Il futuro electro-pop di Renault: cosa accadrà fra nuove auto e idee

Renault ha svelato, tramite il suo evento eWays Electro-pop, cosa ha intenzione di fare negli anni a venire, fra nuove BEV e idee all'avanguardia.

Il futuro electro-pop di Renault: cosa accadrà fra nuove auto e idee
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In pochi ormai non hanno capito (o fanno finta di non aver capito...) quale sarà il futuro dell'automobile, almeno in Europa: l'elettrificazione completa. Di certo Renault lo ha compreso benissimo, non a caso il Gruppo diretto oggi da Luca De Meo ha diffuso le linee guida della sua personalissima rivoluzione electro-pop: 10 nuovi veicoli elettrici in arrivo, due icone del passato che tornano a zero emissioni, un previsto rafforzamento elettrico del Segmento C, la creazione di valore per tutto il ciclo di vita delle batterie grazie al brand Mobilize, ma andiamo con ordine. Il Gruppo Renault fa sul serio sull'elettrificazione e lo ha ribadito anticipando un'intera "gamma electro-pop", con 10 nuovi veicoli al 100% elettrici in arrivo entro il 2025, dunque meno di 4 anni. Sette fra questi saranno a marchio Renault, incluse due leggende del recente passato.

Ritorno al futuro

Tornerà in veste elettrica una vettura iconica come la Renault 5, e questo effettivamente lo sapevamo da tempo, vedremo però anche un secondo modello leggendario ancora "segreto", che però ha un nome in codice "4ever" e fa pensare senza troppi fronzoli alla Renault 4. In attesa di conoscere nuovi dettagli su questa chicca elettrica di Renault, sappiamo che la 5 a zero emissioni sarà fabbricata al 100% in Francia, presso la ElectriCity nel nord del Paese, dalla batteria al gruppo motopropulsore, passando anche per l'assemblaggio - che si basa sulla nuova piattaforma CMF-BEV. La nuova Renault ElectriCity riunisce i tre stabilimenti di Douai, Maubeuge e Ruitz e un vasto ecosistema di fornitori. La ElectriCity sarà inoltre rifornita, a partire dal 2024, di batterie a costi competitivi dalla gigafactory di Envision-AESC a Douai, potendo così sfruttare la sua eccellente posizione strategica al centro del mercato europeo.

Questo nuovo ecosistema industriale andrà a creare 700 nuovi posti di lavoro entro la fine del 2024, mentre con Envision-AESC e Verkor i posti di lavori totali di Renault in Francia arriveranno a 4.500 entro il 2030. Abbiamo anticipato anche un rafforzamento del Segmento C: in questo senso Renault ha già intenzione di lanciare la nuova Mégane E-Tech Electric nel 2022, vettura che andrà a confrontarsi in modo diretto con le concorrenti Peugeot e-208, Opel Corsa-e, la nuova e ancora ipotetica Punto elettrica e la 308 sempre di Peugeot, anche se a oggi di questa vettura esiste solo una variante Plug-in Hybrid, non 100% elettrica.

Un modello particolarmente interessante, figlio di tutta l'esperienza raccolta in campo BEV con l'ottima Zoe (di cui francamente ci siamo innamorati, qui la nostra prova) con un pizzico di sportività e tradizione in più - grazie a tutta la sicurezza del "marchio" Mégane. Per finire, almeno sul fronte dei veicoli in arrivo, nel 2024 sarà realtà il Dream Garage di Alpine annunciato lo scorso gennaio.

Una nuova piattaforma, anzi due

Con questo piano "di battaglia", Renault (intesa come marca, non come gruppo) ha intenzione di raggiungere il mix più verde del mercato europeo già nel 2025, con oltre il 65% del totale vendite rappresentato da veicoli elettrici ed elettrificati, puntando al 90% del totale fatto di sole BEV entro il 2030. Grazie alla piattaforma CMF-EV, inoltre, Renault vuole essere incredibilmente competitiva nei Segmenti C e D, con 700.000 unità costruite su questa piattaforma entro il 2025. La CMF-EV permette la costruzione di vetture con autonomia fino a 580 km secondo il ciclo WLTP, traguardo possibile grazie a una grande riduzione degli attriti, a un peso più contenuto e una gestione termica all'avanguardia. Avremo anche vetture più spaziose internamente e dal grande piacere di guida, almeno secondo le promesse di Renault. La piattaforma CMF-BEV invece, adatta al Segmento B, garantirà fino a 400 km di autonomia secondo il ciclo WLTP, senza compromessi a livello di design, acustica e comportamento dinamico, con il vantaggio aggiuntivo di costi abbattuti del 33% rispetto all'attuale versione di Zoe.

La batteria è morta, lunga vita alla batteria

Tutti questi nuovi veicoli elettrici però significano anche batterie da smaltire, prima o poi. Ebbene Renault ha pensato anche a questo: avvalendosi della sua rete commerciale, il marchio sarà in grado di raccogliere le batterie non più adatte alla mobilità, di analizzarle per capire il loro reale stato, di rimetterle a nuovo grazie a strumenti industriali a prezzi competitivi e reinstallarle nelle future 250.000 unità batteria di Zoe. Il brand francese vuole anche collaborare con le agenzie di rating affinché il valore residuo delle batterie venga preso in considerazione nelle transazioni sul mercato dell'usato, con Mobilize che ad esempio proporrà i cosiddetti "Certificati di salute" (battery SOH), contratti di estensione garanzia e offerte di permuta. A fine vita invece si punterà al riciclo grazie alla partnership con Veolia, che fino a oggi ha già riciclato 75 MWh di batterie, di cui la metà solo nel 2020.

Il gruppo francese sta sviluppando impianti per il retrofit, il riutilizzo, lo smontaggio e il riciclo delle batterie tramite il progetto Re-Factory a Flins, con l'obiettivo di generare oltre un miliardo di euro di fatturato entro il 2030 con le attività di ricondizionamento e riciclo, la "morte" di una batteria può dunque essere una forma di business per l'azienda e l'opportunità per creare qualcosa di nuovo, altre batterie che andranno ad alimentare vetture di nuova fabbricazione. Una roadmap che porta evidentemente la firma di Luca De Meo, intento a traghettare il Gruppo Renault nel futuro nel modo più smart e naturale possibile. In bocca al lupo, anzi, bonne chance.