Come acquistare un'auto ibrida: le 4 tecnologie disponibili sul mercato

A oggi esistono quattro differenti tecnologie relative alle auto ibride, andiamo dunque a capire cosa comprare e perché.

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Il 2020 sarà l'anno delle auto ibride. Lo avevamo capito già dalle battute finali del 2019, abbiamo avuto la conferma definitiva dai nuovi modelli lanciati dalle varie case automobilistiche in questi primi mesi dell'anno (la nuova BMW Serie 5 2020 ad esempio è solo ibrida), che in Unione Europea hanno inoltre bisogno di abbassare le emissioni di CO2 medie delle loro gamme per non incappare in pesanti sanzioni. La combinazione di parole "auto ibrida" può però significare tutto e niente, sono infatti diverse le tecnologie disponibili sul mercato, ognuna in grado di ridurre inquinamento e consumi a suo modo.
Con questo articolo infatti vogliamo fare un po' di chiarezza, capire che tipo di vettura ibrida acquistare in questo 2020 e perché, quali caratteristiche offrono le tecnologie oggi disponibili.

Micro Hybrid e Mild Hybrid

Innanzitutto scopriamo le tecnologie disponibili sul mercato di massa, che sono fondamentalmente quattro: Micro Hybrid, Mild Hybrid (MHEV), Full Hybrid (FHEV) e Plug-In Hybrid (PHEV). Già leggendo una di queste sigle accanto al modello di auto che abbiamo intenzione di acquistare possiamo capire immediatamente cosa abbiamo di fronte, anche se non sempre i produttori vengono in nostro soccorso come vedremo a breve. Partiamo col Micro Hybrid, la soluzione più economica per i marchi automotive, la meno efficiente e la meno invasiva, poiché nella maggior parte dei casi non fa che aggiungere una "cinghia di avviamento" elettrica al motore termico. Con questa tecnologia abbiamo sistemi da appena 12V e motorini elettrici al di sotto dei 5kW (solitamente fra i 2 e i 3kW), che aiutano lo Start&Stop ad avviare il propulsore termico in maniera immediata e silenziosa, inoltre possono ricaricare la batteria centrale grazie alla frenata rigenerativa ma non hanno molti altri vantaggi.

In termini di emissioni e consumi, il Micro Hybrid assicura solitamente guadagni fra il 3 e il 6% e non permette di percorrere dei chilometri in modalità 100% elettrica perché non c'è né un vero e proprio motore elettrico, né una batteria sufficiente ad alimentarlo. Esempi recenti di Micro Hybrid possono essere ricercati nei nuovi modelli ibridi di FCA, pensiamo a Fiat Panda Hybrid 2020 e Fiat 500 Hybrid 2020, così come alla nuovissima Lancia Ypsilon Hybrid 2020. Perché sopra abbiamo detto che i produttori non ci aiutano a diminuire il caos? Perché queste vetture FCA sono chiamate Mild anche se non ne hanno proprio tutte le caratteristiche, quindi fate attenzione...

Con il Mild Hybrid i sistemi di bordo salgono a 48V e i generatori e motori elettrici hanno potenze comprese fra i 10 e i 15kW. Con questa tecnologia possiamo non solo assistere il motore termico in fase di Start&Stop e sfruttare la frenata rigenerativa per caricare la batteria centrale, abbiamo anche un miglioramento della coppia istantanea. In termini di guadagno su emissioni e consumi siamo fra il 7 e il 15%. Anche in questo caso a bordo sono assenti una batteria e un motore elettrico adeguati a farci percorrere un po' di strada a zero emissioni, nonostante questo si tratta di una delle tecnologie più diffuse sul mercato per via del suo ottimo rapporto qualità/prezzo.

Full Hybrid e Plug-In Hybrid

Per riuscire a viaggiare in modalità elettrica serve almeno un sistema Full Hybrid, che vanta motori e generatori elettrici con potenze comprese fra i 30 e i 50kW. È l'anello di congiunzione fra il Mild Hybrid e il Plug-In Hybrid ma non sono molte le case produttrici che stanno portando avanti questa filosofia. Del resto prima che si avvii il motore termico abbiamo solo 5-10 km di strada 100% elettrica e i vantaggi in termini di emissioni e consumi sono compresi fra il 15 e il 30%. Qualora si voglia davvero fare un passo in avanti notevole in ambito ibrido, senza effettuare il "salto nel vuoto" delle auto 100% elettriche, le Plug-In Hybrid sono certamente il cavallo su cui puntare, anche se rispetto a tutte le altre tecnologie i prezzi di listino sono superiori. Con il Plug-In Hybrid abbiamo l'esperienza ibrida "totale": abbiamo assistenza per lo Start&Stop, coppia elettrica aggiuntiva, recupero dell'energia, guida 100% elettrica, una batteria sufficientemente grande a offrirci fra i 40 e i 65 km di strada a zero emissioni (il nuovo Toyota Rav4 Plug-In Hybrid 2020 promette persino di superare i 65 km).

Batteria che inoltre si può ricaricare comodamente tramite cavo alla rete casalinga oppure presso una colonnina pubblica. In questo caso motori e generatori elettrici possono avere potenze comprese fra i 60 e i 100kW, le batterie toccano i 300/400V e possono raccogliere solitamente attorno ai 13-15kWh di energia (le 100% elettriche invece hanno solitamente batterie dai 23 ai 120 kWh). I vantaggi in termini di emissioni e consumi sono sicuramente superiori al 20%, più probabilmente fra il 50 e il 75% rispetto a un normale mezzo a benzina o a gasolio.

Volendo semplificare, è come guidare una piccola auto 100% elettrica con la possibilità però di sfruttare un motore tradizionale per i viaggi più lunghi. Con un sistema Plug-In Hybrid possiamo ad esempio viaggiare a zero emissioni in città per tutta la settimana per recarci al lavoro, prendere i figli a scuola e fare la spesa (ricaricando ovviamente ogni sera), sfruttando invece il propulsore termico durante le gite fuori porta nel weekend o nel corso dei viaggi estivi. Conoscere queste quattro tecnologie è fondamentale per acquistare una nuova auto ibrida, ora sapete cosa chiedere al vostro rivenditore di fiducia - oppure capire cosa stanno cercando di vendervi.