Auto a idrogeno e a benzina costeranno uguali: quando il prezzo non basta

Fra il 2025 e il 2030 le auto a idrogeno e a benzina costeranno uguali, il prezzo però potrebbe non bastare per la loro diffusione.

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Per l'articolo di oggi vogliamo partire da un'affermazione di un manager BMW che in settimana ha fatto molto discutere, relativa alle auto elettriche alimentate a idrogeno: secondo Jürgen Guldner, VP del settore idrogeno del marchio tedesco, nel prossimo futuro i veicoli a idrogeno ci aiuteranno a sostituire l'attuale parco auto a benzina e diesel. Come? Grazie a prezzi simili alle controparti tradizionali. Guldner è assolutamente convinto che fra il 2025 e il 2030 ci sarà un pareggio dei prezzi fra auto ad alimentazione tradizionale e a idrogeno, mentre le auto elettriche a batteria (questo però lo aggiungiamo noi) potrebbero continuare a costare di più proprio per via degli accumulatori, che da soli aumentano i prezzi finali di circa 8.000-15.000 euro, il costo di una citycar a benzina. Il manager tedesco avrà certamente le sue ragioni per dire parole simili, del resto è incaricato proprio dello sviluppo delle auto a idrogeno e conosce alla perfezione costi di produzione e quant'altro, ma il prezzo basterà alle auto a idrogeno perché si diffondano a dovere?

Auto a idrogeno contro tutti

Non c'è bisogno di essere parte di un determinato settore per capire come funziona il mercato. Ogni mercato. Un'azienda può possedere anche la migliore tecnologia al mondo, se questa però non è supportata da un contesto e da un marketing martellante, oppure non ha abbastanza appeal, non riesce in alcun modo ad attecchire fra il pubblico. Non solo: spesso sono i trend a determinare il successo di un preciso prodotto. Tutti parlano di una tecnologia, di un device, una vettura, tutti la sognano e vogliono acquistarla. Anche se la concorrenza ha magari qualcosa di alternativo. È ciò che sta succedendo con Tesla e la sua berlina Model 3 ad esempio. Le auto elettriche stanno diventando sempre più popolari, anche i loro prezzi stanno (molto lentamente certo) scendendo, diventando più appetibili, al di fuori della compagnia californiana però i maggiori marchi del mondo faticano a vendere in massa i loro modelli a batteria. Perché Tesla è diventata qualcosa di più di un semplice brand, è quasi uno status symbol, metafora di nuova mobilità smart, alte prestazioni a zero emissioni e software avanzato, in grado quasi di guidare da solo in determinate situazioni.

In virtù di questi elementi, la concorrenza fatica a battere la Model 3, diventata emblema del nuovo mondo elettrico a prezzi "umani", anche se in ogni caso si parte da poco meno di 50.000 euro (le auto premium della concorrenza, soprattutto tedesca, hanno un'asticella molto più alta). Cosa vogliamo dire con questo paragrafo di intermezzo?

Paletti e ostacoli

Semplice, vogliamo ribadire come il mercato viva anche di mode, di trend, di investimenti imponenti il meno rischiosi possibile, motivo per cui tutti i maggiori brand del mondo stanno puntando pesantemente sullo sviluppo di auto elettriche a batteria, non a idrogeno. Di conseguenza le istituzioni, così come i privati, stanno investendo in infrastrutture di ricarica (colonnine e stazioni), sponsorizzando Wallbox per la ricarica casalinga e lanciando interessanti incentivi. Da qui al 2025 usciranno sul mercato più di 400 modelli a batteria, con il pubblico che nel frattempo sarà sempre più informato e attrezzato per lo switch a zero emissioni, come farà dunque l'idrogeno a debuttare poco prima del 2030 e vincere sulle batterie al litio?
Sarà una battaglia tanto culturale quanto materiale. Come sappiamo, l'idrogeno può vantare diversi vantaggi, ovvero il rifornimento veloce come avviene con i carburanti tradizionali e l'alta autonomia, con auto pronte a offrire 7-800 km ininterrotti con un pieno. Ci sono però diversi "ma": nel frattempo scenderanno anche i prezzi delle BEV (le auto elettriche a batteria), inoltre di anno in anno vediamo modelli dall'efficienza migliorata e dall'autonomia maggiore rispetto alla generazione precedente, dunque nel 2025 potremmo avvicinarci molto alle cifre offerte dalle auto a idrogeno.

Le strade poi saranno piene di colonnine di ricarica, non di distributori di idrogeno, un settore che ancora non sembra interessare gli operatori di settore - proprio per l'assenza di mercato. Non bisogna dimenticare poi un altro importante fattore, che va anche al di là della sicurezza legata al trasporto dell'idrogeno, aspetto al quale penseranno gli ingegneri: pensiamo alla possibilità di ricaricare l'auto elettrica nel proprio garage, nel proprio cortile, magari sfruttando l'energia solare a costo zero.

A oggi, l'80% dei clienti che sceglie di acquistare un'auto elettrica lo fa per avere la comodità di ricaricare a casa, lo hanno capito anche i produttori che stanno già offrendo Wallbox proprietari con contatori separati e tariffe Flat con consumi illimitati (Porsche ad esempio offre elettricità senza limiti con soli 100 euro al mese). L'idrogeno invece sarà sempre schiavo di stazioni di servizio esterne, altro fattore che potrebbe limitare la diffusione della tecnologia. A fronte di questo panorama, i soli prezzi delle auto a idrogeno potrebbero non bastare, a meno di un cambio di rotta repentino e violento dell'intero mercato; una virata estremamente rischiosa che nessun privato potrebbe avere il coraggio di intraprendere.