4.500 km in auto elettrica: vi raccontiamo la nostra vacanza a 0 emissioni

Abbiamo percorso 4.500 km con la Ford Mustang Mach-E GT per tutto il mese di agosto 2022: ecco com'è andata fra gioie e dolori.

4.500 km in auto elettrica: vi raccontiamo la nostra vacanza a 0 emissioni
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La mobilità elettrica è sempre più diffusa in Italia, a gennaio 2022 risultavano immatricolate poco meno di 250.000 vetture green, 127.000 alimentate a batteria e 119.000 Plug-in Hybrid. Oggi non solo il publico è più propenso ad acquistare vetture a zero emissioni, anche il mercato è più maturo rispetto a qualche anno fa, quando praticamente si poteva scegliere solo fra una Nissan Leaf, una Tesla Model S e al massimo una Renault Zoe.
I modelli a disposizione si sono moltiplicati, anche il numero di colonnine di ricarica ha fatto un balzo enorme nel 2021 e nella prima metà del 2022, da una parte però ci sono i freddi numeri delle statistiche, dall'altra c'è il mondo reale. Per capire esattamente a che punto è l'Italia sul fronte elettrico abbiamo deciso di viaggiare da nord a sud (e ritorno) con una Ford Mustang Mach-E GT durante tutto il mese di agosto 2022, passandone di cotte e di crude e percorrendo in totale 4.448 km.

Inizia il nostro viaggio elettrico

Il nostro punto di partenza e di ritorno è stata la città di Milano. Dal capoluogo lombardo ci siamo mossi l'1 agosto alla volta del Trentino-Alto Adige, più precisamente nella zona di Pinzolo, Carisolo, Madonna di Campiglio. Una zona che conosciamo bene in realtà e dove ricaricare la propria auto elettrica non è affatto un problema.
Dopo l'uscita dell'Audi e-tron, il marchio tedesco ha avuto una grande influenza attorno a Madonna di Campiglio, dove ha sponsorizzato diversi punti di ricarica (noi stessi siamo stati a Pinzolo con la nuova Audi Q4 e-tron al lancio).

La Ford Mustang Mach-E GT è una vettura con 98,7 kWh di batteria che promette fino a 500 km secondo il ciclo WLTP, che in autostrada diventano realmente circa 370, inoltre dall'uscita del casello di Brescia la strada inizia a salire e i consumi avrebbero potuto fare lo stesso, per questo motivo abbiamo deciso di fare una sosta tattica appena usciti dall'autostrada - utile anche a prendere un caffè e andare in bagno.

Qui i primi problemi: la primissima colonnina scelta, da oltre 100 kW presso un hotel di livello, non ha funzionato e questo ci ha fatto perdere più di 15 minuti. Poco male, dopo poche centinaia di metri abbiamo trovato un'alternativa a 50 kW presso una stazione di servizio esterna all'autostrada, grazie alla quale abbiamo potuto recuperare un po' di energia e arrivare a Pinzolo in tutta tranquillità. Arrivati a destinazione, come prevedibile, i punti di ricarica a disposizione si sono moltiplicati, da 22 kW ma anche oltre, anche se per le colonnine più potenti bisogna bazzicare proprio a Madonna di Campiglio.

Dopo qualche giorno passato fra i monti, la prima grande traversata: da Pinzolo abbiamo puntato a Narni, in Umbria, organizzando ovviamente alcune soste tattiche nel mezzo per pranzare e far visita a qualche nuova località. La prima scelta si è in realtà trasformata in un mezzo disastro. Abbiamo snobbato la città di Modena e abbiamo scelto Reggio Emilia per ricaricare la vettura e pranzare con i prodotti tipici, nella nostra esperienza però il comune emiliano non si è rivelato assolutamente all'altezza delle aspettative.

Per questa prima parte di viaggio abbiamo sfruttato un abbonamento Enel X per abbassare il costo dell'elettricità a circa 0,31 centesimi al kWh, a Reggio Emilia però tre delle quattro colonnine in AC che abbiamo testato non hanno funzionato. Si attivavano tramite app, poi però una volta inserito il cavo la ricarica si bloccava immediatamente. C'è voluta una quarta colonnina, con connettore AC a 22 kW e DC a 50 kW, per poter finalmente mettere l'auto in ricarica. Tutto questo ci è costato quasi un'ora di tempo sotto un sole a 38 gradi ma non è la parte peggiore della storia.

La vera beffa? La prima colonnina che abbiamo testato si trovava all'interno di una ZTL, a 50-60 metri dal varco protetto da telecamere. Arrivando da Milano, abbiamo pensato che il Comune di Reggio Emilia avesse lasciato liberi i varchi per le elettriche, a maggior ragione dopo aver posizionato una colonnina appena al di là del varco, è andata così però solo in parte. Le EV possono accedere alla ZTL ma è comunque necessario chiedere un permesso, dunque il turista elettrico di passaggio è costretto a cambiare colonnina oppure a prendere una multa.
Una situazione surreale che ci ha spinto a contattare lo stesso Comune di Reggio Emilia, la risposta dell'amministrazione però è stata che "solo Milano ha il controllo automatico tramite targa, a Reggio Emilia è necessario ottenere il pass gratuito per le auto elettriche prima di accedere alla ZTL del centro". Per questo motivo il Comune avrebbe potuto mettere il varco di accesso DOPO la colonnina, e permettere a chiunque di ricaricare, ma questa è solo la nostra opinione...

A inizio settembre non ci è ancora arrivata alcuna multa per l'ingresso nella ZTL di Reggio Emilia, in caso aggiorneremo l'articolo. Il passaggio all'interno della città emiliana è stato dunque a dir poco traumatico, ci hanno rimesso in sesto solo gli ottimi salumi e formaggi del luogo, difficilmente però torneremo in città con un'auto 100% elettrica. Ripartiti da Reggio Emilia, un po' accaldati e con almeno un'ora di ritardo sulla tabella di marcia, abbiamo deciso di puntare direttamente a Narni e sfruttare una colonnina autostradale di Free to X, così da ottimizzare i tempi.

Lo diciamo subito senza piaggeria: le colonnine Free to X sono eccezionali, raggiungono i 300 kW e nella nostra esperienza sono state le più affidabili. Il nostro intero viaggio è stato possibile proprio grazie a loro, visto che in più di una situazione ci hanno letteralmente salvato. Abbiamo trovato sempre stalli liberi, la ricarica è sempre partita velocemente, la potenza erogata è sempre stata al meglio delle possibilità della nostra Ford Mustang Mach-E GT, che più o meno ricarica fra i 100 e i 140 kW fino all'80%, poi resta stabile attorno ai 40 kW fino al 95%, sulla vettura però arriverà un approfondimento dedicato.

Grazie alla sosta presso l'area di servizio Arno Ovest, dotata appunto di colonnine Free to X, l'arrivo nel tardo pomeriggio a Narni non ha avuto scossoni.
Quando si viaggia in elettrico, sarebbe cosa buona e giusta ricaricare durante la notte per poi ripartire il giorno dopo a piena autonomia, non abbiamo però resistito al fascino del casale sperduto nelle campagne umbre, ci siamo così ritrovati a partire il giorno dopo con il 40% circa di carica.

Poco male, visto che siamo riusciti a ricaricare a 11 kW (le colonnine in AC sono spesso da 22 kW in tutta Italia, la Ford Mustang Mach-E GT però si ferma a 11 kW come molte altre vetture premium, per saperne di più leggete in quanto tempo ricarica un'auto elettrica) durante tutta la nostra visita nella città di Narni. Zero problemi per questa ricarica mattutina, fatta questa volta tramite app Be Charge. Per il pranzo abbiamo deciso di spostarci verso i castelli romani, più precisamente a Castel Gandolfo, dove abbiamo gustato un'ottima carbonara locale - il tutto mentre la vettura si ricaricava in tutta tranquillità presso una colonnina AC di Acea.

Anche in questo caso zero problemi. La tappa successiva è stata l'area di servizio Teano Ovest, dove Free to X ci ha permesso ancora una volta di fare il pieno di energia e arrivare così fino in Calabria senza ulteriori soste. Una volta al sud, è iniziata la vera avventura.

Poche colonnine. Spesso occupate. Poco potenti.

Al sud la mobilità elettrica non è ancora molto diffusa, di conseguenza anche gli operatori hanno investito poco nella costruzione di nuove colonnine di ricarica. I paesini più piccoli hanno spesso colonnine AC da 22 kW costruite grazie a fondi europei, trovare delle stazioni DC però è spesso una chimera. Free to X inoltre è totalmente assente lungo la Salerno-Reggio Calabria, le loro colonnine sono e saranno (visto che molte sono in costruzione) lungo le tratte gestite da Autostrade per l'Italia.

La nostra idea di andare dalla Calabria al Gargano passando per Matera si è infatti rivelata un altro mezzo disastro. Nella splendida città dei Sassi abbiamo trovato poche colonnine a disposizione e tutte occupate, visto l'alto afflusso di turismo (è la città del sud dove abbiamo incontrato più Tesla in assoluto). Una in particolare era inaccessibile per via di una Fiat Punto parcheggiata senza alcun problema: ci duole dirlo, ma al sud sembra esserci anche una scarsa cultura elettrica, in Calabria, in Basilicata e in Puglia abbiamo spesso trovato colonnine di ricarica occupate in malo modo da vetture a benzina.

Può ovviamente succedere anche al nord, inoltre chi scrive ha origini calabre, dunque i pregiudizi in questo articolo stanno a zero, nella nostra esperienza però abbiamo notato questo, al sud c'è ancora poco rispetto per chi guida un'auto a zero emissioni e ha bisogno di una colonnina. A Matera dunque è stato impossibile ricaricare, a salvarci è stata la stazione Free to X dell'area di servizio Canne della Battaglia Est, dove in pochi secondi è partita la ricarica DC ad altissima potenza di cui avevamo bisogno (siamo arrivati al 16%).

La stessa area di servizio, sul lato Ovest però, ci ha salvato al ritorno dal Gargano, permettendoci di tornare in Calabria senza ulteriori soste - pur passando per Alberobello. Nella ridente cittadina dei trulli le poche colonnine di ricarica erano occupate, l'unica che abbiamo trovato libera non ha funzionato, dunque anche qui pessima esperienza. Abbiamo tentato una ricarica all'unica colonnina da 50 kW presente sulla costa ionica fra Taranto e Corigliano, a Policoro, il solo stallo disponibile però era già occupato da una Hyundai IONIQ 5. Altro buco nell'acqua, dunque, cosa che ci ha costretto a rimanere fermi il giorno dopo e caricare la vettura a 11 kW per svariate ore.

In Campania non è andata poi tanto meglio: abbiamo infatti scoperto che - misteriosamente - la città di Salerno non ha neppure una colonnina di ricarica, abbiamo provato con tutte le app a nostra disposizione, da Enel X a Be Charge, passando per A2A, non abbiamo però trovato nulla. Abbiamo dovuto sfruttare una colonnina da 20 kW sia in AC che in DC presente presso l'IKEA Salerno Baronissi, per poi scoprire con estremo piacere che il piccolo centro di Sant'Angelo dei Lombardi aveva delle nuove colonnine Be Charge proprio al centro del Paese. Grazie a questo, abbiamo potuto ricaricare la vettura al 100% mentre visitavamo la zona con degli amici, per poi tornare senza soste in Calabria.

Ci avviciniamo così alla fine della nostra avventura, dei 4.448 km totali fatti con la nostra Ford Mustang Mach-E GT ne mancano ancora 1.100, dobbiamo insomma ripartire dalla Calabria e far ritorno a Milano - facendo tappa a Roma. Durante questo viaggio di ritorno abbiamo utilizzato soprattutto stazioni Free to X e Ionity, veloci e sempre affidabili, gli unici problemi sono arrivati con una stazione Enel X a Nola. La stazione era di nuova concezione e ben fatta, con pensiline e panchine per la sosta, peccato però che una volta scesi dall'auto non vi fossero più colonnine visibili sull'app.

Avviare la ricarica risultava impossibile anche tramite card RFID, abbiamo dunque contattato l'assistenza Enel X per attivare la ricarica da remoto ma anche gli operatori ci hanno confermato la presenza di un problema a livello nazionale in quel preciso momento. Risultato? Tante imprecazioni, 45 minuti di viaggio sprecati e scelta di una nuova colonnina veloce a 50 km di distanza - a tal proposito cercate di non arrivare mai a una colonnina con lo 0% di carica residua, lasciatevi sempre dei chilometri per qualsiasi evenienza, altrimenti al sud Italia rischiate seriamente di rimanere a secco di energia. Fortunatamente il resto del viaggio è stato lineare: abbiamo ricaricato a Roma, a Valdichiana, alla stazione di servizio di Secchia Est, per tornare infine a Milano con il 48% di carica residua.

Viaggiare in elettrico da nord a sud

Cosa significa, dunque, percorrere 4.500 km in Italia, da nord a sud e ritorno, con una vettura totalmente elettrica? Significa sicuramente scendere a tantissimi compromessi e talvolta affidarsi alla provvidenza, soprattutto al sud. Pur essendo abbastanza mature, le EV di oggi devono sicuramente migliorare sul fronte dell'autonomia (del resto sono molte le nuove tecnologie che devono ancora sbarcare sul mercato), il vero problema odierno però sta altrove, almeno nel nostro Paese: l'infrastruttura di ricarica non è assolutamente sufficiente.

Ancora troppe colonnine non funzionano, le DC sono una chimera in numerose zone, combattere con le app può essere spesso snervante. Addirittura in un paesino calabro ci siamo ritrovati nell'assurda situazione di avere una colonnina disponibile ma non avere linea cellulare per avviare la ricarica via internet - infatti il nostro consiglio è di prendere il prima possibile una card RFID del vostro operatore preferito, per ovviare a problemi di questo tipo. Al nord la situazione è decisamente migliore, inoltre lungo le tratte gestite da Autostrade per l'Italia le colonnine Free to X sono un vero game changer, visto che ci permettono di caricare alla massima potenza senza uscire dall'autostrada.

Anche su questo fronte c'è ancora tanto da lavorare, l'obbiettivo è di avere una stazione Free to X ogni 50 km, a oggi però ne contiamo una ogni 250 km e dunque bisogna fare per bene i conti con l'autonomia. Inoltre può sembrare un problema banale, ma molte colonnine sono spesso costruite in mezzo al nulla, in zone totalmente buie di notte, dove sicuramente non è piacevole sostare dopo una certa ora. L'unico aspetto davvero ottimo è il prezzo: a oggi, grazie ai vari abbonamenti offerti dagli operatori, è possibile portare il prezzo dell'energia attorno ai 30 centesimi di euro per kWh.

Con la Ford Mustang Mach-E GT, un bestione da 487 CV elettrici che ha consumato 20 kWh/100 km di media, siamo riusciti a percorrere 4.500 km con 200 euro di spesa, un risultato impossibile da replicare con una vettura a benzina di pari potenza. Anche su questo fronte però bisogna sperare che gli operatori non alzino i prezzi da un anno all'altro...

L'ultima preghiera la rivolgiamo alle amministrazioni locali: servono più controlli sul territorio, è assurdo e fastidioso che non si possa effettuare una ricarica perché una vettura a benzina è tranquillamente parcheggiata di fronte alla colonnina. Inoltre, cari Comuni, se proprio dovete creare un varco d'entrata a una ZTL controllata da telecamere, fatelo al di là della colonnina di ricarica, non 60 metri prima, spingendo così i turisti elettrici bisognosi di ricaricare a prendere una multa - o a cambiare colonnina, cosa comunque fastidiosa una volta arrivati sul posto.

Viaggiare in elettrico nel 2022 è dunque possibile, bisogna però fare attenzione in che parte d'Italia si arriva ed essere pronti ad affrontare i più svariati problemi, sempre muniti di infinita pazienza. Agli utenti Tesla va un pochino meglio grazie alla presenza sul territorio dei Supercharger (che prossimamente verranno anche aperti a tutti), quando questi non ci sono però anche loro sono costretti ad affrontare la medesima giungla di tutti gli altri utenti elettrici. Arriveranno certamente tempi migliori, a oggi però bisogna tener duro e stringere forte i denti. Attenti però a non farvi male stringendo troppo...