Il fenomeno della Benzina Sporca: rischi, difese e rimborsi

Il fenomeno della Benzina Sporca, contaminata da acqua o altri elementi, è purtroppo ancora oggi attuale: cosa possiamo fare per difenderci?

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La storia che vi raccontiamo oggi è realmente accaduta a un membro della nostra redazione, ed è bastato un piccolo sondaggio fra amici e colleghi per scoprire come il fenomeno sia più vivo che mai, nonostante sia stato denunciato pubblicamente anni fa. Protagonista della vicenda è una Fiat Bravo 1.4 T-jet da 120 CV, che negli ultimi tempi ha iniziato a comportarsi in modo strano a freddo, avviandosi con estrema fatica.
Portata in un'officina di fiducia, il check-up completo non ha rilevato nulla di critico, dal meccanico è però arrivato un monito alquanto chiaro: "Cambia il tuo attuale distributore di benzina. Ormai dentro il carburante c'è di tutto tranne che la benzina stessa. Solo oggi mi sono arrivate tre auto con problemi derivati da benzina di scarsa qualità".
Il tema è molto delicato e, come abbiamo potuto constatare, ancora drammaticamente attuale. Esiste davvero un problema Benzina Sporca nel nostro Paese? Se si, quali danni rischia un'auto e com'è possibile difendersi? Si può addirittura chiedere un rimborso per i danni subiti? Proviamo a rispondere a ogni quesito.

Un importante precedente

Torniamo indietro al luglio 2017, quando grazie ad Aidacon Consumatori si è ottenuto un importante precedente in materia di Benzina Sporca. Il Giudice di Pace di Napoli ha condannato una compagnia petrolifera e il gestore di una pompa di benzina per aver contaminato il carburante con abbondanti quantità di acqua, danneggiando così la vettura di un automobilista. Una sentenza di fondamentale importanza poiché non ha colpito un singolo distributore disonesto, come possono essercene diversi su tutto il territorio e sotto ogni "bandiera", ma un'intera compagnia, segno che probabilmente alcuni marchi decidono a tavolino di modificare il carburante (il trattamento viene riservato alla benzina come al gasolio) e poi si nascondono dietro la responsabilità del singolo gestore. Ma cosa rischia un'auto che percorre centinaia di chilometri con della "benzina allungata"?
A lungo andare, il problema "minore" in cui si può incappare è la sostituzione dei filtri, si può però arrivare anche a cambiare gli iniettori o la pompa del carburante, per una spesa ben più alta. Sotto i riflettori non c'è soltanto l'aggiunta indiscriminata di acqua o di olio esausto ma anche altri fattori, pensiamo a una raffinazione scadente o a cisterne sporche e pulite in modo saltuario.
Da cittadini, è ovviamente difficile difendersi ed evitare frodi, a meno che non si abbia un distributore di fiducia bisognerebbe ogni volta analizzare un campione per scoprire irregolarità. C'è però un campanello d'allarme universale: il prezzo.

Occhi aperti

Il prezzo dei carburanti è una ferita aperta e costante per noi italiani, proprio di recente abbiamo descritto la mole di accise che rendono sbilanciato e falsato il prezzo alla pompa dei carburanti, per questo motivo l'avvento dei distributori low cost negli ultimi anni ha fatto gioire molti automobilisti. Acquistare carburante dal prezzo fortemente scontato però può essere un'indicazione importante, poiché può nascondere una raffinazione approssimativa, la mancanza di particolari additivi chimici per espellere qualsivoglia particella "estranea" e - non ultimo - una deliberata aggiunta di acqua per permettere al prezzo finale di risultare più basso della concorrenza.
Non facciamo di certo di tutta l'erba un fascio, esistono molti distributori "bianchi", indipendenti e low cost che lavorano in modo onesto risparmiando sulla pubblicità, sul personale e quant'altro, da consumatori però il prezzo del carburante può certamente essere un campanello d'allarme importante.

Un altro consiglio che possiamo darvi è farvi dare sempre una ricevuta oppure pagare con bancomat o carta di credito. Avere fra le mani un'attestazione di pagamento è un elemento fondamentale per richiedere un eventuale risarcimento dopo il palesarsi di un problema tecnico.
È importante anche ottenere dalla propria officina di fiducia una certificazione tecnica che dichiari il ritrovamento dell'acqua nel serbatoio, in aggiunta a un preventivo che quantifichi i costi da sostenere per la riparazione della vettura - o una fattura che dimostri l'avvenuta riparazione.
Altro passo importante è denunciare il tutto entro due mesi dalla scoperta, tramite il vostro avvocato di fiducia o ricorrendo alle maggiori associazioni dei consumatori - come Aidacon per esempio, che già possiede moduli ad hoc. A volte, risparmiare qualche centesimo alla pompa sbagliata può significare problemi e spese maggiori sul lungo periodo, tocca dunque tenere gli occhi bene aperti e rifornirsi da gestori di fiducia.