Come funziona la guida autonoma di Tesla? Così Elon Musk ha ucciso i LIDAR

Elon Musk sempre controcorrente: la nuova guida autonoma di Tesla ha ucciso la tecnologia LIDAR, al contrario della concorrenza.

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Appena qualche anno fa la guida autonoma sembrava una tecnologia molto lontana, in grado di diventare di pubblico dominio soltanto fra il 2040 e il 2050. Lo sviluppo in realtà sta procedendo a passi svelti, grazie all'impegno di grandi gruppi tecnologici come Google, Uber e Tesla - solo per citarne alcuni.
Negli Stati Uniti è addirittura partito, da qualche tempo ormai, un progetto sperimentale di taxi autonomi gestiti da Waymo: Waymo One è il servizio che permette a ogni singolo cittadino di richiamare un taxi a guida autonoma tramite app e farsi scarrozzare senza l'intervento di un conducente umano - anche se a bordo è comunque presente un tecnico al posto di guida.

A sdoganare definitivamente la tecnologia è stato Elon Musk, che a fine aprile ha annunciato ufficialmente il Full Self Driving di Tesla, guida autonoma cittadina che sarà disponibile già dal prossimo anno e montata di default su tutte le nuove vetture del brand a partire da queste settimane.
Tesla ha così dimostrato di avere la tecnologia più performante del momento, andando inoltre controcorrente: a bordo delle nuove Tesla non ci sono sensori LIDAR, su cui invece si appoggiano molti concorrenti.

Sempre controcorrente

Tesla ha dunque puntato le sue carte su altri sensori, vincendo per il momento la sfida e ottenendo inoltre il supporto della comunità scientifica. Mentre Volvo, Waymo, Cruise e Uber continuano lo sviluppo di avanzati sensori LIDAR (e anche Apple sembra interessata a migliorare tale tecnologia), Elon Musk non ha risparmiato le critiche, nel suo solito stile: "La tecnologia LIDAR è folle, è costosa e assolutamente non necessaria. Chiunque faccia affidamento sui LIDAR è destinato a soccombere, è un sistema ridicolo e lo vedrete". Parole senza misura come al solito ma con un discreto fondo di verità.
A oggi, degli ottimi sensori LIDAR possono costare anche 100.000 dollari, mentre un'intera Tesla Model 3 completa di guida autonoma arriverebbe a costare circa la metà; capite bene che si tratta di una tecnologia fuori mercato e, sempre secondo Musk, tutt'altro che necessaria. Come funziona dunque la guida autonoma di Tesla? Quali sensori sfrutta, mantenendo un'altissima affidabilità?

Questo il comparto hardware delle Tesla di nuova generazione: con 8 diverse camere, 12 sensori a ultrasuoni, un radar, un GPS, un'unità di misura inerziale e sensori che misurano l'angolo di sterzata e la pressione dell'acceleratore, le vetture californiane sono perfettamente in grado di monitorare la strada in tempo reale, tutti elementi supportati da un avanzato chip proprietario in grado di processare 36 trilioni di operazioni al secondo - con ogni scheda logica che ne monta addirittura due. Tutto camuffato nelle eleganti carrozzerie Tesla, proprio come la fantascienza "spicciola" richiede.

Telecamere vs LIDAR

Il riconoscimento degli oggetti sulla strada dipende dunque dalle telecamere, che possono però essere condizionate da elementi atmosferici come pioggia, neve, nebbia o anche polvere. I sostenitori del LIDAR invece affermano come questa tecnologia non sia per nulla affetta da problemi simili, è però davanti gli occhi di tutti il suo costo eccessivo, inoltre non è in grado di distinguere adeguatamente gli oggetti, ad esempio "non distingue uno pneumatico da un sacchetto della spesa", ha affermato Andrej Karpathy, Senior Director di AI, cosa che invece le telecamere sanno fare perfettamente.
Come non bastasse, i LIDAR divorano molta energia, cosa che sui mezzi elettrici potrebbe dare non pochi problemi. I consumi dei sensori Tesla invece sono sotto controllo, con i nuovi chip che non vanno oltre i 72W di potenza, il che significa che con il Self Full Driving l'autonomia delle auto Tesla cambierà in maniera irrisoria, a parità di batteria.

Sulla carta, sembra dunque che i tecnici di Elon Musk siano riusciti a trovare il giusto compromesso fra resa e costi, anche se bisognerà testare la nuova guida autonoma di Tesla sulle strade reali. In ogni caso ancora una volta la tecnologia Tesla promette di diventare uno standard in un intero settore, cercando inoltre di contenere i costi per raggiungere quanto più pubblico possibile e non essere tecnologia di nicchia. Solo il tempo ci dirà chi ha avuto ragione e chi no.