Addio alla Aventador V12, la Lamborghini più iconica del nuovo secolo

Fra Batman, record del Nurburgring e vendite eccezionali si chiude un'era: va in pensione l'ultimo V12 "puro" della casa del Toro.

Addio alla Aventador V12, la Lamborghini più iconica del nuovo secolo
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È il 1963, le radio diffondono le prime note di quei brani che spargeranno per il mondo il "morbo" cultural-musicale noto come Beatlemania, Martin Luther King pronuncia il suo celebre discorso "I have a dream" di fronte al Lincoln Memorial di Washington mentre il regista Federico Fellini racconta i suoi pensieri più profondi e le sue angosce in un'intima pellicola dal titolo iconico: 8 e mezzo. Dalla Romagna, patria dello stesso maestro Fellini, basta però spostarsi in Emilia - 150 chilometri più a nord - per rintracciare, in una piccola fabbrica di Sant'Agata Bolognese, le origini del sogno visionario di un umile agricoltore appassionato di meccanica che aveva appena deciso, contro ogni parere e logica, di passare dalla produzione di trattori a quella di auto supersportive in grado di rivaleggiare con un'azienda leggendaria come Ferrari (per saperne di più: Quando Lamborghini sfidò Ferrari).
Il primo vagito della Casa del Toro - il segno zodiacale dell'esuberante proprietario Ferruccio Lamborghini - proviene dal 12 cilindri a V da 320 CV che giace sotto il cofano di una 350 GT; un propulsore che diventerà leggendario equipaggiando modelli senza tempo della casa bolognese come Miura, Countach o Murcielago e che, con l'uscita di produzione dell'Aventador - annunciata a settembre 2022 dalla Casa - andrà ora definitivamente in pensione nella sua versione più "pura" (prodotta l'ultima Lamborghini Aventador V12).

La Lamborghini più iconica del Ventunesimo secolo

Presentata nel 2011 al Salone dell'Automobile di Ginevra con la sigla LP 700-4 - 700 come i cavalli a disposizione, LP come la collocazione (Longitudinale Posteriore) del propulsore e 4 come le quattro ruote motrici - la Aventador è stata "la sintesi perfetta di tutte le competenze Lamborghini in termini di design e ingegneria" - afferma oggi orgogliosamente Stephan Winkelmann, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini - racchiudendo in sé "tutti quei valori che da sempre sono al centro di ogni progetto e di ogni prodotto Lamborghini, come il design puro e futuristico, prestazioni che definiscono punti di riferimento, sfide tecniche affrontate con l'innovazione per produrre le supersportive più emozionanti e leader della categoria".

Tutte caratteristiche che ne hanno fatto il modello di punta di Lamborghini nel corso di 11 anni di produzione. L'auto il cui nome è ispirato a uno dei tori più valorosi mai visti nella corrida spagnola - proveniente dall'allevamento di don Celestino Quadri Vides, che nel 1993 scese nell'arena di Saragozza ricevendo il Trofeo de la Peña La Madroñera per aver dimostrato il suo "incredibile coraggio nel corso del combattimento" - all'epoca della sua uscita era la stradale più potente mai costruita dalla casa di Sant'Agata, infrangendo il record dei 670 CV della Murciélago Superveloce. Una vettura in grado di strizzare l'occhio alla F1 per le sue prestazioni velocistiche e all'arte per il suo avveniristico telaio.
La leggera monoscocca in fibra di carbonio - inedita per una vettura di serie - è stata infatti progettata e realizzata come un pezzo unico, del peso di soli 147,5 kg, prodotta interamente in-house utilizzando il processo RTM-Lambo brevettato dalla stessa Lamborghini, a differenza della Murciélago dotata invece di un telaio tubolare in acciaio.

Questo nuovo sistema ha permesso di ridurre il tempo di produzione di un componente da circa 13 ore a solo un'ora. Merito dei fogli di fibra di carbonio che, invece di essere impregnati di resina con la scomodità di dover essere mantenuti a una temperatura di -20° C, sono "asciutti" e vengono inseriti in uno stampo (quello che dà la forma del componente che si vuole realizzare) in cui viene iniettata la resina.

Il tutto è poi cotto in forno (anziché in autoclave) a circa 80°-120°. Sempre di questa leggerissima fibra sono fatti alcuni dettagli della carrozzeria (ad esempio il cofano anteriore), che è realizzata in gran parte di alluminio. Impossibile poi non citare il suo cuore pulsante, quel leggendario 12 cilindri che ulteriormente rivisto dall'azienda permetteva di sviluppare 700 CV a un regime massimo di 8.250 giri/minuto, garantendo una sbalorditiva accelerazione 0-100 km/h in soli 2,9 secondi e una velocità massima di 350 km/h.

Il tutto è accoppiato a un cambio robotizzato ISR (Independent Shifting Rod) mono-frizione, scelto per la sua compattezza, il peso ridotto e la capacità di offrire una sensazione di cambiata più viva: un unicum ai tempi per un'auto omologata per l'uso su strada, con un tempo di cambiata di appena 50 millesimi di secondo.

Al momento dell'uscita in commercio la Aventador, per ammissione della stessa azienda bolognese, ha rappresentato "un salto di due generazioni in termini di design e tecnologia, offrendo un pacchetto eccezionale di tecnologie uniche e innovative abbinate a prestazioni letteralmente travolgenti". Caratteristiche alle quali l'azienda non ha mai derogato pur passando attraverso ben otto modelli da essa derivati e 11.465 unità consegnate a clienti di tutto il mondo.

L'evoluzione della Lamborghini Aventador

Dopo la originaria Aventador LP 700-4, nel dicembre 2012 è stata annunciata l'uscita della versione Roadster. Con i suoi pannelli leggeri in fibra di carbonio amovibili e riposti sotto al cofano anteriore, la roadster offriva tutte le emozioni di una guida a cielo aperto. In occasione del lancio dinamico a Miami nel 2013, anno del 50esimo anniversario di Lamborghini, grazie a una speciale autorizzazione del Sindaco di Miami e della Federal Aviation Administration, Lamborghini ha dato il via ai festeggiamenti sulla pista dell'aeroporto, raggiungendo velocità di 338 km/h, superiori a quelle di decollo degli aerei di linea.

Alla LP 700-4 faranno seguito la Aventador S (2016), alla quale corrisponde un profondo restyling della supersportiva di Sant'Agata, la SVJ (2018) e la Ultimae (2021), come recita il nome l'ultima versione dell'Aventador realizzata dalla Lamborghini: la potenza cresce progressivamente da 700 a 740, poi 770 ed infine 780 CV.

Le Special Edition

La Ultimae non esaurisce però il lungo elenco delle Lamborghini Aventador che negli anni hanno conosciuto anche molte versioni speciali: Dreamliner, J, Dubai Police Department, 50esimo Anniversario, Superveloce, Pirelli Edition, Miura Homage Special Edition (...). Tanti nomi che stanno a indicare una cosa sola: la grandezza raggiunta da un modello che per auto vendute ha superato quello di tutti i suoi precedenti modelli Lamborghini V12 sommati insieme. Nel suo quinto anno di produzione, l'azienda ha toccato quota 5.000 unità consegnate, l'equivalente di tutti gli esemplari di Murciélago mai prodotti, arrivando a consegnare la Aventador numero 10.000 nel settembre del 2020.

Una vettura iconica, tanto che la sua silhouette è diventa famosa anche per aver preso parte ad importanti produzioni hollywoodiane come Transformers 4 - L'era dell'estinzione del 2014, nei panni di Lockout, un malvagio Deception, ma soprattutto in quelli della vettura di Bruce Wayne nel celebre capitolo Il cavaliere oscuro - Il ritorno del 2012, terzo e ultimo atto della saga diretta dal pluripremiato regista Cristopher Nolan con Christian Bale nei panni di Batman, il celebre uomo-pipistrello giustiziere della notte.
La consacrazione delle sue incredibili prestazioni velocistiche avviene invece, una volta per tutte, nel 2015 quando la la Aventador LP 750-4 SV riesce nell'impresa di completare un giro sotto i sette minuti sul famigerato Nürburgring Nordschleife registrando un tempo di 6:59.75, mentre la Aventador SVJ ha rivendicato il record per Lamborghini nel 2018, con un tempo di 6:44.97.

Classe e potenza dunque, il segreto di tanti anni di storia Lamborghini che si fondono in un unico modello, una heritage ingombrante che non può non inorgoglire i vertici della casa bolognese decisi però a non contemplare il glorioso passato ma piuttosto ad abbracciare il futuro.