Apple potrebbe presto acquistare Tesla: il rumor che fa tremare il mondo

Dopo un tentativo fallito nel 2013, Apple potrebbe tornare alla carica per acquistare Tesla, dando vita a una nuvoa super potenza.

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La notizia è talmente grande che potrebbe generare un autentico terremoto, finanziario e non: Apple ha tentato di acquistare Tesla nel 2013 e potrebbe riprovarci a breve. Secondo Craig Irwin, analista senior di Roth Capital Partners, "attorno al 2013 Apple ha avanzato una seria proposta a Tesla, che prevedeva un compenso di 240 dollari ad azione. Le nostre ricerche lo hanno accertato diverse volte, è sicuro che sia successo" e potrebbe succedere ancora.
Come sappiamo, le finanze Tesla non sono certo da premio e la società ha ora circa 10 mesi per raggiungere il pareggio di bilancio - evitando così l'ombra del fallimento.
Dall'altra parte invece, in zona Cupertino, di soldi liquidi ce ne sono in gran quantità e questo potrebbe facilitare - oggi - l'acquisizione, convincendo con più semplicità gli uomini di Elon Musk. Tesla del resto, come struttura almeno, è più una società tecnologica che puramente automotive, i suoi punti di forza sono gli avanzati software, i sensori hardware e i motori elettrici, la cui progettazione è ancora sconosciuta alla concorrenza - che pure ha smontato "al contrario" i propulsori.

Project Titan o Project Tesla?

Come non bastasse, ad alimentare i rumor ci sta pensando la stessa Apple, che proprio in questi mesi sta costruendo in California "aree di stoccaggio a secco per la costruzione di grandi batterie al litio, dove è necessario mantenere livelli di umidità bassissimi, significa che la società è ancora interessata alle auto elettriche" dice Irwin. Di certo il Progetto Titan è ancora attivo, nonostante il recente licenziamento di buona parte del personale dedicato. Cupertino ha, sempre nelle ultime settimane, fatto acquisti nel settore dei sensori LIDAR e strappato un uomo chiave proprio a Tesla, segno dunque che è più che mai interessata alle auto elettriche e alla guida autonoma, non sappiamo però a quale fase sia arrivato lo sviluppo.

Provate soltanto a pensare a cosa potrebbe succedere, in questo preciso istante, se le possibilità economiche e di ricerca tecnologica (pressoché illimitate) di Apple mettessero le mani su una realtà già avviata come Tesla, che non solo detiene una tecnologia ultra avanzata per quanto riguarda proprio i propulsori elettrici e la guida autonoma, ha anche un prestigio elevato su ogni grado di comunicazione - tanto che è l'unica società automotive che non investe in pubblicità sui social network, ed è comunque la prima della classe in quanto a portata e diffusione.

Una nuova super potenza

Per la società di Tim Cook sarebbe l'inizio di una nuova era, in un settore nuovo e dalle potenzialità illimitate, in questo preciso momento storico; l'azienda di Elon Musk, allo stesso tempo, potrebbe tirare una boccata d'aria fresca (come effettivamente non fa da tempo) e risolvere con uno schiocco di dita i problemi finanziari che l'attanagliano. Sempre Craig Irwin, tornando a cifre materiali, pensa che il prezzo offerto da Apple nel 2013 fosse più che onesto: 240 dollari contro 104,40 dollari del reale valore dell'epoca.
La mela morsicata avrebbe comunque fatto un buon affare, visti i prezzi saliti fino a 370 dollari in un determinato periodo d'oro nel 2018, ora però le cose sono cambiate. Le azioni Tesla navigano attorno ai 204,79 dollari e, lo abbiamo detto sopra, l'ansia relativa ai conti non è certo infondata.
È chiaro come Musk e soci debbano assolutamente inventarsi qualcosa per uscire dalla crisi e la carta Apple potrebbe essere - forse - la migliore possibile.

Le due società del resto hanno già qualcosa in comune, a livello di filosofia, di marketing e "costruzione dell'ecosistema", noi stessi abbiamo più volte paragonato Tesla alla Apple del settore automotive, un gioiellino che - grazie a una nuova spinta - potrebbe davvero mettere al sicuro il suo futuro per le generazioni a venire, diventando sempre più grande, potente e di massa.
Quello che molti appassionati della prima ora non vorrebbero mai ma che, per la sopravvivenza, è sempre più necessario con il passare del tempo - e con l'agguerrita concorrenza, Volkswagen in primis, che avanza.