Esenzioni bollo auto: da oggi scelgono le Regioni. Cosa cambia?

La Corte di Cassazione ha stabilito che le Regioni italiane potranno decidedere eventuali esenzioni speciali in merito al bollo auto.

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Importanti novità per il famigerato bollo auto, una delle tasse più odiate dagli automobilisti italiani. La Corte Costituzionale si è espressa in materia, stabilendo come le varie Regioni italiane possano introdurre esenzioni anche se non previste dal legislatore statale. La decisione dei giudici della Corte si può trovare all'interno della sentenza n. 122 depositata nella mattinata di oggi 20 maggio 2019, il cui relatore è il giudice Luca Antonini.
L'unica cosa che le Regioni non potranno fare in merito al bollo auto è aumentare la pressione fiscale oltre i limiti consentiti dal legislatore statale, nulla però vieta - adesso - di inserire eventuali esenzioni, sarà poi ogni governo regionale a sancire in che occasioni e perché.

Chi deve pagare il bollo auto?

Certamente una buona notizia, con le Regioni che diventano un po' più autonome e noi, da cittadini, che possiamo sperare in un gettito inferiore del bollo. Questa è forse la novità migliore, poiché secondo l'Uecoop le tasse pagate dagli italiani per la loro auto sono aumentate di 200 milioni di euro all'anno in cinque anni, dal 2013 al 2017. Una pressione non da poco, che vale la bellezza di 6,7 miliardi di euro, pari al +17,7% nel periodo sopra citato. Tanto, forse troppo, tutto sulle spalle dei singoli automobilisti - e, di conseguenza, anche di moltissime famiglie.
Ricordiamo infatti che il bollo auto va pagato obbligatoriamente (ormai da 66 anni a questa parte) da chiunque abbia un veicolo presente nel PRA, il pubblico registro automobilistico. Certo non si tratta di una tassa fissa ma a carattere estremamente variabile, che dipende da tre differenti fattori: la potenza del motore espressa in kW, la Regione di residenza (motivo per cui spetta proprio alle Regioni, adesso, decidere su eventuali esenzioni), la classe ambientale del veicolo, da Euro 0 a Euro 6 e successivi.
Per il calcolo vero e proprio bisogna poi moltiplicare i kW per l'importo relativo alla classe ambientale d'appartenenza, più l'addizionale regionale. Discorso leggermente diverso per i veicoli oltre i 100 kW, che partono da una tariffa differente.

Scadenze, pagamenti, esenzioni

Ma quando scade il bollo auto? Ricordiamo anche questo, poiché non vi è una scadenza fissa uguale per tutti. Il bollo auto è una tassa annuale ma non solare, il mese di scadenza può differire da veicolo a veicolo e dipende sostanzialmente dalla prima immatricolazione. Per rinnovarlo basta pagarlo entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza, ad esempio se scade a febbraio abbiamo tempo per tutto il mese di marzo per rinnovarlo senza problemi.
Oramai pagarlo è diventato semplicissimo, anche grazie alla tecnologia. Possiamo infatti controllare l'importo e pagare la tassa direttamente dal sito dell'ACI, da quello della nostra banca oppure sul portale Poste Italiane se si è titolari di un conto Bancoposta.

Per chi volesse pagare "materialmente" il bollo, può sempre rivolgersi agli sportelli ACI, agli uffici postali, a tutte le tabaccherie nelle quali è possibile giocare il Lotto, nelle agenzie di pratiche auto e presso gli sportelli bancomat.
Si può corrispondere il bollo auto persino con le app SatisPay e SisalPay.
Nonostante la decisione della Cassazione, esistono già oggi diverse esenzioni nazionali, come ad esempio i portatori della legge 104, chi possiede un veicolo d'epoca che abbia più di 30 anni, veicoli appartenenti a organizzazioni senza scopo di lucro e tanto altro, a partire da oggi però le singole regioni potranno aggiungere ulteriori esenzioni, toccherà dunque informarsi a livello locale per capire se sarà possibile richiedere modifiche sul vostro importo.