Dai guard rail smart alle denunce de Le Iene: l'Italia come Jekyll e Hyde

L'Italia è sempre più un Paese dalla doppia faccia, in grado di innovare a livelli d'eccellenza così come di sprofondare in lavori pericolosi.

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Nelle ultime settimane il programma televisivo Le Iene ha pubblicato un'inchiesta davvero toccante che ci riguarda tutti da vicino, ponendo sotto i riflettori la sicurezza dei cosiddetti New Jersey (o barriera Jersey), quei dispositivi di sicurezza spartitraffico che troviamo su tutte le autostrade italiane - e in alcune strade extraurbane ad elevata percorrenza.
Queste barriere sono solitamente costruite in cemento armato e sono legate fra loro da spessi speroni d'acciaio da avvitare l'un l'altro. La loro presenza è fondamentale a scongiurare l'invasione della corsia opposta da parte di auto e camion che - per un motivo o per un altro - perdono il controllo.

Bisogna dunque adattare il modello di Jersey al tipo di strada e ai mezzi che vi circolano, altrimenti si rischia di creare barriere inutili, che si oltrepassano come burro fuso, e negli ultimi anni non sono stati pochi gli incidenti mortali legati proprio a errori di progettazione o valutazione.
Mentre una parte d'Italia fronteggia problemi di sicurezza stradale che, in situazioni di normalità, non dovrebbero neppure esistere, un'altra lavora ad attenuatori e Guard Rail smart.

Eccellenze

Si chiamano SMA, Safety Modular Absorber, e sono dispositivi in grado di attutire forti impatti in pochissimo spazio, grazie all'utilizzo di curiosi cuscinetti. Presentati già nel 2016, negli ultimi tempi questi impianti hanno ottenuto un importante upgrade, affiancando un complesso dispositivo di monitoraggio stradale chiamato Geronimo. L'idea alla base è estremamente semplice, eppure è utile a salvare vite e a chiamare i soccorsi nell'immediato. Il funzionamento avviene tramite delle telecamere installate alle spalle dell'ostacolo SMA, connesso a sua volta tramite un congegno piezo-elettrico, che invia un impulso a impatto avvenuto.

Le camere, attivate dall'attenuatore, inviano subito alla sala operativa le immagini dell'incidente, così che gli operatori possano subito capire la gravità del sinistro. Nel giro di pochi istanti, Polizia Stradale e mezzi di primo soccorso vengono allertati per un intervento immediato, ancor prima che altri utenti della strada segnalino l'incidente. Un sistema già adottato in diverse parti d'Europa che può essere applicato a dispositivi di ritenuta o attenuatori. All'occorrenza si può anche implementare all'interno di pali della luce, che possono causare non pochi danni ai mezzi che li colpiscono.

Dalle stelle alle stalle

Un'eccellenza tutta italiana ideata e prodotta dalla SMA Road Safety, che più volte nel mondo hanno tentato di imitare - di recente ad esempio è stata vinta una causa contro un'azienda russa che aveva contraffatto l'attenuatore d'urto. Ed è solo uno degli esempi che è possibile fare, in un settore importante come quello della sicurezza stradale. Ancora una volta, dunque, fuoriesce un Paese a due velocità: esiste l'Italia che innova, che crea soluzioni all'avanguardia utilizzate in tutta Europa, costretta però a convivere con l'Italia dei lavori raffazzonati, progettati in maniera superficiale per mancanza di tempo o fondi insufficienti.

Si ottengono così strade dissestate e cosparse di buche, strati d'asfalto che vengono via come pellicole dopo poco tempo dalla posa, ponti e viadotti che crollano (o rischiano di crollare), spartitraffico troppo stretti, New Jersey non adatti a sopportare l'impatto di grandi autoarticolati - che possono così finire tragicamente nella corsia opposta - proprio come denunciato dalla trasmissione di Italia 1. Evidentemente non siamo fatti per l'equilibrio e da automobilisti ne paghiamo le dirette conseguenze.