guidarlo su strada con casco, patentino, assicurazione e targa di circolazione, come qualsiasi altra vettura o ciclomotore omologato.

Regole e sanzioni

Se pensate dunque di uscire da un negozio con il vostro monopattino elettrico sotto braccio e metterlo subito in strada, o di regalarlo a qualcuno (magari per Natale) perché faccia lo stesso, vi sbagliate. Guidare in strada monopattini o Hoverboard con caratteristiche differenti da quelle previste dal Codice della Strada, senza assicurazione, targa o addirittura patente (poiché molti finiscono anche in mani di adolescenti) può comportare una sanzione amministrativa fino a un massimo di 7.000 euro.

Ha costituito un precedente importante un fermo avvenuto lo scorso giugno a Salerno, per il quale i Vigili Urbani hanno fatto scattare la sanzione massima (proprio i 7.000 euro descritti sopra) poiché il conducente di un monopattino elettrico era privo di patente e assicurazione. La realtà dei fatti, dunque, è che siamo finiti in un vuoto legislativo importante, anche alla luce dei nuovi servizi di sharing arrivati dalla California. I primi esperimenti sono nati a Torino e a Milano, città facoltose e all'avanguardia, forse troppo però: chi utilizza lo sharing dei monopattini, infatti, lo fa "sotto la sua responsabilità", come ha riferito l'assessorato alla Mobilità di Milano al IlSole24Ore, rischiando di incappare in multe salate.
Certo è paradossale inciampare in una sanzione, anche corposa, utilizzando un servizio di sharing autorizzato dagli stessi comuni - che hanno indetto veri e propri bandi di gara per assegnarli. Un buco nero da cui l'Italia dovrebbe uscire al più presto, vista l'evoluzione della micro mobilità, un settore che sta coinvolgendo anche grandi produttori del panorama automotive come Seat e Ford, con l'ovale blu che ha appena acquistato la start-up Spin. In attesa dunque di nuove regolamentazioni, prestate attenzione massima.