La guida autonoma sta morendo: il Telegraph ha preso un abbaglio?

Dalle pagine del Telegraph Andrew Orlowski ha decretato la prossima morte della guida autonoma: è davvero così o il giornale ha preso un abbaglio?

La guida autonoma sta morendo: il Telegraph ha preso un abbaglio?
Articolo a cura di

Poche ore fa Andrew Orlowski del Telegraph ha pubblicato un articolo dedicato alle auto a guida autonoma destinato a far discutere. Secondo l'editor infatti le auto senza conducente stanno per morire definitivamente.
Altro che futuro, secondo Orlowski le auto a guida autonoma sarebbero molto vicine al loro capolinea - e un ulteriore "chiodo sulla loro bara" sarebbe stato appena messo dalla NHTSA americana, la National Highway Traffic Safety Administration, che sta indagando su una serie di incidenti avvenuti a bordo di auto Tesla con tanto di Autopilot attivo - almeno potenzialmente, ci sono per l'appunto indagini in corso. 11 gli incidenti sospetti, un'inchiesta che potrebbe tarpare definitivamente il sogno di Elon Musk (ma non solo) di creare auto a guida autonoma.

La guida autonoma al capolinea

Sempre secondo Orlowski, questo non deve sorprenderci, poiché parliamo di una tecnologia che sarebbe di certo morta presto o tardi, l'unica incognita era il "quando". Altri segni dell'ovvio disastro verrebbero da società come Lyft o Uber, che avrebbero ceduto le loro divisioni dedicate alla guida autonoma. Non solo, persino aziende come Apple - dai fondi potenzialmente infiniti - avrebbero lasciato naufragare progetti come il Titan - l'auto a guida autonoma della mela morsicata.

Questo sempre paragrafando Orlowski, il quale però forse dimentica quanto Apple sia discreta e cauta nello sviluppo dei suoi progetti, magari sta solo lavorando nel silenzio e senza fretta. Soltanto Tesla aggiorna effettivamente in modo costante il suo pubblico sullo sviluppo della guida autonoma, anche se il Livello 5 è ancora molto lontano dalle nostre strade e l'attuale Full Self Driving in versione Beta è giusto un Livello 2, richiede cioè un coinvolgimento attivo e continuativo del conducente, non è mai l'auto che prende il controllo totale della situazione. Nell'articolo si possono leggere anche altre critiche, nodi cruciali che i computer non saranno mai in grado di gestire: si pensi ai ciclisti, alle svolte a sinistra, ai pedoni, continua Orlowski.

A proposito di pedoni, si cita anche il Problema di Holborn elaborato da Christian Wolmar, secondo cui nessuna auto a guida autonoma sarebbe in grado di gestire il traffico al di fuori della stazione di Holborn della metropolitana di Londra alle 17:00 del venerdì sera, nell'ora peggiore della settimana. I pedoni si riversano al di fuori della stazione e le auto vengono letteralmente accerchiate, sia avanti che dietro, e nessuna vettura a guida autonoma riuscirebbe a fare un passo. Ergo l'intera città si bloccherebbe irrimediabilmente.

Deciderà il tempo

Che Andrew Orlowski abbia ragione o meno lo dirà il tempo, vogliamo però commentare il suo comprensibile scetticismo. Quando una nuova tecnologia si affaccia sul mercato, è sempre facile trovare qualcuno in grado di smontarla e sminuirla. È umano che sia così.

All'arrivo del motore a scoppio sicuramente qualcuno avrà detto a tutti che mai quell'incredibile guazzabuglio di cavi, pistoni e cilindri avrebbe sostituito il cavallo e la carrozza, più lenti ma di certo più sicuri, più pratici da gestire e affidabili. Lo stesso sta accadendo ora con le auto elettriche, con le persone più critiche che si ostinano a cullarsi sui problemi effettivi di oggi che quasi certamente verranno risolti col passare del tempo. La stessa Guida Autonoma di Livello 2, oggi presente a bordo di moltissime auto di nuova generazione, sarebbe sembrata fantascienza appena qualche anno fa, così come impensabile sarebbe stato Autopilot basato esclusivamente su telecamere, senza più radar. E questo solo per fare esempi vicini all'automotive. Normale che anche la guida autonoma venga oggi data per spacciata, poiché è ancora molto presto per vederla effettivamente in azione. Molte aziende hanno fatto dei passi indietro in merito, è vero, ma probabilmente solo per prendere tempo, affinare meglio le tecnologie e attendere momenti più propizi. Tesla è l'unica che sta procedendo a testa bassa e non è detto che l'indagine della NHTSA affossi l'intero progetto Autopilot.

Sarà un'inchiesta molto difficile, poiché il sistema di Elon Musk - lo ricordiamo per l'ennesima volta - non è ancora una guida autonoma totale, i conducenti devono tenere gli occhi sulla strada costantemente e questo non sempre accade, poiché ci si affida in maniera erronea al 100% alla vettura.

Una sola Stazione di Holborn

Di sicuro le "scatole nere" presenti all'interno delle Tesla, che registrano ogni dato di marcia prima di ogni incidente, sapranno far luce in merito e far capire alla NHTSA quando è stata effettivamente colpa di Autopilot e quando dell'uomo. 11 incidenti poi rappresentano una casistica davvero limitata, bisognerebbe anche guardare a tutti quei sinistri che non sono avvenuti proprio grazie alla tecnologia di Autopilot, e i dati diffusi annualmente da Tesla parlano di una sicurezza maggiore con tutti i sistemi di emergenza e assistenza attivi.

Di certo la Guida Autonoma di Livello 5 non è ancora pronta e ci vorranno anni, più probabilmente decenni, perché questa diventi effettivamente matura, ma viene difficile credere che tutto sia destinato a morire. Arriveranno anche strade e incroci intelligenti, in grado di dialogare con le automobili grazie alla velocità del 5G; allo stesso modo saranno le auto a parlare fra loro, così che avvengano sempre meno incidenti. Anche diversi governi europei hanno compreso il potenziale dietro la guida autonoma, autorizzando sperimentazioni in merito. Del resto non tutto il mondo è la stazione di Holborn...