Come nasce la Volkswagen ID.3: così la Germania vuole conquistare il mondo

La produzione seriale della nuova Volkswagen ID.3 è ufficialmente iniziata: così il marchio tedesco vuole conquistare l'intero mondo elettrico.

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Mentre sulle pagine della stampa specializzata si dibatte a proposito delle potenzialità dei nuovi motori diesel, secondo Green NCAP ormai a bassissime emissioni e quasi comparabili agli elettrici, e un'espansione del mercato EV che avanza a passi svelti, con anche la Francia che fa segnare un +46% fra 2018 e 2019, c'è un marchio che ha deciso da tempo quale strada seguire, con estrema decisione e testa bassa. Pensiamo a Volkswagen, che fra qualche mese cambierà i connotati al mercato lanciando la sua nuova Volkswagen ID.3, prima vettura 100% elettrica della famiglia ID.

Non si tratta della prima EV di Volkswagen in senso assoluto, che anzi ha venduto molte e-Golf negli ultimi anni, ma dell'inizio di una nuova era a 360 gradi che tocca anche il livello produttivo. Il brand sta infatti lavorando alla famiglia ID da anni, aggiornando impianti, perfezionando la sua piattaforma MEB e annunciando un gestore tout court di energia elettrica pulita, proveniente da fonti rinnovabili. Un intero ecosistema che sul lungo periodo può fare davvero la differenza.

Tutto in casa

Se escludiamo l'esempio di Tesla, azienda nata appositamente ormai 16 anni fa per creare veicoli 100% elettrici, sono stati molti i brand del mercato globale a lanciare modelli elettrici "il prima possibile" solo per non rimanere indietro dal punto di vista dell'immagine.
Questo è accaduto talvolta lasciando indietro la tecnologia e l'aspetto produttivo, una strategia opposta a quella Volkswagen che - pur lanciando sul mercato degli esperimenti a zero emissioni - attorno alla famiglia ID ha creato un intero universo che lavora oggi in simbiosi, riadattando diversi impianti tedeschi pronti adesso a produrre tutti i maggiori componenti di un'auto elettrica "in casa" - ottimizzando i costi su ogni fronte.
A dimostrarlo è proprio la Volkswagen ID.3, prima vettura a godere della nuova concezione "totalitaria" dell'azienda, la cui produzione seriale è appena partita in Germania. VW ha persino creato un'infografica per mostrare al pubblico da dove arrivino i componenti dell'auto: si va da Hanover a Brunswik, passando per Kassel, Salzgitter, Poznan, Braunschweig e Wolfsburg, sede centrale di Volkswagen.


Sinergie

A Kassel VW crea il suo avanzato propulsore elettrico e parti della piattaforma MEB, oltre ai cambi a doppia frizione DSG usati anche sulle auto ad alimentazione tradizionale. L'impianto ha il compito di produrre i motori di tutti i veicoli elettrici destinati all'Europa e al Nord America, con l'obiettivo di far uscire 500.000 unità ogni anno. Per il mercato asiatico invece VW si appoggerà all'impianto cinese di Tianjin, che insieme a Kassel produrrà 1,4 milioni di propulsori elettrici all'anno a partire dal 2023.
Un vero e proprio assetto da guerra, al quale bisogna aggiungere i rotori e gli statori prodotti presso Salzgitter, due elementi chiave del motore elettrico, dei quali si produrranno 2.000 unità al giorno. Parlando invece di batterie, bisogna spostarsi a Braunschweig, dov'è stato costruito un impianto dalla superficie equivalente a 9 campi da calcio.

I pacchi batteria, molto simili nell'aspetto a una tavoletta di cioccolato, vengono qui sviluppati, costruiti e stoccati, prima di prendere il largo verso l'impianto di assemblaggio di Zwickau. A Braunschweig, dove si lavora dal 2013 per rendere attiva la produzione odierna, si creano le batterie di tutti i veicoli elettrici e ibridi plug-in di Volkswagen, oltre a quelle per i camion MAN e Scania.
Una visione "a tutto tondo" che probabilmente, allo stato attuale, soltanto Tesla può condividere, con l'intera produzione per i mercati occidentali locata negli Stati Uniti - presto Elon Musk e soci lanceranno infatti anche un impianto per la costruzione delle batterie, così da completare l'opera.
Ovviamente Volkswagen dovrà confermare la sua supremazia sul campo, a suon di modelli validi e vendite, le fondamenta del suo progetto elettrico sembrano però davvero sbalorditive, un passo (se non di più) avanti a tutti gli altri competitor che presto potrebbe portare i suoi frutti - milioni e milioni di euro di frutti, oltre a quote di mercato inimmaginabili.