Nel 2020 persi 4 miliardi di accise sui carburanti: come sarà il futuro?

Il COVID-19 e le settimane di lockdown hanno portato lo Stato italiano a perdere 4 miliardi di accise sui carburanti e potrebbe mettersi sempre peggio.

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La questione COVID-19, come purtroppo ben sappiamo, non è ancora chiusa del tutto. Al contrario all'orizzonte ci sono nuove nuvole nere, che potrebbero riguardare lockdown localizzati, restrizioni di vario genere e ulteriori sacrifici da parte degli utenti. Faremo i conti finali con la crisi sanitaria e finanziaria fra molto tempo, nel frattempo però ci arrivano interessanti dati dal fronte carburanti. Grazie a un nuovo report dell'Unione Petrolifera sappiamo infatti quanto denaro sta perdendo lo Stato in seguito al crollo dei consumi: si calcola che rispetto al 2019, in questo 2020 il gettito per il nostro Stato derivante dalle accise sui carburanti sarà inferiore di 4 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti altri 2 miliardi di IVA. Questo è sicuramente dovuto ai consumi ridotti del 70-80% nei mesi di marzo e aprile 2020, mentre eravamo costretti a rimanere chiusi in casa, ma non solo.

Petrolio a picco

A gravare sulla situazione generale anche il crollo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali, che in due settimane si è ridotto del 60% e ha causato un ammanco di cassa nel settore superiore ai 4 miliardi di euro. Questo ha portato in Italia a prezzi di benzina e gasolio inferiori alla media nella Zona Euro, al netto delle tasse però. Il maggior costo alla pompa infatti, come conferma una volta di più l'Unione Petrolifera, "è interamente dovuto alla componente fiscale, con un extra costo di oltre 4 miliardi di euro rispetto ad altri consumatori della Zona Euro". A tal proposito vogliamo rimandarvi a un altro nostro articolo riguardante proprio i costi "extra" che da italiani abbiamo sui carburanti: a inizio 2019, il 60,51% del prezzo finale alla pompa su un litro di benzina riguardava le tasse, solo il 39,49% del totale andava effettivamente a pagare il carburante prelevato. Su 20 euro di spesa, significava che 7,90 euro era il costo della benzina, 12,10 erano le tasse.

Una nuova gallina dalle uova d'oro

Tornando alla situazione attuale, arrivati ormai a ottobre bisogna riconoscere come le cose siano nettamente migliorate rispetto al periodo di lockdown estremo; nonostante questo però il saldo previsto per l'Italia a fine 2020 è comunque negativo, in perdita del 15% rispetto al 2019. Nel caso in cui i valori medi del cambio e delle quotazioni restino quelli attuali, per il 2020 la fattura petrolifera in Italia potrebbe ridursi di 9,7 miliardi di euro rispetto allo scorso anno. Una riduzione dovuta non solo alle minori quotazioni e alle quantità importate nel Paese ma anche dalla ripresa della produzione nazionale di greggio - che ci permette di risparmiare 1,3 miliardi di euro. Questo mosaico apre la strada a diverse questioni, inoltre allontana sempre di più l'ipotesi che il Governo (un qualsiasi Governo, non solo quello attuale) abbassi il carico fiscale sui carburanti, anzi, visto l'ammanco potrebbe avvenire esattamente il contrario - non a caso si pensava di aumentare le accise del gasolio per livellare il suo prezzo/litro a quello della benzina.

Il messaggio subliminale però è abbastanza chiaro, il COVID-19 non ha fatto che accelerare un processo già iniziato in sordina: l'epoca delle entrate d'oro dovute ai carburanti è terminata. Ora il mancato gettito dipende da consumi ridotti all'improvviso, domani sarà a causa delle sempre più diffuse auto elettriche che non avranno bisogno di benzina - con moltissimi italiani che sfrutteranno l'energia solare per ricaricare le loro vetture, grazie a impianti finanziati proprio dagli incentivi governativi. Il gettito finanziario legato ai carburanti sarà potenzialmente sempre minore e sarebbe bene fin da ora trovare - da parte dello Stato - delle valide alternative d'entrata.

Verranno tassate maggiormente le automobili? Pagheremo di più l'elettricità? Arrivati a questo punto stuzzichiamo la vostra fantasia e vi lasciamo immaginare dove e come si andranno a prendere i miliardi mancanti, l'importante del resto è rispettare un semplice ma fondamentale parametro: bisogna tassare qualcosa che tutti (o comunque la stragrande maggioranza di cittadini), indiscriminatamente, sono in qualche modo costretti a utilizzare. Soltanto così le entrate sarebbero assicurate, esattamente com'è avvenuto per decenni con i carburanti.