Il 2023 nero degli automobilisti: cosa cambia su carburanti e RC Auto

Il 2023 sarà un altro anno difficile per gli automobilisti: sono previsti rincari su carburanti e RC Auto, ci sono però anche due piccole buone notizie.

Il 2023 nero degli automobilisti: cosa cambia su carburanti e RC Auto
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Gli ultimi anni non sono stati affatto semplici per il mondo automotive. L'arrivo improvviso del COVID-19 ha congelato le vendite, frenato la produzione mondiale, reso il nuovo introvabile e l'usato più costoso del normale (il diesel domina il mercato dell'usato). Gli automobilisti hanno inoltre dovuto affrontare un rincaro sorprendente dei prezzi dei carburanti e per il 2023 non abbiamo ottime notizie... Che anno a quattro ruote dobbiamo aspettarci, dunque?
Qualche indizio utile a rispondere a questa domanda arriva dalla bozza del testo redatto dal Consiglio dei Ministri lo scorso 23 novembre, che contiene 136 articoli strutturati in 15 capitoli e 70 pagine, con novità sia per i carburanti che per le multe, passando per le assicurazioni.

Il prezzo della RC Auto è destinato a salire...

Partiamo proprio dalla RC Auto, anche perché all'orizzonte ci sono nuvole nere... Dal prossimo 1 gennaio 2023 entrerà in vigore la Legge sulla Concorrenza che obbliga le imprese con sede legale in Stati membri diversi dall'Italia ad adottare la procedura di risarcimento diretto. Significa che in caso di incidente non si deve più richiedere i danni alla compagnia dell'altro veicolo coinvolto, lo si può fare direttamente alla propria assicurazione.

Questo dovrebbe sicuramente sveltire le pratiche, allo stesso tempo però potrebbe far quadruplicare il prezzo dell'RC Auto, non a caso il Risarcimento Diretto è stato aspramente criticato da Assoutenti e Movimento Consumatori, secondo cui il provvedimento si sarebbe trasformato in un boomerang per gli utenti.

Accise a metà

Neppure sul fronte dei carburanti abbiamo buone notizie. Come vi abbiamo raccontato lo scorso 22 novembre, l'attuale Governo Meloni ha dimezzato lo sconto sui carburanti previsto secondo le direttive del vecchio Governo Draghi. Il taglio delle accise, attivo dallo scorso mese di marzo 2022, passerà da 0,25 euro al litro a 0,15 euro al litro più IVA su benzina e diesel. Sul GPL si andrà da 0,085 euro a 0,051 euro per kg più IVA.

Per ora si salva il metano, che in questi ultimi mesi è stato il carburante più penalizzato dai rincari: per questa alimentazione resta l'azzeramento delle accise e l'IVA al 5%. Cosa significa tutto questo all'atto pratico? Dagli attuali 30,5 centesimi di sconto per ogni litro di benzina e diesel passeremo a 18,3 centesimi: ogni 1.000 litri di benzina pagheremo 578,40 euro in più, mentre su 1.000 litri di gasolio il rincaro sarà di 467,40 euro.

Qualche buona notizia

Se finora il boccone è stato alquanto amaro, vogliamo chiudere l'articolo con un pizzico di dolce - ovvero un paio di buone notizie. La prima riguarda la riduzione dell'IVA al 5% per i seggiolini da auto, le famiglie italiane potranno così risparmiare qualche euro sull'acquisto di questi dispositivi che per legge sono obbligatori. È inoltre obbligatorio anche dotarsi di un dispositivo antiabbandono nel caso in cui i vostri figli abbiano meno di 4 anni di età (le multe sono attive marzo 2020). La seconda buona notizia riguarda invece le multe.

Stando infatti all'articolo 195 del Codice della Strada, è previsto che le multe stradali possano aumentare ogni due anni del 10% seguendo l'inflazione. A certificare questo aumento, che segue i prezzi al consumo per le famiglie su base biennale, è l'ISTAT e nel 2023 - con i prezzi alle stelle - ci sarebbe sicuramente stato un rincaro delle multe, il Governo ha però deciso di congelare questi rincari per il biennio 2023-2024, dunque almeno su questo fronte i prezzi rimarranno gli stessi del 2021-2022. Una magra consolazione, ma pur sempre una consolazione...