Con la Tesla Model 3 all'unico Supercharger V3 d'Italia: ricarica a 250 kW

Lo Youtuber italiano Matteo Valenza ha portato la sua Tesla Model 3 Performance all'unico Supercharger V3 d'Italia: ecco com'è andata.

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Quando si parla di auto elettriche, c'è una critica ricorrente che torna in ogni discussione: i tempi di ricarica troppo lunghi. Anche quando si discute di modelli dall'abbondante autonomia, oltre i 500 km, si arriva sempre al punto di dire: "Ok, ma per ricaricare durante un lungo viaggio non ho comunque la stessa velocità di un pieno di benzina". Un punto di vista di certo inattaccabile, a oggi, anche se i produttori sono perfettamente consapevoli e stanno lavorando a soluzioni più efficaci per velocizzare le ricariche. Tesla, probabilmente l'azienda più avanzata in campo elettrico per stessa ammissione dei concorrenti, è ovviamente in prima linea e di recente ha lanciato i nuovi Supercharger V3, capaci di ricaricare fino a 250 kW.
Elon Musk e soci stanno ora installando queste futuristiche colonnine a macchia di leopardo un po' in tutto il mondo, o almeno nei mercati in cui Tesla è più diffusa, e un primo Supercharger V3 è arrivato anche in Italia. Si trova a Forlì e Matteo Valenza, youtuber nostrano fiero possessore di una Tesla Model 3 Performance, è andato a provarlo in prima persona.

Un Supercharger a tutta potenza

Prima di vedere com'è andata (trovate il video prodotto da Matteo direttamente qui in pagina, cliccate qui invece per visitare il suo canale), parliamo un po' delle "meraviglie" di cui è capace un Supercharger V3. Come abbiamo ricordato sopra, queste nuove colonnine sono capaci di toccare picchi di 250 kW. Parliamo di "picchi" perché ovviamente la ricarica non va a tale velocità per tutto il tempo, anche per non rovinare anzitempo la batteria; la velocità di ricarica media è però più alta rispetto a un Supercharger V2 e i tempi sono di sicuro accorciati.

La differenza si vede soprattutto al di sotto del 50%, quando la carica accelera in maniera particolarmente "robusta". Prendiamo ad esempio una Model 3 Long Range, che collegata a un V3 può oggi ricaricare 120 km in appena 5 minuti. Parliamo di una velocità impressionante, un ritmo di 1.600 km l'ora.
Tesla ha inoltre ideato la funzione On-Route Battery Warmup, che serve a riscaldare le batterie durante il viaggio verso un Supercharger, così da averle subito pronte all'arrivo e a velocizzare/ottimizzare la ricarica (si parla di tempi medi ridotti del 25%). Tesla ha inoltre velocizzato la ricarica anche per un altro motivo: per tenere le colonnine impegnate la metà del tempo, e poter così servire un numero di clienti maggiore durante il giorno. Fino ad ora abbiamo parlato di teoria, è ora tempo di passare alla pratica.

Supercharger V2 e V3 a confronto

Connessa a un Supercharger V2, la Tesla Model 3 di Matteo Valenza è riuscita a risalire dall'8% al 50% in 17 minuti, dal'8% all'80% in 33 minuti, dal'8% al 95% in 52 minuti. Tempi di tutto rispetto fra l'altro, che però possono essere ulteriormente migliorati con un Supercharger V3. A Forlì, la stessa Model 3 ha caricato dal'8% al 50% in 11 minuti, quasi il tempo di un caffè in autogrill, 6 minuti in meno per la stessa quantità di energia. Per salire dall'8% all'80% invece ci sono voluti 25 minuti, 8 minuti in meno rispetto al V2; dall'8% al 95% ci sono infine voluti 46 minuti, 6 minuti in meno rispetto al V2 se andiamo a guardare la carica generale. Le differenze al momento non sono lampanti dunque, se ci si ferma a mangiare un boccone da seduti un'ora di tempo passa senza problemi e abbiamo in ogni caso l'auto carica, anche presso un Supercharger V2. Le cose cambiano se i tempi a disposizione sono minori: 25 minuti per avere l'80% dell'autonomia totale non è affatto male, basta mangiare un panino e sgranchirsi un po' le gambe per poter ripartire verso la meta finale - oppure verso un nuovo Supercharger. Discorso diverso anche nel caso in cui tutti gli stalli siano occupati: un V3 riesce a erogare la stessa quantità di energia a tutte le auto in ricarica, cosa che il V2 non riesce ancora a fare.

Il vero problema è ora "logistico". Come vi abbiamo detto il Supercharger V3 di Forlì è l'unico attualmente funzionante in tutta Italia, speriamo dunque che Tesla possa accelerare i lavori in tutta Europa. Inoltre i nuovi V3 risultano attualmente incompatibili con le Tesla Model S e Model S prodotte prima del 1 maggio 2019, dunque fate molta attenzione. I nuovi connettori delle colonnine V3 hanno tecnologia CSS a cavo singolo e sono perfettamente compatibili con le Tesla Model 3, mentre le più recenti Model S e Model X costruite dopo il 1 maggio 2019 devono utilizzare un adattatore CCS 2 Combo.

Tuttavia c'è una possibilità anche per le Model S e Model X più datate, che possono richiedere un aggiornamento hardware presso i centri Tesla (un intervento che si può prenotare anche via app) spendendo 500 euro, cifra che comprende un adattatore CCS 2 Combo che da solo vale 170 euro. Ricordiamo in ogni caso che le Model S e Model X possono raggiungere i 142 kW di ricarica, dunque l'aggiornamento renderebbe solo possibile la ricarica presso i V3, non abiliterebbe in ogni caso i 250 kW. Tesla ha insomma messo un'impronta seria sul futuro dell'auto elettrica, ora speriamo soltanto di vedere simili velocità anche su auto di segmento minore, dov'è ancora difficile andare oltre i 50/100 kW.