I miti da sfatare sulle auto elettriche: prezzi, batterie e autonomie

Attorno al mondo delle auto elettriche ci sono ancora molti dubbi e pregiudizi: cerchiamo di sfatare qualche falso mito a proposito delle EV.

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Nonostante il futuro appartenga già alle auto elettriche, poiché così hanno deciso governi e mercato, attorno al mondo delle EV ci sono ancora molti dubbi e pregiudizi da sfatare. Falsi miti che ancora oggi tengono alla larga la gran parte degli automobilisti dalle nuove vetture a zero emissioni, in Italia soprattutto, seppur la realtà delle cose sia leggermente diversa da quella percepita. In questo articolo cercheremo di capire, confrontando cifre e dati tangibili, se è davvero possibile utilizzare con soddisfazione la mobilità elettrica già oggi oppure se è meglio aspettare ancora, prima di fare il grande passo. Partiamo dalla critica più frequente rivolta alle EV: offrono una scarsa autonomia!

Quanti km con "un pieno"?

Se fino a qualche anno fa, anche vista la loro natura semi-sperimentale, le auto elettriche non offrivano range particolarmente ampi, le nuove generazioni stanno lentamente cambiando il panorama. Basta acquistare una nuova Renault Zoe per avere 390 km di autonomia con una sola carica, le Tesla partono da circa 400 km e superano tranquillamente i 500 km in versione Long Range, mentre un SUV Audi e-tron garantisce 300 km con "un pieno". Presto l'attesa Honda E, city car costruita appositamente per affrontare la città, offrirà 200 km di autonomia, sufficienti alla maggior parte degli spostamenti quotidiani.
Numeri che possono sembrare risicati, eppure le ricerche parlano di una media chilometri percorsa dagli americani pari a 63 km al giorno; in Europa, i dati evidenziano una media di 240 km a settimana per ogni singolo automobilista, significa che - in condizioni standard ovviamente - la quasi totalità delle EV di nuova generazione potrebbe coprire un'intera settimana senza ricaricare. Questo in teoria, poi certamente la pratica potrebbe essere leggermente differente (poiché l'autonomia è soggetta a diversi fattori), in ogni caso chi ricaricherebbe una sola volta a settimana?

Le colonnine pubbliche sono ormai abbastanza diffuse (e altre ne arriveranno nel corso degli anni) e la possibilità di ricaricare a casa ogni sera rende praticamente nulla l'eventualità di rimanere a secco di energia. Per i lunghi viaggi ci si può organizzare con delle soste programmate: le EV integrano software che possono suggerirvi percorsi appositi per non rimanere "a piedi" durante il percorso, inoltre i tempi di ricarica si stanno gradualmente restringendo e bastano ormai 30-40 minuti per riprendere circa l'80% di carica sulla maggior parte delle auto elettriche del mercato. In futuro si riuscirà a fare un pieno di energia in pochissimi minuti, anche oggi però i tempi di ricarica non sono più biblici come un tempo.

Litio, smaltimento e riciclo

Un'altra grande critica riguarda lo smaltimento delle batterie una volta giunte al termine del loro ciclo vitale. Ebbene, secondo uno studio della US Environmental Protection Agency, il 99% delle batterie attualmente utilizzate sulle auto elettriche sono riciclate. I metalli presenti nei nuovi accumulatori sono già pronti per soddisfare tutti i programmi di riciclo avviati in seno all'industria, inoltre - una volta che la capacità è troppo bassa per alimentare un'automobile per un tempo adeguato - le batterie possono essere aggregate e utilizzate come "Energy Storage" per altri utilizzi. Gli accumulatori dismessi delle Nissan Leaf ad esempio già alimentano la Johan Cruyff Arena di Amsterdam e presto arriveranno presso altre strutture simili.
Un altro dubbio riguardante le batterie è: quanto mi costerà sostituirle, una volta esaurite? Su questo fronte ci aiutano gli stessi produttori, intenti - almeno in questi anni di "switch" - a offrire svariati anni di garanzia. Volkswagen ad esempio venderà le sue ID.3 con 8 anni di garanzia sulle batterie, la Chevy Bolt viene venduta negli USA con ben 10 anni di garanzia, inoltre non mancano le soluzioni in leasing per pagare i nuovi accumulatori mese per mese e dunque non accorgersi di un eventuale "cambio in corsa".

Non bisogna poi avere il timore di dover cambiare batteria ogni 2-3 anni, le durate medie sono molto più alte, si parla appunto di 8-10-12 anni. Un utente Tesla ha percorso 900.000 km con la sua Model 3 cambiando il pacco batterie una sola volta, tanto per farvi capire la "robustezza" degli accumulatori di nuova generazione.
Chiudendo il fronte batterie, esistono studi che ci rassicurano anche sulla "questione litio", secondo molti non sufficiente ad alimentare tutte le auto elettriche che l'industria vorrebbe vendere. Secondo PlugInAmerica.org, il litio presente oggi nel mondo è sufficiente ad alimentare le EV per i prossimi 75 anni, con l'elemento che verrà sostituito ben prima di questa scadenza con le batterie a stato solido.

Nell'ultimo anno sembra sia stato sfatato anche il mito delle batterie che si incendiano, in fase di parcheggio o dopo un incidente. Salvo una ventina di casi in tutto il mondo, avvenuti negli ultimi 6-7 anni, le ultime tecnologie sembrano aver circoscritto il problema, addirittura un pacco batterie Tesla completamente deformato è riuscito a resistere alle alte temperature e a non prendere fuoco. Questo perché le celle di energia sono ormai protette su ogni fronte, anche da lastre di titanio.

Agevolazioni, incentivi, impianti fotovoltaici

Certo rimane lo spigolo dei prezzi, attualmente di molto superiori alle controparti benzina e diesel (e persino metano e GPL). Il modo migliore per acquistare una nuova EV è approfittare di tutti gli sconti statali e regionali attualmente presenti, grazie ai quali è possibile risparmiare di base 4.000/6.000 euro per vettura fino alla fine del 2021. Ogni regione poi ha dei fondi ad hoc per la sostituzione dei veicoli più inquinanti, la Lombardia ha ad esempio appena stanziato 18 milioni di euro per ecoincentivi da erogare fra il 2019 e il 2020.

La spesa iniziale si può poi ammortizzare nel tempo risparmiando sui tradizionali costi del carburante e di manutenzione, poiché le elettriche hanno meno parti meccaniche soggette a rottura; potendo infine contare su un impianto fotovoltaico privato, le spese vive per viaggiare con un'auto elettrica sono ancora minori. Avranno certamente una loro fine, al momento però sono previste anche agevolazioni fiscali, passaggi nelle zone a traffico limitato, parcheggi gratuiti e quant'altro, da aggiungere eventualmente alla somma annuale risparmiata. Nella pratica, si può incappare in qualche variante imprevista, ovviamente, le auto elettriche sono comunque già una realtà consolidata, perfettamente utilizzabili in città come su lunghi tratti - soprattutto in Europa centrale e nel nord Italia. Quali sono i vostri maggiori dubbi riguardanti le nuove EV?