260 mln di auto inquinano 20 volte meno di 200 navi: chi è il vero nemico?

Un recente studio ha dimostrato come 200 navi da crociera inquinino 20 volte di più rispetto a 260 mln di auto: chi è il vero nemico?

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Ogni mercato, ogni settore industriale, ha regole interne tutte sue. Correnti, trend, flessioni e intuizioni. L'automotive ad esempio, spinto anche dal successo di un brand come Tesla e dalle decisioni sempre più green dei governi europei, sta procedendo a passi svelti verso l'elettrico, con le ultime proiezioni che vedono i veicoli EV conquistare il 50% del parco circolante del vecchio continente entro il 2040. I maggiori produttori del resto già offrono diverse soluzioni 100% elettriche, oppure lo faranno entro la fine del 2019, Volkswagen ha addirittura iniziato a tappezzare le più grandi città europee di pubblicità relative alla nuova ID.3, primo modello della famiglia ID a zero emissioni.
Metropoli e autostrade si stanno inoltre riempiendo di stazioni di ricarica ad alta efficienza, con Elon Musk che con i suoi 250 kW e i Supercharger V3 indica la rotta all'intera industria - con cariche ormai possibili in pochi minuti di sosta.
Tutto in nome della tecnologia, del cambiamento certo, ma anche dell'ambiente, per liberare i grandi centri dalla morsa del Pm10 e dell'inquinamento. Cambiare radicalmente il mondo però richiede di voltare lo sguardo anche altrove: grazie a un recente studio abbiamo infatti appreso come bastino 47 navi da crociera per inquinare il pianeta 10 volte di più rispetto a tutte le auto circolanti in Europa, vale a dire 260 milioni.

200 contro 260 milioni

Sono i dati scioccanti di uno studio portato avanti da Transport & Environment, pubblicato poche ore fa. La ricerca ha tenuto conto dei dati raccolti nell'anno 2017 rispetto a 203 navi da crociera e 260 milioni di automobili presenti nel vecchio continente. Queste ultime hanno inquinato per 3,2 kiloton (1 kiloton equivarrebbe a 1.000 delle nostre tonnellate), una cifra che può spaventare ma che impallidisce al confronto con ciò che sono state in grado di fare le navi: si parla di 62 kiloton di ossidi di zolfo, il tristemente famoso SOx, capaci di causare tumori ai polmoni e piogge acide.

Perché in apertura abbiamo parlato di 47 navi nello specifico? È l'intera flotta della Carnival Cruise Lines, che da sola inquina per l'appunto 10 volte di più dell'intero parco auto europeo - un dato che l'azienda vuole cambiare a tutti i costi, non a caso ha già iniziato una "manovra" per rendere più puliti i suoi giganti marini.
Questo ovviamente non ci dice che possiamo continuare a usare i nostri veicoli inquinanti senza problemi, è certamente un bene "partire dal basso" magari acquistando una nuova vettura a zero o a basse emissioni, è però necessario anche accendere i riflettori su cosa inquina più delle automobili, poiché si rischia - come spesso accade - di puntare il dito contro il mostro sbagliato (vi ricorda qualcosa la demonizzazione del diesel?).

Il topolino e l'elefante

Solo per fare qualche esempio "eclatante", non solo le navi da crociera inquinano (molto) più delle automobili, anche gli impianti di riscaldamento residenziale e industriale hanno un impatto peggiore, persino gli allevamenti da grande distribuzione creano più danni degli inquinanti motori Euro 0, ormai banditi pressoché in tutta Europa. Bisogna poi calcolare l'estrazione mineraria, la creazione di energia elettrica da carburante fossile (infatti se l'elettricità non arriva da fonti pulite, neppure le auto EV risolvono il problema dell'inquinamento, anzi), d'inverno persino la legna e la torba possono generare pericolosi inquinanti e creare picchi dannosi per la salute.
Tutti problemi noti agli esperti e ai vari governi del mondo, è però più facile incappare in incentivi per l'acquisto di auto elettriche e blocchi del traffico ordinario (oggi 13 giugno 2019 tocca alla città di Napoli ad esempio, dove le vetture private si fermano dalle 15:00 alle 20:00) anziché in misure concrete per limitare i danni che vanno oltre l'automotive. Ci spaventiamo del topolino che ci saltella fra i piedi e non vediamo l'elefante che invece sta per sedersi direttamente sopra di noi, schiacciandoci; un grande classico del nostro essere.