Connessi, smart e senzienti: come saranno mappe e navigatori di domani?

Mappe e navigatori del futuro impareranno i percorsi migliori in base al contesto, pronti a rispondere a ogni nostra domanda.

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Se avete vissuto appieno gli anni '80 e '90, certamente ricorderete le mitiche autoradio del tempo: dominavano la plancia plasticosa di ogni vettura con ingombranti manopole, buona parte del loro frontale era impiegata per far spazio alle iconiche musicassette e si staccavano dalla loro sede con estrema facilità - in Italia si rubavano autoradio in quantità industriali non a caso.
Il loro utilizzo era sì romantico ma molto limitato: potevano servire ad ascoltare un po' di buona musica, qualche trasmissione alla radio e le partite di Serie A e B la domenica pomeriggio, prima che approdassero in televisione all'inizio degli anni 2000 spalmate lungo tutto il weekend. A pensarci oggi, sembra di aver vissuto nel medioevo: ora la parola chiave di ogni veicolo è infotainment, neologismo di recente fattura che unisce l'informazione allo spettacolo, al divertimento.
In termini materiali, ci si riferisce ad avanzati sistemi hardware e software che ci permettono, tramite schermi touch di varie dimensioni, di godere di diversi servizi a bordo di un'auto. Fra questi vi è sicuramente la navigazione GPS in tempo reale, qualcosa che negli anni '80 e '90 poteva essere classificata senza troppi dubbi come fantascienza. Un settore in continuo sviluppo, su cui i maggiori produttori automotive (e non solo) stanno investendo fior di soldi ed energie.

App e sistemi integrati

Gli smartphone hanno sicuramente tracciato una rotta solida e importante, nel campo della navigazione. Applicazioni come Google Maps, Mappe di Apple, Waze (solo per ricordarne alcune) si aggiornano di continuo per portare agli utenti nuove feature e particolarità. Attorno a Waze si è addirittura creata una community che segnala in tempo reale problemi e altre informazioni relative alla viabilità, allo stesso modo Google e Apple riescono a mostrare su mappa il traffico in tempo reale, incidenti e quant'altro.
Il settore automotive è ancora un passettino indietro a riguardo, anzi non sempre l'esperienza di navigazione a bordo di un veicolo (con sistemi integrati, ovviamente) riesce a soddisfare a pieno il conducente, le cose però stanno cambiando a grande velocità. Parlando di navigazione on-board, le aziende più agguerrite sono sicuramente TomTom, Garmin, la stessa Google, che ha di recente stretto un importante accordo con Volvo, e HERE, fondata da Nokia e ora di proprietà di Audi, BMW e Daimler, sistema che figura sulla nuova Audi A8 2019 e sulla Porsche Cayenne 2019. Ma cosa differenzia, a oggi, i sistemi on-board dai classici smartphone?
Certamente la rete e la condivisione dei dati. I dispositivi mobili che tutti ormai portiamo in tasca ovunque andiamo sono costantemente connessi a internet, cosa che permette alle app di navigazione di unire dati GPS ad altre informazioni chiave (traffico, meteo e quant'altro); i navigatori all'interno delle vetture sono spesso "chiusi", incapaci a ricevere info in tempo reale così come aggiornamenti software con nuove funzioni all'interno. È proprio in questa direzione che i grandi produttori di automobili si stano muovendo, verso la condivisione dei dati over-the-air, soprattutto in vista del 5G e dell'Internet-delle-cose (IoT).

Internet delle Cose

Ad aprire le danze, seppur in via sperimentale, è stata Tesla, che già consente aggiornamenti over-the-air ai suoi sistemi di navigazione. Non è tutto però: il futuro sarà reale soltanto quando i veicoli riusciranno a dialogare fra loro, scambiandosi centinaia di GB di dati ogni giorno. In questo modo ogni software di navigazione sarà capace di conoscere non solo il miglior percorso da seguire, anche i veicoli e gli ostacoli presenti lungo il cammino - parliamo dunque dell'anticamera della guida autonoma.
I sistemi di infotainment a bordo saranno capaci di conoscere in che condizioni versa la strada, quale meteo ci aspetta lungo il tragitto, quanto traffico e quali lavori in corso avremo davanti; inoltre impareranno a conoscere stile e abitudini di ogni conducente, così da prevedere soluzioni sempre più precise e adeguate. Negli anni a venire, con le nostre auto instaureremo un vero e proprio dialogo: potremo chiamarle per nome, dire frasi e richieste in linguaggio naturale e ottenere risposte accurate, un servizio che Mercedes-Benz e BMW già offrono ai clienti dei loro modelli di punta e di ultima generazione.

Mitsubishi Electric sta lavorando a un progetto ancor più grande: in sviluppo vi è il navigatore capace di rispondere ai nostri quesiti durante il viaggio. Quante volte vi è capitato di ascoltare in fase di navigazione "Gira a destra fra 150 metri" e chiedere fra voi e voi "Ok a questa strada o alla prossima?", senza ovviamente ottenere risposta da nessuno? Il navigatore Mitsubishi di nuova concezione sa invece capire ogni richiesta e rispondere a tono, dicendovi ad esempio "Non devi girare qui ma alla prossima", esattamente come farebbe una persona in carne e ossa seduta sul sedile del passeggero.
Tutte queste tecnologie applicate alla navigazione saranno ovviamente legate a doppio filo con i più avanzati sistemi di assistenza alla guida prima (i cosiddetti ADAS) e con la guida autonoma poi. Si arriverà al momento in cui navigare in tempo reale diventerà superfluo, sarà la macchina a gestire traffico, percorso, acceleratore e freno, questa però è una storia ancora da scrivere.