I segreti della Model 3 spiegati dagli ingegneri Tesla: una berlina da F1

La Tesla Model 3 nasconde al suo interno diversi segreti, alcuni dei quali sono stati spiegati dagli stessi ingegneri che l'hanno progettata.

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Che abbiate simpatia o meno nei confronti di Elon Musk, bisogna riconoscere come il CEO californiano stia cambiando un passo alla volta il mercato elettrico globale. Con la sua Tesla detta legge per quanto riguarda le batterie, la guida semi-assistita e i motori elettrici, dei quali i maggiori esperti del settore ancora non conoscono i segreti più profondi, nonostante l'ingegneria inversa. Pur smontando da zero, pezzo per pezzo, il leggero e potente propulsore Tesla, nessuno è ancora riuscito a determinare con precisione la sua costruzione, cosa che rende l'idea su come l'azienda californiana sia avanti rispetto a tutto e tutti.
Chi può svelare cosa si nasconde davvero dietro la tecnica Tesla sono solo gli ingegneri che vi lavorano, cosa accaduta grazie a un'intervista del magazine britannico Autocar, che ha parlato con diversi tecnici di Elon Musk per raccontare come Tesla abbia lavorato in merito agli pneumatici, ai freni, alle sospensioni, ai sistemi di sicurezza.

Coppia istantanea

Tornando indietro al 2015, anno in cui lo sviluppo della berlina Model 3 è iniziato, gli ingegneri hanno raccontato di come fosse stimolante pensare e creare delle nuove gomme ottimizzate per l'elettrico. Bisognava infatti generare pneumatici che supportassero adeguatamente il peso dell'auto e la sua coppia istantanea - che nella variante Performance raggiunge addirittura i 640 Nm.
Poiché il peso di una EV ha un baricentro più basso rispetto alle ICE tradizionali, a causa delle batterie installate nel pianale, abbiamo un minore accumulo di forza verticale sulle ruote, cosa che non garantisce un'aderenza adeguata in curva. Gli uomini di Musk hanno risolto irrigidendo il battistrada, sviluppando nuove mescole per allineare l'aderenza effettiva alle caratteristiche dell'auto - cercando inoltre di isolare con pannelli fonoassorbenti il rumore causato dal rotolamento.
Anche gli pneumatici posteriori conservano non pochi segreti: gli ingegneri Tesla hanno svelato come ogni ruota posteriore della berlina elettrica abbia "sei gradi di totale libertà" e un ammortizzatore, con ogni collegamento al corpo macchina distribuito appositamente per controllare le forze applicate alla ruota.

Frenata massima

Ruote che, all'occorrenza, vanno anche frenate a dovere, nel minor spazio possibile. L'impianto frenante della Model 3 è alquanto unico nel suo genere, gli ingegneri hanno optato per pinze dei freni a quattro pistoncini sulle ruote anteriori anziché un meccanismo di scorrimento a pistone singolo. Questo permette di avere una risposta sul pedale del freno più precisa, inoltre ha aperto le porte a Tesla per costruire le proprie guarnizioni che ritraggono le pastiglie dei freni dopo la fase di frenata, aumentando di fatto l'autonomia del veicolo - e questo spiega in parte la superiorità, in termini di km disponibili, rispetto a rivali come la Jaguar I-Pace e il SUV elettrico Audi e-tron.

Un impianto garantito dallo stesso Elon Musk "a vita", il che potrebbe non essere una esagerazione: è infatti testato per durare alla sua massima efficienza per circa 240.000 km. Questo grazie alla frenata rigenerativa, che evita l'utilizzo diretto del freno in svariate situazioni, e a una nuova tecnica anti-corrosione usata da Tesla sulle sue automobili.

5 stelle

L'impianto frenante della Tesla Model 3 aiuta certamente ad aumentare la sicurezza a bordo del mezzo, lodata a oggi dai migliori istituti del mondo - da Euro NCAP alla NHTSA americana. Gli ingegneri di Elon Musk hanno progettato la Model 3 proprio focalizzandosi sulla sicurezza dei passeggeri, partendo dalle sospensioni anteriori, disegnate appositamente per garantire un'alta protezione nei crash test frontali.
Le maglie che controllano le ruote anteriori e le sospensioni sono costruite per scattare nel caso questi ultimi siano danneggiati, così facendo permettono alle gomme di ruotare.

Questo spinge le ruote al di fuori del corpo macchina, mentre la struttura, gli occupanti e il pacco batterie fanno pressione sul punto di impatto. Gli ingegneri hanno poi costruito il sistema elettrico di sterzata per avere un rapporto di rapidità di 10:1, con un'alimentazione separata che prende l'energia direttamente dal pacco batterie - con tanto di moduli elettronici e inverter di backup in caso di guasto.
Continuiamo questo interessante viaggio fra i segreti della Tesla Model 3 parlando delle sospensioni. Per crearle, la società californiana si è servita di alcuni concept della NASA a proposito del tempo durante il quale un corpo umano può esser soggetto a determinate sollecitazioni senza provare fastidio e malessere.

Grazie a questo, i tecnici hanno settato le sospensioni dell'auto per ricreare la frequenza verticale di una camminata veloce o di una corsa lenta, così da restituire agli occupanti un comfort estremo e un feeling sportivo. Per chiudere il tutto usiamo le parole di Sandy Munro, grande esperto del settore automotive che più volte ha smontato pezzo per pezzo la Model 3 per carpirne i segreti tecnici - senza riuscirvi in toto. Il tecnico, intervistato da Autoline TV, ha detto che chi ha progettato le sospensioni della Tesla Model 3 potrebbe essere tranquillamente un "principe della Formula 1". Forse intendeva la Formula E, vista la natura elettrica della vettura, chissà che Elon Musk non sbarchi prima o poi nel mondo delle competizioni.