FCA e PSA si uniscono: nasce il quarto gruppo auto più grande al mondo

Accordo ufficializzato tra il Gruppo FCA e PSA, nasce dunque un gigantesco gruppo automotive in grado di impensierire i tre più grandi del mondo.

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Nelle ultime ore il mondo automotive aveva ricevuto dei segnali molto chiari: l'accordo fra il Gruppo FCA e PSA, gestito meravigliosamente dietro le quinte nelle ultime settimane, era prossimo ad avverarsi - per buona pace di Renault, ora costretta soltanto a guardare. Ebbene da qualche minuto è arrivata la conferma ufficiale, è nato ufficialmente il quarto gruppo auto più grande del mondo, che riunisce sotto lo stesso tetto alcuni dei più grandi marchi europei e americani.
FCA mette sulla scrivania ben dieci brand di successo, in grado di coprire tutti i vari segmenti del mercato, cinque sono invece i grandi marchi sotto l'egida di PSA. Guardando alla forza lavoro invece, parliamo di 410.000 posti di lavoro totali fra i due gruppi, che insieme fatturano oltre 180 miliardi di euro l'anno.

Asse Europa-Nord America

Cifre che ci fanno ben capire l'entità dell'accordo, che riunisce adesso Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Ram e Maserati (provenienti da FCA), Peugeot, Citroen, Ds Automobiles, Opel e Vauxhall (di PSA). 102 stabilimenti da una parte, 45 dall'altra, la nuova creatura potrà seriamente impensierire i tre maggiori produttori del mondo, ovvero il Gruppo Volkswagen, Toyota e Renault-Nissan.
A proposito di Renault, questo nuovo accordo FCA-PSA (che arriva un po' a sorpresa) è merito proprio del naufragato accordo con il grande marchio francese, evento avvenuto qualche mese fa. La gestione di quella fusione non è stata delle migliori, ogni dettaglio è stato dato in pasto alla stampa, inoltre l'entrata a gamba tesa del Governo Francese (che possiede delle quote societarie di Renault) ha poi affossato il tutto, con FCA che ha battuto ritirata senza batter ciglio.

Evidentemente i vertici del gruppo sapevano benissimo che avrebbero avuto un degno backup, il nome PSA del resto era balzato alle cronache ancor prima di Renault, a marzo 2019, per poi scomparire dopo un formale rifiuto di FCA. Abbiamo insomma assistito a una piccola telenovela industriale, ora arrivata alla sua ultima puntata, quella decisiva in cui due dei tre pretendenti chiave finalmente convolano a nozze.

Un nuovo mostro industriale

Ma di che accordo si tratta? Secondo quanto affermato dai due gruppi, sarà una fusione del tutto paritaria, con la creazione di un nuovo polo controllato per il 50% da FCA e per il restante 50 da PSA. Niente scherzi di palazzo dunque, equità assoluta in nome della crescita e del futuro, che sarà sempre più elettrico. Proprio per questo motivo FCA cercava da tempo un partner solido che avesse - magari - già una piattaforma elettrica funzionante. In questo senso ha giocato un ruolo chiave la piattaforma CMP di PSA, acronimo di Common Modular Platform, perfettamente funzionante sia con la classica alimentazione termica che con le nuove soluzioni 100% elettriche a batteria - adattabile inoltre sia per le citycar del segmento B che per i SUV compatti, passando ovviamente per eventuali berline del segmento C.

Un jackpot assoluto insomma, per FCA s'intende, clamorosamente indietro su questo fronte a causa delle politiche decise anni fa da Sergio Marchionne. Il disastroso lancio della Fiat 500 Elettrica negli Stati Uniti aveva convinto il manager, oggi purtroppo scomparso, a rinunciare quasi del tutto alla conversione elettrica e puntare tutte le sue carte sulla tradizione, sbagliando evidentemente percezione.

Guardare all'elettrico persino in anticipo rispetto alla concorrenza aveva falsato all'epoca - paradossalmente - la proiezione futura, portando FCA su una strada rischiosa. Ora il gap venutosi a creare in questi ultimi anni, durante i quali i più grandi player del mercato hanno investito pesantemente sull'elettrico, potrà essere colmato dal gruppo italo-americano con una semplice firma su un foglio. Grazie alla forza del nuovo gruppo, PSA avrà un accesso privilegiato al mercato USA dove FCA (con Chrysler, Dodge, Ram e Jeep) ha già un bacino d'utenza sterminato, mentre Fiat e gli altri marchi europei potranno avvalersi della tecnologia elettrica dei marchi PSA.

Tutto questo, in termini pratici, significa più modelli elettrici/elettrificati a listino (e prima del previsto, per FCA), maggiore espansione worldwide, costi legati alla produzione e alla ricerca inferiori per tutti i marchi del neonato polo, il che dovrebbe portare anche a prezzi più accessibili per l'utente finale (almeno per i marchi di massa, non di nicchia). Non vediamo dunque l'ora che il nuovo mostro industriale inizi a lavorare a pieno regime, il mercato auto globale è appena cambiato per sempre.