600 milioni di auto elettriche nel 2040: dove prenderemo l'energia?

Secondo i dati Frost & Sullivan nel 2040 le auto elettriche nel mondo saranno oltre 600 milioni, dove prenderemmo l'energia necessaria?

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Il mondo delle quattro e delle due ruote sta cambiando in modo radicale, con l'arrivo del 2020 entreremo in un decennio cruciale in cui le auto elettriche alimentate a batteria (e così scooter, motociclette, monopattini ecc) saranno sempre più diffuse - noi stessi, su queste pagine, promuoviamo spesso lo switch a questa nuova tecnologia per una precisa scelta editoriale, dettata dai tempi.
Un aumento delle vetture BEV (Battery Electric Vehicle, ovvero le auto a batteria) però significherà anche un bisogno maggiore di energia elettrica e qualcuno ha iniziato a calcolare quale sarà il fabbisogno degli anni a venire, dati su cui bisogna iniziare a ragionare subito su più fronti per non farsi trovare impreparati.
Parliamo della società di consulenza Frost & Sullivan, secondo cui nel 2025 avremo sparse per il mondo 34 milioni di auto elettriche. Fra il 2025 e il 2030 sarà poi il caos più assoluto, con le EV che potrebbero toccare quota 121,2 milioni, arrivando così al 2040 in cui le vetture a zero emissioni saranno 636,7 milioni.

Un fabbisogno globale raddoppiato

Cifre che fanno quasi spavento e che sollevano più di una domanda: dove prenderemo tutta l'energia elettrica utile ad alimentare tutte queste auto a zero emissioni? Se nel 2018 abbiamo consumato 11.612,6 TWh (Tera Watt ora), nel 2040 il fabbisogno sarà quasi raddoppiato, stimato in circa 19.756,8 TWh.
Sempre secondo Frost & Sullivan la maggiore richiesta di energia arriverà dai colossi Stati Uniti e Cina, cosa che sorprende poco in effetti, nel calcolo però ci sono anche Germania, Regno Unito e Giappone, tutti Paesi che allo stato attuale non sarebbero in grado di sopportare una tale richiesta di energia elettrica.

Come ben capite, è necessario intervenire prima che questo diventi un problema di carattere globale. In realtà le prime avvisaglie di "disastro" legate al fabbisogno di energia stanno già iniziando a spuntare a macchia di leopardo, secondo l'International Energy Agency IEA la richiesta è già salita del 4%, il che equivale a 900 TWh.

Inquinare meno per inquinare di più

A mettere "una pezza" all'aumento del fabbisogno energetico finora ci hanno pensato le centrali nucleari e quelle a fonti rinnovabili, è però cresciuto anche l'utilizzo delle centrali a carbone e gas, l'unica cosa che governi e produttori dovrebbero evitare nel modo più assoluto. Come abbiamo già raccontato in un altro speciale dedicato, il pericolo di produrre più emissioni di CO2 con l'avvento delle nuove auto elettriche - paradossalmente - è più che reale, bisogna proprio scongiurare l'utilizzo del carbone e delle fonti non rinnovabili, che farebbero solo danni a un pianeta già in affanno.
Nel caso in cui la nuova energia arrivasse da centrali tradizionali, a giovare degli effetti delle vetture a zero emissioni sarebbero solo i centri cittadini delle grandi metropoli (che non avrebbero più gli scarichi diretti dei mezzi di trasporto), i vantaggi però finirebbero qui e la nostra intera umanità subirebbe una sconfitta epocale.

Già oggi il maggiore utilizzo del carbone per la creazione di energia elettrica ha causato un aumento delle emissioni di CO2 pari al 2,5%, tocca dunque lavorare duramente per non trasformare le nuove EV in un coltello dalla doppia lama, in grado di ferirci sia sul fronte dei costi (per veicoli, ricerca e infrastrutture) che delle emissioni totali. Corriamo di fatto il rischio, per fare un esempio un po' fantasioso, di diventare tutti vegani per evitare l'inquinamento degli allevamenti intensivi di animali e poi consumare ancora più risorse per la produzione di frutta e verdura.

Se da privati cittadini possiamo installare impianti fotovoltaici sui tetti delle nostre case, quando possibile ovviamente, e informarci su come venga prodotta l'energia di un determinato distributore, il resto è tutto nelle mani dei politici e dell'industria, dunque ci sarà anche un discreto lavoro di lobby da monitorare ed eventualmente scongiurare. Di certo siamo di fronte a un bivio, sarà essenziale scegliere la giusta direzione per non trovarsi sommersi da sabbie mobili da cui sarà difficile uscire senza sforzi immani.