Il futuro di FCA dopo il disastro Renault: quali scenari possibili?

Decaduto il possibile accordo con Renault, il Gruppo FCA è tornato a camminare in solitaria: quali sono gli scenari possibili, adesso?

speciale Il futuro di FCA dopo il disastro Renault: quali scenari possibili?
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

Nel corso dell'ultima settimana, il settore dell'auto ha trattenuto il fiato a causa della possibile fusione fra il Gruppo FCA e Renault. Sul tavolo poteva formarsi uno dei poli automotive più grandi del mondo, capace di impensierire anche giganti come il Gruppo Volkswagen o General Motors, la situazione però - come vi abbiamo raccontato giorno per giorno - si è degradata fino a far decadere tutto.
Fiat-Chrysler si è infatti ritirata a piè sospinto poiché troppi i paletti imposti dall'altro versante: Renault, pur favorevole a maggioranza, non è riuscita a decidere in tempi brevi poiché "tirata per la giacchetta" da Nissan da una parte, storico alleato preoccupato dei futuri bilanciamenti societari, e dal Governo Francese dall'altro, che con il 15% di quote Renault chiedeva garanzie sui posti di lavoro e una sede fisica in Francia, fra le altre cose.
Una relazione complicata ancor prima di iniziare, dunque, che ha visto il ritiro immediato di FCA. Per la maggior parte degli analisti, si è trattata di una grande occasione sprecata, che ora getta nuove ombre sul futuro di FCA.

Una fiamma da ravvivare?

Se da una parte il ritiro di FCA sembra definitivo, senza possibilità di appello, sono molte le voci (di analisti ed esperti di settore) che vedono la possibilità di ravvivare la fiamma dell'accordo qualora Renault lasciasse "al suo destino" Nissan, togliendosi così una sorta di zavorra per avere campo libero con FCA e ingrossare il suo bacino commerciale negli Stati Uniti. Nonostante duri da oltre vent'anni, di recente l'alleanza fra Renault e Nissan ha comunque subito delle crepe, e non solo in superficie, visto l'arresto del CEO Carlos Ghosn con accuse di corruzione e bilanci gonfiati - evento che ha causato un terremoto non indifferente all'interno dell'Alliance.
Anche senza Nissan sul piatto della bilancia, ci sarebbe comunque il Governo Francese da fronteggiare, poiché quest'ultimo possiede il 15% di Renault e ha dunque tutto il diritto di metter bocca in questioni finanziarie e societarie di questa portata (con la fusione, le quote sarebbero scese al di sotto dell'8%, con FCA primo azionista, capite dunque il bisogno di garanzie concrete).
Un panorama in ogni caso complicato che molti eviterebbero senza troppa difficoltà, pur abbandonando l'affare Renault però le strade di FCA sarebbero tutt'altro che facili.

Mondi possibili

Senza il brand francese, sarebbero due le strade possibili per la società italo-americana: da una parte può continuare in completa autonomia il suo percorso societario, rinunciando a una grossa alleanza, dall'altra può cercare un nuovo grande partner con cui fondersi. Nel primo caso, FCA si risparmierebbe un'altra trattativa da cominciare da zero, allo stesso tempo però dovrebbe rinunciare a una maggiore liquidità e alla possibilità di acquisire piattaforme elettriche e ibride più avanzate (condividendo spese di produzione e sviluppo), campo dove al momento è più carente - con il rischio di aumentare il suo ritardo rispetto alla concorrenza in questo nuovo settore.
Nel secondo caso, la vera domanda sarebbe: quale partner del panorama attuale sarebbe il più adatto a fondersi con FCA, escluso Renault? La risposta non è facile, anche se molti puntano già il dito contro il Gruppo PSA, che al suo interno contiene Peugeot, Citroen, DS, Opel e Vauxhall e, in effetti, possiede già piattaforme elettriche ed elettrificate funzionanti, pronte alla commercializzazione.
Una possibile fusione con PSA era saltata fuori ancor prima che uscisse il nome di Renault, verrebbe dunque naturale prendere questa rotta, ma come andrebbe in questo caso la trattativa?

Di certo non ci sarebbero gruppi asiatici a mettere i bastoni tra le ruote all'accordo, resterebbe comunque l'ombra del Governo Francese, sempre presente. Se lo Stato transalpino detiene il 15% di Renault, nel Gruppo PSA la sua quota è pari al 13%, che dunque tornerebbe ad avere peso in un ipotetico accordo finale - e i recenti screzi con il nostro Governo potrebbero potrebbero non aiutare.
Come in Game of Thrones, la caccia al trono dei sette regni dell'automotive continua, il rischio è però che tutto resti com'è oggi, con FCA incapace di colmare in tempo utile tutte le sue lacune in campo elettrico. Dovendo goliardicamente scommettere su un possibile scenario futuro, su cosa puntereste le vostre fiche? Fate il vostro gioco...