Allungare la vita alla batteria dell'auto elettrica: si può fare?

È possibile allungare la vita della batteria della nostra auto elettrica, facendoci aiutare dal software e dal nostro buon senso? Forse si...

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L'argomento che vogliamo trattare oggi si può considerare praticamente "sempreverde". Ne abbiamo già parlato in passato, ne parleremo certamente anche in futuro, anche perché arriveranno importanti novità tecnologiche a breve: stiamo pensando alle batterie delle auto elettriche. Un tema scottante che suscita la curiosità di tantissimi automobilisti che vorrebbero approcciarsi al mondo elettrico oppure hanno appena effettuato il grande salto, abbandonando la benzina o il diesel (carburanti sempre più cari, a quanto pare...). In questo articolo proveremo a rispondere alle domande più comuni sull'argomento, ovvero: si può allungare in qualche modo il ciclo vitale delle batterie? È giusto ricaricare un'auto elettrica sempre alla massima velocità possibile? Meglio ricarica in AC o DC? Partiamo subito, aiutati dal nostro amico Matteo Valenza che su YouTube gestisce da tempo un canale dedicato al mondo Tesla e non solo.

350 kW posson bastare?

Abbiamo da poco superato la seconda metà del 2020 e a livello tecnologico abbiamo ormai sul mercato colonnine super veloci in grado di ricaricare le nostre auto elettriche a 250 kW o addirittura 350 kW. Per le prime pensiamo alla rete Supercharger V3 di Tesla, per le seconde bisogna scomodare IONITY, che nel mondo ha già installato diverse stazioni in grado di raggiungere potenze da capogiro (anche se supportate da pochissime auto, come la Porsche Taycan ad esempio).

La velocità di ricarica è un nodo fondamentale della questione elettrica, poiché con la benzina e con il gasolio siamo abituati a fare un pieno nel giro di pochi minuti, grazie ai quali siamo poi in grado di percorrere senza problemi anche 600-700 km senza sosta. Le auto elettriche ancora non arrivano a queste autonomie, anche se ci stiamo avvicinando: i migliori modelli del mercato possono sfondare il muro dei 500 km, senza andare troppo oltre, motivo per cui bisogna fare attenzione alle colonnine di ricarica durante un viaggio più lungo del normale.

Diciamo subito che la ricarica ultra veloce di nuova generazione non fa male alle batterie se usata saltuariamente, come appunto durante una vacanza o un viaggio di lavoro. Il problema si pone sul lungo periodo: le attuali batterie al litio delle auto elettriche, così come quelle più piccole montate all'interno dei nostri smartphone o laptop, tendono a perdere capacità in maniera fisiologica, ricariche più lente però possono preservarne il ciclo vitale. È proprio per questo motivo che anche le colonnine più potenti comunque non ricaricano a 250 kW in modo statico, anzi, magari danno una botta di adrenalina all'inizio per poi diminuire la potenza con il passare dei minuti - proprio per non danneggiare la batteria. La cosa migliore da fare dunque è ricaricare la propria auto elettrica a casa, magari in un box o in cortile, sfruttando la corrente alternata AC - con le potenze superiori agli 11 kW solitamente si usa la corrente continua DC, più veloce ma allo stesso tempo più "pericolosa". Magari per il 100% sarà indispensabile un'intera nottata, la vita della batteria però ne avrà sicuramente profitti sul lungo periodo. Lo sanno bene anche i grandi produttori di smartphone.

Prendiamo Apple ad esempio, che ancora oggi su alcuni modelli fornisce un caricabatterie da appena 5 W per ricaricare in modo lento e "salutare", oppure l'ultimo ASUS ROG Phone 3, il telefono rivolto ai videogiocatori più incalliti che internamente ha un'opzione di "Ricarica lenta" proprio per non stressare in modo estremo la batteria (motivo per cui la rincorsa alla ricarica più veloce del mercato smartphone, scomodando potenze da 30 W o da 50 W, può rivelarsi più dannosa che conveniente sul lungo periodo). Nonostante questo, come detto sopra, i Superchager o comunque le colonnine ultra veloci non devono spaventarci, perché sfruttarli di tanto in tanto non fa assolutamente male e ciò permette inoltre di poter viaggiare in modo comodo e senza troppi pensieri.

Fra software e buon senso

Preservare la vita della nostra batteria significa anche fare attenzione al livello di carica. Fortunatamente sotto questo aspetto ci vengono in aiuto i produttori, che non solo ci danno strumenti per limitare la carica al livello di nostra scelta (possiamo ad esempio fermare la carica all'80% o al 90% via software su molte auto elettriche, secondo il nostro gusto) ma adottano anche piccoli stratagemmi invisibili "dietro le quinte". Questo significa che a volte il 100% che visualizziamo sullo schermo non corrisponde alla capacità reale della batteria. Moltissimi brand montano batterie da 100 kWh, per fare un esempio, e ne mettono a disposizione dell'utente appena 80, così da preservare il ciclo vitale e ricaricare sempre fino all'80% della capacità massima, anche se non lo sappiamo direttamente. Lo stesso avviene attorno allo 0%: fa malissimo alle batterie agli ioni di litio toccare lo 0% assoluto, motivo per cui lo 0% che vediamo a schermo spesso non equivale a realtà, la batteria ha ancora qualche kWh di energia disponibile ma ci dice comunque che è arrivata allo stremo, per non danneggiarsi seriamente.

Per capire bene questo concetto basterebbe prendere un nuovo MacBook di Apple, computer che da qualche mese può vantare un sistema di gestione dell'energia molto avanzato, con il software che diminuisce silenziosamente i mAh totali mostrando un 100% fittizio e ottimizzando così le ricariche della batteria, staccando inoltre di tanto in tanto l'alimentazione a corrente nel caso in cui tenessimo il laptop connesso alla rete per decine e decine di ore consecutive - è infatti bene "far muovere" la chimica all'interno delle batterie per tenerle sempre in buona salute. Tornando alle auto, ciò che possiamo fare in modo attivo è stare attenti a non consumare completamente la nostra riserva di energia, così come ricaricare fino all'80% se il nostro percorso quotidiano ce lo permette.

Chiaramente in caso di necessità non è un problema toccare il 95% o il 100%, ma se non è strettamente indispensabile è meglio non esagerare. Il mondo delle batterie agli ioni di litio è dunque molto complesso e a suo modo affascinante, che merita qualche accorgimento per essere sfruttato al massimo delle sue potenzialità; speriamo in ogni caso che tutto ciò diventi "preistoria" molto presto, con l'arrivo sul mercato di tecnologie più affidabili - e chissà che il prossimo Tesla Battery Day in programma il 22 settembre non tiri fuori dal cilindro la soluzione definitiva.