Dalla A4 Torino-Milano parte la mobilità del futuro: connessa e autonoma

ASTM Group, Volkswagen Group Italia e PwC ci hanno raccontato come sarà la mobilità del futuro - già iniziata su un tratto della A4 Torino-Milano.

Dalla A4 Torino-Milano parte la mobilità del futuro: connessa e autonoma
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Su queste pagine ripetiamo spesso che il mondo dell'automotive sta cambiando, non lo facciamo però per capriccio e non è assolutamente una "frase fatta". Fra qualche decennio avremo un parco auto circolante per buona parte elettrico, connesso 24 ore al giorno alla rete 4G/5G, con capacità di Guida Autonoma sempre più avanzate e la possibilità di dialogare in modo diretto con la strada. Avete letto bene: l'auto sarà in grado di parlare con la strada, o meglio con l'autostrada, almeno in questa fase iniziale di sperimentazione.
Non è la prima volta che parliamo della tecnologia Car2X, ora però ASTM Group e Volkswagen Group Italia hanno deciso di condividere ufficialmente con stampa e pubblico la loro visione di mobilità connessa e intelligente - sfruttando come location l'affascinante 27esimo piano della nuova Torre PwC a Milano, uno dei tre grattacieli che caratterizzano il quartiere CityLife.
Una presentazione che non si basa solo su una visione virtuale del futuro ma su dati già tangibili: le due realtà stanno infatti utilizzando da tempo una Volkswagen Golf 8 con tecnologia Car2X integrata per raccogliere informazioni lungo un tratto dell'autostrada A4 Torino-Milano, nello specifico fra Arluno e Rho.

Cos'è la tecnologia Car2X e come funziona

Anche se può sembrare lontana ed eterea, la tecnologia Car2X è già una realtà su diverse vetture disponibili sul mercato. Volkswagen in particolare l'ha già integrata a bordo della Golf 8 e delle auto elettriche ID.3 e ID.4, che dunque sono pronte per affrontare a testa alta il futuro che verrà.

Questa tecnologia permette alla vettura di dialogare in modo diretto con la strada che sta percorrendo, strada che a sua volta è connessa a una centrale operativa che raccoglie i dati e li smista. Non basta dunque avere un'auto predisposta, è necessario che anche la strada sia dotata della medesima tecnologia ed è qui che entra in scena la SINELEC del'ATSM Group, azienda che sviluppa il software Emeras. Questa piattaforma garantisce l'integrazione con i sistemi ITS (Intelligent Transportation Systems), ovvero rende possibile connettere auto e strada. Ma qual è lo scopo di questa connessione? Già oggi i più avanzati navigatori satellitari ci permettono di conoscere quanto traffico c'è su un determinato percorso, se ci sono dei lavori o code per incidente, si tratta però di dati non precisi all'estremo, con gli algoritmi che tentano di "indovinare" quanto tempo passeremo incolonnati e dove si trovano possibili eventi straordinari. Inoltre gli stessi navigatori non riescono a dialogare con la marcia della vettura, ad esempio non possono abbassare la velocità in automatico in caso di grande pericolo.

Con la tecnologia Car2X cambia tutto: Emeras funziona tramite antenne 4G/5G installate fisicamente a bordo strada, e a oggi sul tratto sperimentale di cui abbiamo parlato sopra ce n'è una ogni 600 metri. Proprio grazie a questa vicinanza e alla possibilità di dialogare con la vettura in strada, il sistema è in grado di monitorare in tempo reale la situazione del traffico, di sapere esattamente dove si trova un eventuale cantiere, un incidente o un ostacolo in corsia e avvisare gli utenti a bordo di un'auto compatibile con Car2X.

In questo modo chi guida sa per certo che dopo 350 metri, tanto per fare un esempio, troverà dei lavori in corso; sapremo anche quanta coda ci sarà, eventualmente, e quale velocità mantenere per non rimanere imbottigliati - così da sfruttare un'ipotetica "onda verde". Il sistema può anche indicare un limite di velocità inferiore a quello standard: se siamo su un'autostrada con limite a 130 km/h, un incidente o un cantiere in strada può portare questa cifra a 90/70/50 km/h, a seconda della gravità dell'evento, con chi guida che riceve la notifica relativa direttamente sul quadro strumenti digitale.

Un futuro a guida autonoma

Quattro le attuali sfide della tecnologia Emeras: chi ha sviluppato il software vuole garantire un'interoperabilità fra standard tecnologici, dunque qualsiasi vettura Car2X potrà sfruttare il sistema, non ci sarà un marchio favorito rispetto a un altro, inoltre si vuole gestire un nuovo canale di comunicazione e sfruttare l'enorme volume di dati raccolti per migliorare costantemente il sistema.

E ancora: c'è la voglia di integrare i processi operativi con i centri di controllo del traffico, garantendo ovviamente una cybersecurity ai massimi livelli - poiché capite bene che entrare di straforo in un sistema di questo tipo con scopi criminali può diventare davvero pericoloso per la comunità. Su queste fondamenta si svilupperà la mobilità intelligente del futuro, che ovviamente vedrà l'intera rete autostradale connessa 24 ore su 24, non solo l'attuale tratto di 5,4 km lungo la A4 Torino-Milano. Anche perché tutto questo serve da preludio alla Guida Autonoma vera e propria, quella di Livello 4 e 5, che consente al conducente di tenere senza problemi gli occhi lontani dalla strada e di fare altro - anche leggere un libro o vedere un film in streaming (per approfondire: cosa cambia con la Guida Autonoma dal Livello 1 al 5). Le auto dotate di Guida Autonoma di Livello 4 e 5 avranno ovviamente decine di sensori e telecamere a bordo, inoltre potranno dialogare con la strada per conoscere in anticipo eventuali problemi e situazioni di pericolo, così da regolarsi di conseguenza, al di là dei dati raccolti in tempo reale dalla strumentazione proprietaria.

Un sistema che faciliterà il carpooling, permetterà la diffusione dei robotaxi senza conducente (ai quali dovremo soltanto far sapere la destinazione via app, una tecnologia su cui stanno già investendo Tesla e Hyundai, che ha già mostrato il primo robotaxi IONIQ 5) e snellirà il trasporto merci su gomma, finché i mestieri del tassista e del camionista non spariranno del tutto - è brutale dirlo in questo modo ma è verso questa direzione che sta andando il futuro. Proprio a tal proposito: quando questo tipo di futuro si trasformerà in presente?

Un parco auto sempre connesso

Sul fronte Car2X l'Italia sembra essere leader in tutta Europa in quanto a software, hardware e sperimentazione, come il progetto Emeras ci ha ricordato. Tuttavia non esiste una finestra temporale entro la quale il nostro Paese sarà connesso e a Guida Autonoma. Di certo PwC stima che entro il 2025 il 100% delle auto nell'Unione Europa sarà connesso e nel 2030, sempre in Europa, si prevedono circa 20 milioni di auto a Guida Autonoma, di cui 2,8 milioni solo in Italia.

Sul fronte delle infrastrutture, invece, ASTM Group ha già diversi progetti di ammodernamento, di innovazione tecnologica e transizione ecologica sull'autostrada A4 Torino-Milano. Una prima parte di questi nuovi progetti verrà realizzata entro il 2024 sul tratto pilota Milano-Novara, anche se l'intenzione è di estendere i lavori su tutta l'autostrada - previa autorizzazione del MIMS. Con la tecnologia Car2X inoltre ASTM prevede di rimuovere gli attuali caselli autostradali in favore di corsie Free Flow e pedaggi personalizzati in base ai reali chilometri percorsi - e immaginate quale impatto potrebbe avere questo sulle code ai caselli, soprattutto quelli più congestionati all'entrata delle grandi città e durante le vacanze estive e invernali.

Fra i servizi aggiuntivi avremo anche sistemi antinebbia, il rilevamento del contromano (con notifiche in tempo reale sulle auto che procedono in direzione corretta e sulla vettura che invece va in verso contrario) e delle merci pericolose. Inoltre verranno costruite più stazioni di ricarica elettrica e nuovi distributori di idrogeno. Dobbiamo dunque prepararci a un futuro connesso, a guida autonoma ed estremamente sicuro, poiché la tecnologia Car2X punta soprattutto a diminuire incidenti e vittime della strada. Siete pronti a lasciare il volante?