I segreti del motore elettrico Tesla: Elon Musk avanti di decenni?

Lo specialista Sandy Munro è tornato a parlare del motore elettrico Tesla, confrontandolo con tre propulsori del mercato: la partita però è ancora chiusa.

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Chi conosce, anche superficialmente, la biografia di Steve Jobs sa già cosa l'eclettico imprenditore pensava dell'aspetto dei suoi dispositivi. Questi dovevano essere accattivanti ed eleganti fuori, ordinati e puliti dentro, anche se i clienti non li avrebbero mai smontati.
Effettivamente i prodotti della mela morsicata hanno sempre avuto, e continuano ad avere ancora oggi, design e ingegnerizzazioni interne da premio, con tutti i componenti sistemati al loro posto con coscienza. In armonia fra loro potremmo dire, e molta della filosofia Apple è stata assorbita nel profondo anche da Tesla, del resto Elon Musk ha diversi tratti in comune con Jobs - pensiamo all'esuberanza, alla teatralità, al carisma e al carattere deciso, in pubblico come nel privato. Lo si capisce smontando una qualsiasi automobile Tesla, il cui motore elettrico è ancora oggi un mistero, anche per i più navigati esperti di settore.

I misteri di Tesla

A dirlo non siamo noi ma Sandy Munro, specialista dei teardown e veterano dell'industria dei motori, che ha studiato quattro differenti motori elettrici in merito a uno studio condotto in collaborazione con l'esperto di batterie Mark Ellis. Fra i propulsori presi in esame, anche il motore elettrico di una Tesla Model 3, che pur smontato componente per componente conserva ancora un alone di mistero assoluto.
"Il motore elettrico di Tesla ha moltissime caratteristiche nascoste ed è ancora oggi un grande mistero. Dopo mesi di studio, ancora oggi non riusciamo a capire come riesca a fare alcune delle strabilianti cose di cui è capace" ha commentato Munro. "Scopriamo nuovi segreti praticamente ogni giorno. Eravamo convinti di essere perfettamente in grado di scoprire la costruzione di questo propulsore ma ci sbagliavamo".

Non è la prima volta che Munro parla in modo entusiasmante delle auto Tesla, in passato ha criticato soltanto la costruzione del telaio, secondo lui ancora non ottimizzato al meglio, ma sul motore ha sempre avuto parole di elogio. Di recente lo ha definito "piccolo, leggero, in grado di sprigionare una potenza senza pari", a livelli che la concorrenza attuale può soltanto sognare - anche perché, come provato da Munro, è impossibile capirne il funzionamento semplicemente smontandolo, facendo così ingegneria inversa. (Crediti immagine: Autoline Network/YouTube)

Lo specialista è anche sceso in particolari tecnici molto avanzati, parlando ad esempio di uno dei maggiori segreti di Tesla: il disconnettore per l'alta tensione. "Questo è in grado di generare una piccola esplosione. Nel caso in cui l'auto si capovolga, scoppia letteralmente per togliere tutta l'energia al circuito, evitando così un inferno elettrico."
I magneti interni inoltre sono portati a livelli di stress altissimi, come nessun altro produttore riesce a fare. "Abbiamo parlato con molti esperti di magneti e produttori, nessuno però è riuscito a spiegare come Tesla riesce a fare ciò che fa. Lavorano molto dentro i loro laboratori e nessuno al di fuori riesce a capire molte delle loro tecnologie."

La migliore tecnologia del momento

Un'altra piccola grande innovazione riguarda l'inverter che inietta potenza all'interno del motore: "Crea pochissimo calore ed è molto più veloce di quelli BMW o Chevy" (le altre auto in esame sono state infatti la BMW i3, la Chevy Bolt e la Jaguar I-Pace). Per riuscirci, Tesla ha usato il carburo di silicio, ed è l'unico produttore a farne uso. "Sembra che gli altri produttori abbiano incollato insieme diversi componenti per mettersi alla pari, ma sono ancora fuori partita" ha aggiunto sempre Munro.
A sorprendere è poi l'incredibile efficienza dei motori Tesla, che in termini di tecnologia hanno meno componenti di altri ma si comportano molto meglio: "Tutto in una Tesla è organizzato e ottimizzato a dovere, la BMW i3 a confronto è più pesante, più costosa e incredibilmente meno efficiente".

Per concludere la sua ultima analisi, Munro ha confermato ciò che già aveva detto tempo addietro: tutto ciò che si trova al di sotto della carrozzeria "è perfetto", soltanto "lo scheletro è da rivedere", poiché non al passo della tecnologia che nasconde. Sembra dunque che Elon Musk abbia chiamato a raccolta i migliori ingegneri del panorama attuale, in ogni settore, per farli lavorare insieme, a porte chiuse, riuscendo a custodire i segreti anche a motore ultimato. Potremmo dire di come l'allievo (Musk per l'appunto) abbia superato il maestro (Jobs), nascondendo "sotto il cofano" i suoi elementi migliori e portandosi forse avanti di almeno un decennio rispetto alla concorrenza. Se non di più. (Dati: Teslarati)