I nuovi motori diesel inquinano meno dei benzina: i test Mercedes e Bosch

Mercedes e Bosch, aiutati dagli strumenti CSI, hanno dimostrato come i nuovi motori diesel siano meno inquinanti dei benzina.

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A nominare oggi il diesel ci si fanno subito parecchi nemici. Da tempo infatti, anni ormai, il carburante è considerato il peggiore dal punto di vista dell'impatto ambientale, motivo per cui sempre più città europee ne hanno limitato la circolazione mandando a picco le vendite. Appena cinque anni fa il gasolio era il carburante preferito dagli automobilisti europei, il più diffuso in assoluto, mentre oggi la situazione è molto cambiata e persino le nuove auto elettrificate hanno superato in termini di vendite le motorizzazioni diesel - dati di settembre 2020. Un evento storico, mai accaduto prima, che potrebbe rappresentare per il carburante un punto di non ritorno. C'è però chi ancora non si arrende e non ci sta a vedere il gasolio demonizzato all'estremo: parliamo di Mercedes e Bosch, che insieme hanno presentato interessanti dati sulle emissioni degli ultimi motori Euro 6d-Temp e 6D, considerati più puliti rispetto alle soluzioni concorrenti.

Test in strada

Le due aziende si sono avvalse degli strumenti della CSI, autorevole azienda autorizzata a eseguire test su strada da Euro NCAP e Green NCAP, portando tre diverse vetture in altrettante città italiane. I test eseguiti sono stati RDE (Real Drive Emissions) nelle città di Milano, Torino e Roma, così da provare il grado di inquinamento in metropoli spesso congestionate e schiacciate dalla morsa delle polveri sottili. A Torino in particolare si sono percorsi 90 minuti su strade urbane, extraurbane e autostrade, facendo attenzione a ben 200 parametri complessivi, mentre a MIlano e Roma ci si è concentrati esclusivamente sull'ambito urbano e sulle polveri sottili - compresa la comparazione fra la concentrazione di massa di particolato in aspirazione e quella allo scarico. Le auto utilizzate per il test sono state una Classe A 200d con motore diesel 2.0 da 150 CV, una Classe B 160 con motore benzina 1.3 da 109 CV e una Classe C 300 de EQ-POWER, una diesel plug-in con 194+122 CV di potenza. I test RDE si svolgono sulle normali strade aperte al pubblico, non in laboratorio, le emissioni sono dunque reali, con le auto che finiscono imbottigliate nel traffico, percorrono rotatorie, affrontano code e semafori. CSI ha in particolare misurato gli ossidi di azoto (NOx) e le polveri sottili (PN), ottenendo risultati migliori rispetto alla variante a benzina con iniezione diretta.

Situazione ribaltata

La situazione si è dunque capovolta, poiché fino a qualche anno fa - con i motori diesel più datati - le emissioni di NOx erano di gran lunga superiori alle versioni a benzina. Oggi invece, preceduta da un veicolo particolarmente inquinante, la Classe A 200d a gasolio ha fatto registrare concentrazioni di polveri allo scarico ridotte di 2.000 volte rispetto a quelle disperse nell'aria nell'ambiente circostante. Ovviamente neppure Mercedes e Bosch definiscono i nuovi motori diesel come dei "filtri per la pulizia dell'aria", bisogna però anche riconoscere che negli ultimi tempi la ferocia riservata a questi propulsori è stata forse esagerata e ingiusta. Nel corso di tutte le sessioni di test non è mai avvenuta alcuna rigenerazione del filtro antiparticolato, che al suo interno brucia periodicamente le polveri accumulate. Secondo molti questo particolare processo sarebbe responsabile di picchi di inquinamento, secondo recenti studi i livelli di emissione di particolato invece sarebbero comunque inferiori (di circa un quinto) alla soglia consentita - ci ricordano Mercedes e Bosch.

Bisogna dunque fare molta attenzione a bollare i nuovi motori diesel come "inquinanti", il problema però non sta tanto nella percezione degli utenti quanto in quella politici, regolatori e quant'altro. Sono ancora milioni gli italiani che acquisterebbero oggi una nuova auto diesel Euro 6D, anche perché nel nostro Paese il "gasolio alla pompa" costa ancora meno della benzina e i propulsori sono parecchio efficienti in termini di consumi, c'è però tanta paura rispetto alle leggi e alle decisioni locali.

Si teme che da un giorno all'altro le amministrazioni comunali o regionali possano bloccare il gasolio in toto, in nome dell'ambiente ovviamente, una mossa che si dimostrerebbe tanto semplicistica quanto sbagliata visti i recenti studi; nessun cittadino però, soprattutto se si usa l'auto per lavoro, può permettersi un rischio simile, motivo per cui sempre più gente è spinta a scegliere alimentazioni differenti. C'è dunque bisogno che industria e politica trovino un accordo formale, almeno finché i prezzi delle auto elettriche non saranno alla portata di tutti - e così le infrastrutture, le tariffe flat, le autonomie e via discorrendo. E tutto questo non sarà immediato.