CR stronca l'Autopilot di Tesla: conosciamo a dovere le nuove tecnologie?

La Navigazione con Autopilot è stata stroncata duramente da Consumer Reports: conosciamo in modo corretto le nuove tecnologie?

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Se seguite il mondo della tecnologia sicuramente avrete già sentito parlare di Consumer Reports, l'organizzazione che testa dispositivi, tecnologie e automobili per consigliare al pubblico cos'è meglio acquistare (sono del resto famose alcune diatribe passate con Apple).
Ebbene è appena uscita una prova aggiornata della Tesla Model 3, con un focus dedicato alla nuova funzione Navigazione con Autopilot, con risultati non troppo incoraggianti. Anche Consumer Reports però potrebbe esser caduta nel tranello della "Guida autonoma", aspettandosi un sistema più avanzato di quanto realmente sia nella realtà. Vediamo dunque cos'è successo, partendo dallo spiegare cos'è Navigazione con Autopilot.

Ci pensa Autopilot(?)

Contenuta all'interno della Suite Guida autonoma al massimo potenziale, disponibile oggi in Italia al prezzo opzionale di 6.700 euro, Navigazione con Autopilot è quella funzione (e citiamo dal sito Tesla) di "guida autonoma nella gestione dello svincolo autostradale, inclusi incroci e sorpassi di auto più lente". Nella pratica, Autopilot è in grado di prendere il controllo dallo svincolo autostradale d'entrata a quello d'uscita, gestendo nel mezzo velocità, cambi di corsia, sorpassi e traffico.
A leggere queste semplici righe, e non in dettaglio il manuale d'uso, si potrebbe pensare che le Tesla siano davvero in grado di guidare in totale autonomia durante un viaggio in autostrada ma non è propriamente così - ed è su questo che si sviluppa la critica di Consumer Reports.

I test hanno infatti notato - fra le altre cose - come la funzione superasse le altre auto senza lasciare adeguato spazio e violando così la legge in alcuni Stati, il che significa che bisogna sempre tenere sott'occhio il sistema - com'è giusto che sia, essendo soltanto un sistema di guida semi-autonoma. "Questa tecnologia dovrebbe aiutare il conducente" ha dichiarato Jake Fisher, senior director di CR, "ma in realtà finisce per fare il contrario. È incredibilmente miope, non reagisce alle luci di stop o ai segnali di svolta, non può anticipare le mosse degli altri automobilisti, come risultato dunque il conducente deve stare costantemente attento alla strada, deve controllare che il sistema funzioni a dovere."

È stato inoltre appurato come le telecamere posteriori non siano in grado di vedere oggetti in veloce avvicinamento, e questo può causare problemi quando Navigazione con Autopilot cambia corsia o finisce nel traffico. In definitiva Fisher ha dichiarato che "monitorare il corretto funzionamento del sistema è più difficile che guidare semplicemente. È come mettere un bambino alla guida per la prima volta, e come ogni genitore può intuire è molto più semplice e meno stressante guidare da soli".

Cattiva informazione

Elon Musk si sarà certamente infuriato per un report del genere, anche se non ha (ancora) commentato direttamente la cosa. A parlare è stato un portavoce di Tesla: "Navigazione con Autopilot è basato sulle mappe, sui dati dell'intera flotta Tesla e su quelli dei sensori del veicolo e non è comunque un sistema autonomo, è il conducente il vero responsabile della marcia, che deve controllare il veicolo costantemente, anche quando si autorizza un cambio corsia. Sono stati già percorsi in early access più di 800.000 km con questa tecnologia e i nostri conducenti ne sono pienamente soddisfatti. Se usato in modo appropriato, Navigazione con Autopilot più aumentare la sicurezza a bordo, quotidianamente, e siamo felici di rendere la funziona disponibile a tutta la famiglia Tesla".

Sembra dunque che Consumer Reports abbia "scoperto l'acqua calda", ovvero che Autopilot e le sue funzioni (anche le più avanzate) non rappresentano una vera e propria guida autonoma, ancora. Sorge dunque un dubbio: la colpa di report di questa natura è di Tesla, che forse continua a pubblicizzare in malo modo i suoi prodotti, o del pubblico, che affida ad Autopilot più responsabilità del necessario, senza informarsi adeguatamente?

Probabilmente la verità, come spesso accade, sta nel mezzo, con una colpa condivisa fra le due parti. Un meccanismo vizioso che genera ulteriore disinformazione in chi legge poi rapporti negativi di questo tipo, che tirano in ballo "le luci di stop" quando le vetture di nuova generazione utilizzano sensori e radar capaci di leggere le distanze.
È vero che non possano predire le mosse degli altri automobilisti, questo però talvolta è difficile anche per gli umani, e in ogni caso parliamo sempre di sistemi semi-autonomi. Il vero nemico del progresso sembra dunque essere, a oggi, la cattiva informazione, che rischia di mettere in cattiva luce l'intero settore automotive e le nuove tecnologie di assistenza. Da questo punto di vista c'è tanto, tantissimo lavoro ancora da fare, magari partendo da pubblicità e descrizioni più chiare e meno ambigue.