Ferrari F40: il gioiello stradale per eccellenza firmato Nicola Materazzi

Breve storia della Ferrari F40, modello leggendario che abbina alle splendide linee di Pininfarina le doti dinamiche di un purosangue da corsa.

Ferrari F40: il gioiello stradale per eccellenza firmato Nicola Materazzi
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La scomparsa di Nicola Materazzi, ingegnere fra gli altri di Ferrari, Bugatti, Lancia, Abarth, Cagiva e Osella, offre l'occasione per fare un viaggio all'indietro nella storia delle quattro ruote e raccontare la genesi della meravigliosa F40, il più celebre lavoro dell'ingegnere del cilento ma anche la prima hypercar della casa di Maranello e l'ultima Rossa nata sotto la supervisione del Drake Enzo Ferrari.
Un'auto che al giorno d'oggi non appare distinguibile da una vera opera d'arte come dimostrano le astronomiche cifre alle quali le F40 superstiti finiscono all'asta; 2,5 milioni di dollari, solo l'ultima in ordine di tempo, un esemplare del 1991 con meno di 6.000 chilometri all'attivo, venduta pochi mesi fa all'asta negli Stati Uniti (una F40 Grigio Nardò all'asta). A scioccare però ancora oggi sono non solo le sue cifre astronomiche ma soprattutto il rombo del suo motore V8 e le sue linee senza tempo, al contempo leggiadre e brutali.
Una sorta di F1 stradale che ha fatto perdere la testa a nomi del calibro di Maradona, Pavarotti, Nick Mason e Roberto Baggio. A questa straordinaria creatura l'ingegnere Materazzi ha profondamente contribuito progettandone il motore, il cambio e altre parti meccaniche oltre alla carrozzeria, donandole omogeneità e organicità sconosciuta a molti altri modelli della Casa di Maranello e non solo.

Ferrari F40: una F1 a ruote coperte

La berlinetta a due posti disegnata da Pininfarina, a trazione posteriore e motore posteriore centrale longitudinale, è un'auto a suo agio sulle strade di tutti i giorni ma che ha bisogno, dato il suo DNA racing, della pista per poter scatenare tutti i suoi 479 CV. Presentata come la vettura stradale più veloce mai costruita, è anche l'ultima rappresentante della Casa di Maranello dell'era pre-elettronica. Sebbene all'avanguardia per i tempi, la F40 si presenta come un'auto molto spartana, priva di tutti quei sistemi che nel giro di pochi anni avrebbero equipaggiato la maggior parte dei veicoli come lo sterzo assistito, il servo-freno e l'ABS.

La sua linea è chiaramente ispirata alle vetture Sport Prototipo, con i due cofani anteriore e posteriore che lasciano completamente a nudo l'avantreno e il retrotreno con il gruppo motore, quasi ci fossero esigenze da assistenza ai box come durante una gara. Il cofano posteriore si caratterizza per la pinna su cui è adagiato l'ampio alettone, la fiancata che invece termina con un frontale spiovente accoglie due prese d'aria in stile "aeronautico".
Nello studio delle forme non si è considerata soltanto la penetrazione aerodinamica (che offre un gx di 0,34) ma si è tenuto conto anche dei problemi di deportanza per poter tenere ancorata al terreno nel migliore dei modi un'auto in grado di raggiungere i 324 km/h.

La carrozzeria, che in tutto pesa solo 46 kg, è realizzata in pre-preg, materiale composito leggero ma resistente agli urti in fibra di carbonio e kevlar. Anche l'abitacolo è molto semplice, senza fronzoli, da vera auto da competizione e ben lontana da una lussuosa Gran Turismo.
La strumentazione di bordo è ancora di tipo classico/analogico, la bellissima pedaliera forata è leggerissima e la conformazione adatta alla manovra punta-tacco tipica di una guida sportiva, il cambio a 5 marce ha ancora l'asta a pomello e infine vi sono dei sedili sportivi. In origine le unità prodotte dovevano essere 400 ma la grande richiesta portò il numero a 1.311, di cui circa 300 solo per gli USA, da sempre il mercato prediletto della rossa di Maranello.

La presentazione della Ferrari F40

È il 21 luglio 1987, un martedì mattina, quando Enzo Ferrari si dirige verso il nuovissimo centro civico di Maranello per l'anteprima mondiale della vettura che la casa del Cavallino ha realizzato per festeggiare il 40esimo anniversario dalla fondazione della sua azienda. La vettura sarà poi presentata ufficialmente a settembre al salone dell'automobile di Francoforte.
Intanto quel giorno a Maranello sono stati invitati 300 giornalisti da tutto il mondo, i più importanti concessionari italiani e i maggiori importatori internazionali di Ferrari. Nessuno lo può ancora sapere ma saranno tutti testimoni dell'ultima presentazione di una Rossa alla quale avrebbe presenziato il leggendario Enzo Ferrari (Enzo Ferrari, l'uomo dietro il mito del cavallino rampante).

Ferrari prende posto al tavolo degli oratori, posizionato lungo il perimetro della grande sala circolare, una sala tenuta volutamente in penombra al centro della quale, sotto un telo rosso illuminato da due fasci di luce in movimento, si cela la nuova vettura. Oggi quella sala (Sala dei Trofei) è parte integrante del Museo di Maranello, anzi ne è di fatto l'epicentro, con le F1 titolate disposte a semicerchio e in compagnia di coppe e caschi.
La voce di Ferrari è stanca e inframezzata da lunghe pause, ma non si perde in preamboli e non accenna all'anniversario che questa automobile celebrerà. Egli desidera porre l'accento sulla genesi della propria vettura, ovvero quando il 6 giugno 1986 propose al comitato esecutivo di avere una macchina che ricalcasse le orme della splendida Le Mans (e non il 40esimo anniversario dell'azienda).

Egli è ancora il re indiscusso della parte sportiva ma tutte le decisioni inerenti alla parte industriale non sono più nelle sue mani e devono necessariamente passare dall'approvazione di FIAT, quest'ultima comunque decide di approvare l'idea di omaggiare con una nuova creazione la 250 Le Mans del 1963.
L'auto, afferma con commozione e orgoglio il Drake - che forse sente che questa vettura potrebbe essere la sua ultima figlia - è il perfetto compendio degli sforzi effettuati dal team Ferrari nei 12 mesi precedenti, un tempo strettissimo per la realizzazione di una vettura come questa.

Nel momento in cui si appresta a concludere il proprio intervento tutti quei presenti che avevano ascoltato il Drake in religioso silenzio si sciolgono in un fragoroso applauso. La vettura viene scoperta e l'ultimo gioiello del Cavallino si presenta al mondo.
È nata la F40 Le Mans, la Ferrari più potente e sofisticata, "una vettura da corsa con la targa". La dizione verrà rielaborata di lì a poco e l'auto sarà a tutti nota solamente come F40, una rottura anche questa; mai fino ad allora il nome ufficiale di una Ferrari aveva celebrato un anniversario aziendale, il giorno in cui Enzo Ferrari all'alba della primavera del 1947 aveva acceso per la prima volta il motore della prima automobile che portava il suo nome.