Tutto sulla Ferrari 499P: la hypercar di Maranello per sognare Le Mans

Presentato a Imola il bolide che a cinquant'anni di distanza dall'ultima volta sfiderà Toyota, Porsche e Peugeot nella più iconica corsa di durata.

Tutto sulla Ferrari 499P: la hypercar di Maranello per sognare Le Mans
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9 giugno 1973. Sui paurosi e infiniti rettilinei de La Sarthe - non ancora interrotti dalle chicane - va in scena la quarantunesima edizione della prestigiosa 24 Ore di Le Mans, un'edizione che, alla domenica, sotto la bandiera a scacchi, celebrerà un trionfo tutto francese: il successo della Matra-Simca numero 11 guidata da Henri Pescarolo e Gerard Larousse.
Quel lontano pomeriggio Arturo Merzario e Carlos Pace non potevano ancora saperlo ma avrebbero portato al traguardo - in seconda posizione - l'ultima Ferrari nella categoria regina dell'Endurance. Un digiuno che il prossimo 10 giugno, in occasione del centenario dalla prima edizione della più prestigiosa corsa per auto del mondo, toccherà la cifra tonda di cinquant'anni. Ora però c'è la Ferrari 499P pronta a scendere in pista (due Ferrari le Mans infiammano Monza).

A Imola la Ferrari 499P

Torniamo però all'attualità e al fine settimana appena trascorso, quando, in occasione delle Finali Mondiali Ferrari 2022 all'Autodromo di Imola, intitolato alla memoria di Dino ed Enzo, è stata svelata al pubblico l'attesissima Hypercar Ferrari, ormai non più celata da una livrea camouflage ma vestita con una colorazione che omaggia il celebre schema cromatico rosso-giallo introdotto nelle 312 P degli anni Settanta.

I due equipaggi che la Ferrari schiererà in pista correranno con i numeri 50 e 51: 50 come gli anni di assenza dalla classe vertice dell'Endurance, mentre il 51 è di buon auspicio, essendo da sempre tra i numeri più vincenti del Cavallino Rampante. Anche il nome del nuovissimo prototipo, 499P - creato in ogni sua componente a partire da un foglio bianco - è un tributo al passato. I prototipi della Rossa hanno sempre portato infatti nella sigla che li identificava la lettera P, anticipata dal numero della cilindrata unitaria del motore, che per l'appunto in questo caso è di 499 cc per ogni cilindro. Il passato si esaurisce però in tributi artistico-formali perché il super prototipo che correrà fra LMH e LMDh - rientrando nella prima casistica, ovvero quella di coloro che hanno deciso di affrontare la sfida costruendo in casa sia il motore sia il telaio senza usarne uno fornito da terzi - è un meraviglioso esempio di tecnologie all'avanguardia. Le linee molto filanti e minimaliste della vettura sono state realizzate con il coinvolgimento del Centro Stile Ferrari, sotto la direzione di Flavio Manzoni. La 499P esalta tecnica e aerodinamica attraverso forme semplici e sinuose, diretta espressione del DNA Ferrari. L'equilibrio tra tratti tesi e superfici fluide definisce un'architettura chiara ed essenziale.

La sua carrozzeria è plasmata a partire da una superficie piana, dalla quale si sviluppano le pance laterali e i passaruota. Sulla Ferrari 499P, questi ultimi sono caratterizzati da ampie aperture sulla superficie, con lo scopo di ridurre la pressione all'interno dei locari. Assieme ai gruppi ottici, conferiscono carattere ed espressività al frontale, senza nascondere i richiami ai nuovi canoni stilistici introdotti con la Ferrari Daytona SP3. Il posteriore è poi la massima espressione del connubio tra tecnica, aerodinamica e design.

Una sottile pelle di carbonio riveste le varie funzioni, lasciando ruote e sospensioni a vista. La coda è caratterizzata da una doppia ala orizzontale, mentre ala e bandelle superiori sono studiate per garantire il carico aerodinamico necessario a raggiungere la massima performance. Dietro, o per meglio dire sotto, tanta aerodinamica batte il cuore (ibrido) del nuovo prototipo di Maranello. Il powertrain ibrido della 499P combina un motore termico, dislocato in posizione centrale posteriore, a un motore elettrico, sull'asse anteriore.

L'unità Ice, Internal Combustion Engine, ha una potenza massima a terra, limitata dal regolamento, di 500 kW/680 CV ed è derivata dalla famiglia dei V6 biturbo stradali. Il motore termico, che condivide l'architettura del propulsore montato sulla 296 GT3, è stato sottoposto a una profonda rivisitazione da parte dei tecnici di Maranello. Tra le caratteristiche specifiche del sei cilindri a "V" della 499P, l'unità motrice di tipo portante con una preziosa funzione strutturale, rispetto alle versioni che equipaggiano le granturismo da competizione, in cui il motore è montato sul telaio della vettura.

La seconda anima del motopropulsore ibrido è rappresentata dall'Ers, Energy Recovery System, con una potenza massima di 200 kW/272 CV, un motore elettrico dotato di differenziale la cui batteria si ricarica nelle fasi di decelerazione e frenata e non richiede di fonti d'alimentazione esterne. Il pacco batterie beneficia dell'esperienza maturata in Formula 1, sebbene sia stato sviluppato specificatamente per questo progetto. Il motopropulsore è accoppiato a un cambio sequenziale a 7 rapporti.

Pronti alla sfida

Una vettura pronta a confrontarsi con grandi marchi come Toyota, Peugeot e Porsche nella prossima Le Mans, la tappa regina del mondiale WEC. "Le concorrenti più temibili restano Toyota e Porsche per la loro esperienza. Ma quando saremo in grado di finire bene le gare - ha affermato Ferdinando Cannizzo, ingegnere responsabile dell'ente di sviluppo di vetture da competizione GT e Sport - potremo prenderci delle soddisfazioni".

Rincara la dose John Elkann, Ferrari Executive Chairman, per il quale "la 499P ci permette di tornare a competere per la vittoria assoluta nel mondiale endurance. Quando abbiamo deciso di impegnarci in questo progetto, abbiamo seguito un percorso di innovazione e sviluppo fedele alla nostra tradizione che vede la pista come terreno ideale per sperimentare soluzioni tecniche di avanguardia, prima di trasferirle nelle nostre vetture stradali. Abbiamo affrontato questa sfida con umiltà ma consapevoli di una storia che ci ha permesso di conquistare più di 20 titoli mondiali e 9 vittorie assolute alla 24 Ore di Le Mans".

Il debutto della 499P è previsto nella prossima 1000 Miglia di Sebring (17 marzo 2023) ma l'attenzione mondiale è già proiettata al giugno prossimo, quando andrà in scena l'edizione più attesa della 24 Ore da mezzo secolo a questa parte.