Come aumentare l'autonomia e curare la batteria di un'auto elettrica

Abbiamo chiesto al nostro amico Matteo Valenza qualche consiglio per massimizzare l'autonomia della nostra nuova auto elettrica.

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Il mondo delle auto elettriche è sempre più grande ed espanso ogni giorno che passa, esiste ancora però una grande fetta di pubblico che non conosce a fondo le caratteristiche peculiari dei nuovi veicoli green - che rispetto alle tradizionali vetture termiche funzionano grazie a tecnologie e meccaniche totalmente differenti. Comprendere appieno il funzionamento delle nuove auto elettriche è il primo passo per non incorrere nella famosa ansia da autonomia e capire quanti chilometri, più o meno esattamente, è in grado di percorrere una nuova BEV. Oggi, in collaborazione con il nostro amico Matteo Valenza, vogliamo darvi qualche consiglio per massimizzare l'autonomia della vostra (magari prossima) vettura elettrica, partendo proprio dal funzionamento della tecnologia che vi è alla base.

Autonomia stimata vs Autonomia reale

Ogni nuova auto elettrica viene venduta assieme alla sua "autonomia stimata", in riferimento ai chilometri che è possibile percorrere con un pieno di energia. I km indicati dal costruttore sono soltanto una previsione, calcolata in Europa in base al nuovo standard WLTP. Una cifra estremamente cangiante che può dipendere da moltissimi fattori ed è affidabile solo in modo estremamente relativo. Stesso assioma vale per l'autonomia indicata a bordo di ogni vettura, poiché il sistema fa un calcolo approssimativo tenendo conto dei consumi e della quantità di kWh ancora disponibili. Cerchiamo dunque di capire come ottenere il massimo dalla nostra nuova auto elettrica.

Abbiamo chiesto al nostro amico Matteo Valenza, fiero possessore di una Tesla Model 3 Performance da oltre un anno e "tester" della maggior parte delle BEV attualmente presenti sul mercato italiano: quali sono i fattori che determinano un consumo di energia superiore al normale? Ebbene la risposta è stata: dipende sostanzialmente da cinque fattori. In primis la velocità: magari con la benzina e il gasolio siamo abituati a non scendere a grandi compromessi, con le elettriche invece superare i 120 km/h significa aumentare di parecchio il consumo di energia. Subito dopo arriva il traffico: viaggiare lungo strade affollate non fa sicuramente bene all'autonomia, con la macchina chiamata a continui "start e stop".

Anche viaggiare per brevi tratti, percorrendo pochi km, può causare una maggiore dispersione dell'efficienza, così come gli agenti atmosferici (pensiamo alla pioggia, al vento, alla neve ecc) possono influire non poco sulla nostra autonomia totale. Infine, ma questo vale anche per le auto tradizionali, viaggiare in salita può colpire duramente il range disponibile, con la differenza però che in discesa - di contro - grazie alla frenata rigenerativa possiamo recuperare un po' di energia perduta - come vedremo a breve.

Come curare una batteria al meglio

Se questi sono gli scenari che ci fanno consumare maggiormente, cosa possiamo fare per tenere sempre in salute la nostra batteria? Matteo consiglia di affidarsi alla routine: meglio ricaricare l'auto presso una rete a bassa tensione, ad esempio, magari a casa durante ogni notte, evitando continue ricariche ultra veloci presso le colonnine pubbliche. Ricaricare una batteria in modo lento può infatti aiutare la chimica a preservare le sue caratteristiche originarie, un po' come accade anche con smartphone, laptop e quant'altro abbia una batteria agli ioni di litio. Altro suggerimento è non portare la batteria sempre al 100%: meglio fermare la carica attorno al 90% (molte auto permettono di farlo in automatico) e non andare mai al di sotto del 20%. Molto importante poi è l'utilizzo della frenata rigenerativa, laddove l'auto lo permetta chiaramente: questa funzione permette di recuperare parecchia energia in fase di frenata e decelerazione, convertendo l'energia cinetica del movimento che nelle auto tradizionali finisce purtroppo perduta.

Altri consigli per preservare la carica sono: evitare di viaggiare sempre con il condizionatore d'aria acceso, preferire il riscaldamento dei sedili alla climatizzazione classica, fare attenzione a temperature troppo basse. È assodato come le basse temperature colpiscano duramente la chimica, motivo per cui d'inverno è meglio parcheggiare in posti coperti, mantenere la vettura in ricarica quando possibile così che la temperatura dell'accumulatore resti sempre accettabile, utilizzare il pre-riscaldamento dell'auto quando si è ancora connessi alla rete - funzione che ormai sempre più produttori offrono di serie. È importante poi avere sempre sott'occhio la pressione delle gomme, poiché pneumatici sgonfi possono far salire i consumi - questo però vale anche per le vetture termiche. Pur seguendo tutti questi consigli alla lettera, un degrado delle batterie sarà comunque presente con il tempo, meglio però tenerlo a bada il più possibile...