Volkswagen Golf GTI 8 alla prova: la hot hatchback più versatile di tutte?

Abbiamo testato per oltre 1.000 km la nuova Volkswagen Golf GTI 8, la berlina sportiva tuttofare equipaggiata con un 2.0 TSI da 245 CV.

Volkswagen Golf GTI 8 alla prova: la hot hatchback più versatile di tutte?
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Prodotta a partire dal 1975 - ma presentata come primo prototipo nel 1973 - la Golf GTI è oggi arrivata alla sua ottava evoluzione, un'auto che in quasi 50 anni di storia è diventata un'icona del panorama automotive grazie alla suo spirito sportivo impiantato in un carattere da Grand Tourer.
Dopo l'enorme successo della Golf 7 GTI e della Golf 7.5 GTI, una delle auto più apprezzate dai giovani in tutto il mondo, è arrivata l'ultima evoluzione della hot-hatchback di Wolfsburg.
La formula è sempre la stessa: trazione anteriore, motore turbo benzina 2.0 TSI da 245 CV e abitabilità senza compromessi. Rispetto al passato però ci sono stati svariati upgrade, alcuni di piccola entità altri ben più radicali. Scopriamoli insieme!

Il design sobrio ma moderno della nuova Golf GTI 8

La salsa delle Golf GTI, almeno per i modelli "standard", è sempre rimasta la stessa per tutte e 8 le generazioni, ovvero un'estetica sobria e non esasperata con qualche accenno alla sportività.

Una scelta voluta e vincente che ha sempre inquadrato le GTI come mezzi versatili che potessero essere utilizzati tutti i giorni senza risultare troppo pomposi o eccessivamente tamarri.
Partiamo subito col dire che rispetto alla generazione precedente, sia Golf 7 che 7.5 GTI, le differenze sono tante e si fanno notare: il muso è completamente rivoluzionato, è meno spigoloso e più morbido nelle forme con i gruppi ottici LED Matrix iq.Light frontali più sottili, la calandra tipica delle GTI più piccola, la presa d'aria inferiore a nido d'ape più larga e la barra a LED (optional) che scorre lungo il taglio anteriore del cofano.
Spariscono le 3 porte a favore di un unico modello a 5 porte, un po' come su tutte le concorrenti, mentre i cerchi disponibili sono da 17, 18 o 19 pollici.
Il retro della Golf da 245 CV invece richiama di più la generazione passata, i terminali in acciaio cromato dello scarico sono ben in vista mentre i fari a LED posteriori rimandano nel look alla Golf 7.

Le dimensioni restano le stesse della versione base, è lunga infatti 4,30 m, alta 1,47 m e larga 1,80 m, il mantra di questa vettura resta sempre la versatilità quindi troviamo un bagagliaio ottimo per la categoria, ben 374 litri (1.230 abbattendo gli schienali 40-20-40), e una buona abitabilità per i passeggeri posteriori che ritrovano una linea del tetto parallela al pianale della vettura e non leva spazio alla testa.

Quello che cambia tanto invece è l'interno, profondamente rivisto secondo lo stile minimal tipico delle vetture del marchio tedesco.
Sedendosi al posto di guida si viene accolti da un ambiente sobrio, pulito e assolutamente razionale, le plastiche sono assemblate con cura e non ci sono scricchiolii.

Troviamo un tunnel libero che prevede solo il piccolo selettore del cambio (o leva con pomello a forma di pallina da golf per il manuale), il pulsante del freno di stazionamento e uno spazio a due livelli con ricarica induttiva per smartphone.
I sedili sono di tipo sportivo - ovviamente con l'immancabile trama Tartan - con poggiatesta integrato anche se sono studiati più per il comfort che per la guida "cattiva".

Nuovo anche il volante con corona tagliata e in pelle traforata, ha un'ottima ergonomia e la dimensione è perfetta per ogni uso previsto della vettura, l'unica pecca secondo noi è stata la scelta dei tasti multifunzione a sfioramento: sono troppo piccoli e ravvicinati, bello l'effetto estetico ma all'atto pratico anche solo cambiare una canzone risulta spesso più arduo del previsto.
Come dicevamo, in pieno stile Volkswagen, l'abitacolo è privo di fronzoli al punto che fatica a distinguersi da una normale Golf 8, è vero che il Virtual Cockpit da 10 pollici ha una schermata dedicata GTI, ma oltre ai sedili, al volante e alla pedaliera in alluminio ci sarebbe piaciuto una lieve spinta sportiva in più.

La Golf GTI offre molto più di ciò che mostra

Se mettiamo sulla carta i numeri della nuova Golf GTI 8 e li mettiamo a confronto con la Golf GTI Performance 7.5 non vedremo grosse differenze, anzi quasi non ci sono proprio.

Il motore è lo stesso 2.0 TSI turbo con codice EA888 Gen3 in grado di erogare 245 CV all'albero con ben 370 Nm di coppia utilizzando però una turbina diversa della generazione precedente, con girante più piccola e chiocciola più grande per uno spool più veloce.
Anche il cambio resta lo stesso di prima, abbinato al motore infatti c'è l'immancabile DSG a 7 rapporti con funzione Launch Control in grado di lanciare la Golf GTI 8 a una velocità massima di 250 km/h (o 262 km/h senza limitatore) e farla scattare da 0-100 in appena 6,2 secondi, con tempo rilevato nel 100-200 di 17 secondi. In alternativa è finalmente ordinabile anche il cambio manuale a 6 rapporti, con differenza negativa a listino di 2.000 euro.
Nemmeno la piattaforma è cambiata, la base infatti è la stessa (ottima) MQB della Golf 7 GTI Performance e della Polo GTI... allora come mai presso il circuito di Ehra-Lessien (3.3 km), proprietario di Volkswagen, la GTI 8 ha girato ben 4 secondi più veloce delle GTI 7.5 nonostante abbia incrementato il suo peso a secco di una settantina di kg?

Il grosso del lavoro è stato fatto su sospensioni adattive DCC, freni e differenziale XDS. La hot hatchback tedesca di ultima generazione ora, in modalità Individual, ottiene fino a 15 regolazioni diverse per le sospensioni (a patto però di scegliere il DCC come optional) e questo permette a un estremo di avere il massimo comfort durante la guida cittadina (soprattutto coi cerchi da 18), all'altro estremo invece la Golf GTI diventa molto più rigida e nervosa favorendo a certi tratti anche un comportamento sovrasterzante. Il merito va anche alle nuove molle posteriori, 15% più rigide (davvero tanto), e al nuovo sottoscocca anteriore più rigido.

A questo poi si aggiunge quello che Volkswagen chiama Vehicle Dynamics Manager, un sistema elettronico che può adattare lo smorzamento di ogni singola ruota fino a 200 volte al secondo. Infine anche il differenziale a controllo elettronico XDS è stato migliorato, cosa che permette alla Golf GTI 8 di uscire dalle curve con meno "foga" e più grip, mentre lo sterzo progressivo è stato leggermente rivisitato.

All'atto pratico possiamo dirvi che tutte queste piccole migliorie si sentono tutte e non sono una chiacchiera di marketing. La nuova GTI va fortissimo, tanto che quei 245 CV sembrano molti di più, e il cambio lavora finemente come un violino, ciò che però ci ha davvero meravigliato è il comportamento tra le curve di questa berlina sportiva. Seppur lo sterzo elettroattuato sia ancora il suo tallone d'Achille, troppo leggero e filtrato secondo noi, il telaio lavora magnificamente e restituisce una sensazione di controllo assoluto.

Si perde finalmente quel brutto vizio al sottosterzo in inserimento di curva, ora l'auto è più precisa e prevedibile ma anche più coinvolgente.
Certo, la mancanza di un differenziale autobloccante meccanico si sente tutta, ma indovinato l'angolo di sterzo giusto per far lavorare l'XDS nella sua "comfort zone" ecco che allora le traiettorie di uscita prendono tutto un altro gusto.

In tutto questo però ricordiamoci che la Golf GTI non nasce come sportiva nuda e cruda, non ha l'ambizione di essere come una Mégane R.S. Trophy (ricordiamo l'ultima Mégane R.S. Trophy-R) o una Civic Type-R (anche se sul mercato già esiste la Golf GTI 8 Clubsport 45 da 300 CV) e soprattutto gli ingegneri di Volkswagen l'hanno studiata appositamente per essere prima di tutto una daily car confortevole e parca nei consumi.
In modalità Eco questa hot hatchback prende il carattere di una Golf 8 standard, è silenziosa, pacata ma soprattutto incredibilmente parca nei consumi.

Nonostante il 2.0 TSI sia un motore notoriamente assetato, con questa GTI Volkswagen ha reso possibile l'insperato: grazie alla doppia fasatura variabile e alla nuova ECU la hot hatchback di Wolfsburg riesce a toccare i 5,8 l/100 km in autostrada (120 km/h, andatura fissa) e poco più di 6,7 l/100 km in urbano. Numeri da utilitaria civile e questo dimostra quanto la Golf GTI sia probabilmente una delle migliori auto pepate da usare tutti i giorni.

Prezzi e allestimento

Spesso (ingiustamente) criticata dagli appassionati in quanto incapace di regalare le stesse emozioni di una i30N o Civic Type-R, noi invece abbiamo apprezzato enormemente questa vettura e il suo animo "doppio" in grado di esprimere performance concrete quando messa alla frusta e allo stesso tempo di garantire consumi sopra ai 17 km/l in autostrada.
Forse non avrà il carisma estetico della Golf GTI Performance 7.5 - anche se la nuova Clubsport 45 ha davvero molta personalità - ma questo viene ripagato da una versatilità che nel suo segmento è praticamente imbattibile.
L'elefante nella stanza però è secondo noi il prezzo: tenete presente che il modello da noi provato è essenzialmente privo degli optional più interessanti e comunque a conti fatti richiede da configuratore circa 51.000 euro.

Noi però non ci siamo fermati qui e abbiamo voluto provare a configurare una vettura più completa e quasi full optional (cerchi da 19 pollici, interni in pelle, tetto panoramico, vernice metallizzata, rear view camera, fari fendinebbia, fari Full Led Matrix ecc) ci vogliono quasi 58.000 euro, un prezzo secondo noi davvero alto se consideriamo che con 55.000 euro c'è già a disposizione la nuova Honda Civic Type-R (ufficiale la nuova Honda Civic Type-R 2023) e con 3.000 euro in più si arriva alla Golf R.
Il peccato mortale poi è lasciare tanti optional fuori - come per esempio la camera posteriore - su un'auto che tecnicamente dovrebbe essere una "top di gamma" ma che di serie esce coi cerchi da 17 pollici. Lasciamo così a voi l'ultima, ardua sentenza.