Chi vuole le auto elettriche? Dietro le quinte di una guerra inutile

Chi vuole le auto elettriche? Gli automobilisti, l'industria o i governi? I retroscena di una guerra che non serve a nessuno.

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Il settore auto sta cambiando molto velocemente in Europa, in nome dell'ambiente. Sempre più governi, compreso quello centrale dell'Unione Europea, stanno varando leggi stringenti in merito alle emissioni di CO2, molte delle quali sono pronte a partire già nel 2020. Dal prossimo anno i vari marchi rischiano ad esempio sanzioni milionarie nel caso in cui le emissioni medie di un'intera gamma superino un certo limite, motivo che ha spinto un gruppo come quello FCA ad acquistare quote Tesla a zero emissioni, così da abbassare i valori generali.
Ad aziende rimaste indietro sul fronte "green" se ne oppongono altre che invece non vedono l'ora di capitalizzare il proprio vantaggio sulla concorrenza, come Volkswagen ad esempio, che già si sfrega le mani per il lancio della nuova Volkswagen ID.3 100% elettrica e gli altri veicoli della famiglia ID. Ovviamente il marchio tedesco non è il solo ad avere veicoli elettrici "in canna" già nel 2019, Renault ha la nuova ZOE ad esempio, Peugeot ha lanciato la sua e-208, Nissan la sua iconica Leaf totalmente rinnovata - modello sul mercato da già 10 anni - mentre Opel non vede l'ora di mostrare la sua nuova Corsa elettrica.
La lista potrebbe continuare ancora, abbiamo citato solo i veicoli più recenti, tralasciando inoltre Tesla che con la sua Model 3 sta infrangendo record di vendite in tutto il vecchio continente (e non solo). Tuttavia BMW ha sollevato una discussione a dir poco esplosiva: le auto EV stanno arrivando sul mercato perché richieste a gran voce dal pubblico o per sterili "capricci" dei vari governi, che hanno deciso di uccidere un carburante come il diesel per favorire uno switch elettrico di massa?

Un affare "pulito"

Certamente l'affare è notevole, la sua massa coinvolge milioni e milioni di euro di investimenti, sia pubblici che privati. Sul tavolo ci sono impianti riconvertiti o costruiti da zero per l'assemblaggio delle nuove automobili e delle loro batterie, la costruzione di migliaia di nuove stazioni di ricarica su tutto il territorio europeo, la vendita di altrettanti wallbox per la ricarica casalinga, per non parlare degli impianti fotovoltaici privati che potrebbero alimentare le nuove auto elettriche "a costo zero".
Il mare in cui pescare è dunque sterminato e pieno zeppo di pesci saltellanti, pronti a infilarsi nella rete in autonomia, ma abbiamo davvero bisogno di tutto questo nel minor tempo possibile? Gli automobilisti europei non vedono l'ora di convertirsi all'elettrico? Secondo Klaus Frölich, responsabile dello sviluppo in casa BMW, stiamo soltanto prendendo una folata di sabbia negli occhi.

Nessuno vuole le EV

Il manager ha dichiarato nelle ultime ore che gli "utenti europei non vogliono acquistare le auto elettriche, sono i governi a volerle", dunque si starebbe forzando il mercato verso una direzione non indispensabile. Di avviso totalmente contrario la Transport and Environment (T&E) europea, secondo cui "i produttori starebbero massimizzando i profitti dei loro muscolosi SUV, in parte responsabili dell'aumento delle emissioni europee dell'1,6% nel 2018, a discapito dell'ambiente, muovendosi verso l'elettrico solo perché costretti dalle leggi in vigore dal 2020 in poi".
Una battaglia senza esclusione di colpi, dunque, ma dove si colloca la verità? Difficile dirlo, possiamo soltanto aggrapparci ai pochi dati ufficiali in nostro possesso. Nel mese di maggio 2019 nel vecchio continente le vendite delle auto elettrificate (100% elettriche e ibride plug-in) sono cresciute del 28% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, anche grazie agli incentivi attivati in diversi Paesi, Italia compresa. Il 63% di queste sono BEV, alimentate solo a corrente elettrica, dunque non è propriamente vero che gli utenti non vogliono l'elettrico. Secondo Frölich, gli automobilisti sarebbero spinti soltanto dalle leggi, altrimenti non acquisterebbero mai una EV di loro spontanea volontà.
La realtà dei fatti però potrebbe essere un tantino diversa: gli utenti stanno dimostrando una grande curiosità rispetto ai mezzi elettrici, come vi abbiamo già raccontato sono sempre di più le persone che si informano a proposito delle nuove tecnologie, solo una piccola percentuale però finalizza poi un acquisto.

Questo non per ostilità verso le EV, si attende soltanto una maggiore maturità del mercato, che ancora è afflitto da prezzi molto alti, lunghi tempi di ricarica (mediamente, perché ci sono anche mezzi premium che caricano in meno di mezz'ora, come le Tesla Model 3 ai Supercharger da 250 kW), autonomie non del tutto soddisfacenti, scarse infrastrutture sul suolo pubblico. Insomma, un mix micidiale che frena più di un automobilista nel fare il grande passo in questo preciso momento - e che in parte dà ragione alle parole del manager BMW. Bisogna però fare attenzione a non prendere questo come un assioma assoluto, poiché molti utenti sono pronti a switchare fra 1-2 generazioni.

Pensare quadrimensionalmente

Prendendo l'affermazione "gli utenti europei non vogliono acquistare le EV" in senso assoluto, né ora né mai, un grande produttore correrebbe oggi il rischio di fermare lo sviluppo delle nuove tecnologie per adagiarsi sugli allori della tradizione, in pratica la linea strategica di Sergio Marchionne qualche anno fa, cosa che sta penalizzando fortemente FCA nel presente e continuerà a farlo ancora nei prossimi anni. Probabilmente l'approccio migliore sarebbe dire "gli utenti europei non vogliono acquistare le EV adesso, in questo preciso momento storico, aspettando che il settore maturi a dovere, che aumentino i servizi e scendano i costi".

Questo è forse l'unico approccio possibile, che implica una commercializzazione in parallelo di auto tradizionali e nuovi modelli elettrici per ancora diversi anni. Tutte le altre guerre senza quartiere sono destinate a diventare superflue e ridicole, utili soltanto a confondere ulteriormente gli utenti e a perdere tempo prezioso. Il vero focus dovrebbe evidentemente spostarsi su altri lidi, ovvero sul come creare batterie più efficienti (magari a stato solido) e smaltirle nel modo più green possibile, come generare in maniera pulita nuova energia elettrica ed eliminare il problema dei carburanti fossili, traslare tutte le politiche ambientali pensate per le automobili anche in altri settori più inquinanti - si pensi alle navi da crociera, per fare un singolo esempio.
Bisognerebbe poi applicare tutte le suddette politiche in modo globale, nei vari continenti, poiché a poco serve fare sacrifici in Europa se giganti come America e Asia evitano qualsivoglia regola. Ciò che è davvero fondamentale è scegliere con coscienza la guerra da combattere.