Dalla Evija alla Roadster: così le hypercar aiutano l'industria elettrica

La nuova Lotus Evija promette fino a 2.000 CV ma a chi serve tutta questa potenza? Beh, anche all'industria consumer.

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Mentre i grandi gruppi dell'automotive mondiale cercano di convincere sempre più persone a convertirsi all'elettrico, spingendo l'acceleratore sul marketing e lanciando nuovi modelli di fascia medio-bassa sul mercato, pensiamo ad esempio a una delle ultime arrivate come la rinnovata Renault ZOE, il comparto premium dà spettacolo in merito a design ricercati e schede tecniche da urlo.
Evidentemente i maggiori brand sportivi, soprattutto nel vecchio continente, stanno cercando nell'elettrico una forma di riscatto, una dimostrazione di forza che in un batter d'occhio potrebbe mettere le vetture tradizionali in un angolo della nostra memoria, almeno in termini di potenza bruta.
A ogni nuovo modello sembra ci sia "un rilancio", come ha dimostrato qualche ora fa la nuova Lotus Evija. Insieme alla Porsche Taycan Turbo, della quale abbiamo appena scoperto le caratteristiche, e la prossima Tesla Roadster, la vettura va a comporre un quadro davvero entusiasmante fatto di alta ingegneria e sfide oltre il possibile.

Prestazioni da urlo

Riassumendo le caratteristiche della Evija, sembra che questa nuova Lotus da appena 130 unità sia in grado di gestire 2.000 CV con una trazione 4WD, forte di una batteria da 70 kWh e 2.000 kW di picco. A fronte di 400 km di autonomia WLTP accertata, l'auto sarà in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 3 secondi, i 300 km/h in meno di 9 secondi, toccando i 320 km/h di velocità massima e con 1.700 Nm di coppia.
Prestazioni non troppo dissimili dalla Porsche Taycan Turbo, 100% elettrica da 880 Nm di coppia e un'accelerazione da 0 a 100 km/h possibile in 3 secondi netti. Il brand tedesco ha leggermente frenato sulle prestazioni di picco per garantire 515 km di autonomia e una velocità di crociera stabile a 260 km/h senza surriscaldamenti, parliamo del resto di un'auto che venderà molte più unità della Lotus anche grazie al suo prezzo "aggressivo": circa 130.000 euro a fronte di 1,9 milioni più oneri e tasse della Evija.
Due mondi differenti che urtano frontalmente con la nuova Tesla Roadster, che dall'America promette una batteria top gamma da 200 kWh, 1.000 km di autonomia, un'accelerazione 0-100 possibile in appena 2,1 secondi e una velocità massima da 400 km/h, un cifra tale da impensierire persino una Bugatti Veyron con motore W16 da 8.0 litri.

Pesci grandi per alimentare i piccoli

Prestazioni fuori di testa ma non "da ogni logica", destinate sicuramente a una fetta irrisoria di appassionati ma anche capaci di spingere l'intero settore elettrico. Questi super modelli non sono altro che dimostrazioni di forza, utili non solo a rilanciare il prestigio dei loro marchi, anche a dimostrare la potenza dei nuovi propulsori elettrici, capaci di competere e talvolta anche di superare le controparti a benzina. Elon Musk, patron di Tesla, ha persino dichiarato alla luce del sole di aver costruito la nuova Roadster per "dare una lezione a Ferrari, Lamborghini & Co.", parafrasando leggermente le sue parole ma conservandone il senso.
A chi serve dunque questa corsa alla prestazione estrema? Oltre a gonfiare l'ego dei diversi CEO, la tecnologia di queste vetture servirà da fondamenta per i modelli più piccoli, che potranno così ereditare tutto il know-how necessario per una produzione di massa ottimizzata. Per fare un esempio materiale, è emblematica la sfida a chi cattura più kW in fase di ricarica: Tesla ha aperto le danze portando per prima sul mercato i 250 kW, caricando così le sue vetture in circa 30 minuti. La medesima strada è stata battuta da Porsche, che offre i 250 kW già al debutto della Taycan e promette i 350 kW nel 2021, stessa cifra garantita dalla Lotus Evija - che non a caso si carica completamente in 18 minuti.

Grazie ai corposi investimenti attuati per la costruzione dei modelli premium, anche le altre categorie di automobili potranno presto godere delle grandi tecnologie sviluppate per le sorelle maggiori, che inoltre spingeranno la concorrenza a fare sempre meglio. Lo stesso discorso si può applicare alla ricerca sulle batterie, il software di bordo, la guida autonoma e qualsiasi altro aspetto tecnico - bisogna soltanto aspettare che i prezzi diventino "umani".

Senza dimenticare ovviamente i ricavi e i nuovi investimenti: vendere 130 Lotus Evija a 1,9 milioni di euro di partenza, ad esempio, significa per il brand britannico garantire nuova linfa allo sviluppo della restante gamma elettrica. Per fare un paragone cinematografico, è come un grande autore che porta al cinema un enorme blockbuster per assicurarsi i finanziamenti di altri tre prodotti indipendenti low-budget da realizzare successivamente - non è un caso che il primissimo modello sviluppato da Tesla sia stata la Roadster nel 2008, prima del lancio di Model S nel 2013. La medesima logica viene sfruttata, più o meno, in campo militare: molta della tecnologia che stringiamo oggi fra le mani, pensiamo al GPS ad esempio, è stata prima sviluppata per l'industria bellica, l'unica in grado di mettere sul piatto i fondi necessari alla ricerca. È la storia che si ripete, come tradizione.