Autostrade, tariffe e aumenti 2019: la situazione tratto per tratto

Grazie agli accordi che il Governo ha firmato nella serata del 31 dicembre 2018, molti rincari sulle autostrade italiane sono stati scongiurati, per ora.

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Con lo scattare della mezzanotte dell'1 gennaio 2019, oltre ai festeggiamenti, alle danze e allo spumante sarebbero dovuti entrare in vigore anche gli aumenti relativi ai caselli autostradali, fortunatamente scongiurati per gran parte d'Italia. Lo ha annunciato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli la sera del 31 dicembre 2018, come ormai tradizione tramite un post sulla sua pagina Facebook.
Il Ministro si è preso i meriti in prima persona, scrivendo: "Grazie al duro lavoro fatto al Mit in questi ultimi giorni, e nonostante tantissimi ostacoli, ho firmato i decreti grazie ai quali, nel 2019, non scatterà nemmeno un centesimo di aumenti dei pedaggi sul 90% delle autostrade italiane." Vediamo dunque cosa ha firmato il Governo a tal proposito, concessionaria per concessionaria.
Iniziamo proprio da Autostrade per l'Italia, che ha scongiurato gli aumenti per un periodo di sei mesi. La società ha confermato, in una nota ufficiale, che "l'attuale livello tariffario non sarà rimodulato, applicando all'utenza l'incremento previsto". Un panorama che potrebbe certamente cambiare dall'1 luglio 2019, non resta che monitorare la situazione.

Autostrade dei parchi

Fermi gli aumenti anche sulle Strade dei Parchi, ovvero la A24 e la A25, che collegano Roma alla costa adriatica. I rincari avrebbero aggiunto un bel 19% alle tariffe attuali, invece per un periodo di tempo tutto resterà immobile, anche se il tavolo fra la società concessionaria, Anas e il Governo è alquanto precario.
Secondo Strade dei Parchi, l'Anas sarebbe ostinata a esigere un tasso di interesse del 6% all'anno (contro i 2% del tasso legale) sulle rate posticipate del 2018 e del 2019, dunque la questione rincari è soltanto rimandata, nel frattempo aumenti sospesi "finché il Governo non troverà un'adeguata soluzione normativa". Alle 21:52 del 31 dicembre 2018, in piena Zona Cesarini, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha anche bloccato gli aumenti previsti per le Autovie Venete, che sarebbe stato pari all'1,48% - in termini materiali 5/10 centesimi.
La compagnia li aveva autorizzati a mo' di indennizzo dell'inflazione per "coprire i costi della terza corsia della A4", per il Mit però il focus è su tutt'altro: la concessione sarebbe infatti scaduta il 31 marzo 2017 e i rapporti fra le parti devono ancora essere chiariti. Eventuali recuperi tariffari "saranno determinati al momento del subentro del nuovo concessionario", dunque la partita è ancora del tutto aperta.

Stand-by

Buone notizie anche per chi percorre quotidianamente l'A35 Brebemi, è stato infatti confermato uno sconto sui pedaggi pari al 20% "per tutto il nuovo anno a tutti gli utenti dotati di Telepass Business e Family grazie alla promozione Best Price, valida sette giorni su sette, per tutti gli spostamenti effettuati e su qualsiasi tratta in A35 Brebemi e A58 TEEM". Inoltre nelle settimane che verranno sarà lanciato anche "un nuovo programma di incentivazione e fidelizzazione destinato a fornire ulteriori vantaggi ai Clienti A35 Brebemi".
Il blocco delle tariffe ha poi raggiunto anche la A22, l'Autostrada del Brennero, con la società concessionaria che ha dichiarato: "Come nel 2015, 2016 e 2017, anche il 2019 vedrà la conferma delle tariffe attualmente in vigore e dedotte dalla tariffa unitaria, calcolata e applicata secondo la formula del Price Cap".

Se il 90% delle autostrade italiane ha ottenuto uno stop agli aumenti, per il restante 10% sono invece stati autorizzati i rincari. Pensiamo ai caselli gestiti da Concessioni Autostradali Venete Spa, dunque alla A4 Venezia-Padova, il passante di Mestre e la A57 Tangenziale di Mestre.
Dall'1 gennaio 2019 è scattato un aggiornamento tariffario pari al 2,06%, che materialmente significa 10 centesimi in più per le automobili, fino a 20 centesimi per i mezzi pesanti. Nello specifico, gli autoveicoli pagano oggi 2,80 euro anziché 2,70 fra la barriera di Venezia-Mestre e Padova Est, mentre i mezzi pesanti a 5 assi 6,80 euro anziché 6,70. Tra i caselli della A57 e quelli del Passante a Martellago-Scorzè si è passati da 9,40 a 9,60 euro, a Preganziol da 12,50 a 12,70 euro.
È andata ancor peggio agli automobilisti che percorrono l'A5 tra Aosta e il Traforo del Monte Bianco. Su questa tratta il rincaro è stato addirittura del 6,32%, come confermato dalla società Raccordo Autostradale Valle d'Aosta. Restano invariate le agevolazioni ai pendolari e residenti in Valle D'Aosta con veicoli di classe A, ovvero motocicli e autovetture, provvisti di Telepass: questi avranno 2 transiti gratuiti ogni 4 e i suoi multipli, fino a un massimo di 48 transiti mensili. Parliamo dunque di una situazione generale "di stallo", con gli aumenti messi per il momento in stand by dal Governo ma che nel corso dell'anno potrebbero raggiungere gli utenti. Da consumatori, speriamo il più tardi possibile. (Foto cover: LaPresse)