La nuova Volkswagen Polo GTI AW1 messa a dura prova: ecco com'è andata

Abbiamo provato la sesta generazione di Volkswagen Polo GTI tra viottole di campagna, tornanti tortuosi e stradine sul lungo lago.

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In un periodo di crisi per il settore dell'automotive, durante il quale alcune case storiche stanno rinunciando a produrre varianti sportive dei modelli base, per fortuna esistono ancora marchi come Volkswagen che - in maniera ostinata e contraria - continua a portare avanti il brand GTI e tutta la filosofia a esso collegata.
La sesta serie di Polo GTI (codice AW1) è un upgrade quasi radicale rispetto alla precedente generazione 6R/6C, sia per il nuovo pianale MQB-A0 che per la scelta del propulsore, passato da un "modesto" 1.4 litri del 2010 (divenuto poi 1.8 nel 2014) a un 2.0 TSI single turbo in grado di scattare da 0 a 100 in soli 6,7 secondi, opzione che avevamo visto nel 2013 solo nell'edizione limitata R WRC, un motore strettamente imparentato con la sorellona Golf GTI.
L'abbiamo maltrattata e messa sotto stress sulle tortuose strade del Verbano-Cusio-Ossola e siamo rimasti davvero colpiti, anche se forse ci saremmo aspettati qualcosina di più...

Piccola Gran Turismo

La prima cosa che si nota della nuova Polo GTI sono le dimensioni, notevolmente aumentate rispetto alla vecchia generazione. Lunga 4.06 m, larga 1.75 m e con un passo aumentato di 9.4 cm è quasi giunta ormai alle dimensioni di una segmento C, tanto che a fatica la si distingue dalla sorella maggiore Golf. Il peso ovviamente è lievitato di un centinaio di chili, fermando l'ago della bilancia a circa 1355 kg (in ordine di marcia) anche se in realtà questo peso maggiorato, al contrario di quel che si possa pensare, non inficia in alcun modo la dinamica di guida dell'auto.
Durante il tragitto autostradale, prima di arrivare alla zona calda del test, abbiamo potuto constatare come questa piccola hatchback sportiva sia a suo agio nell'utilizzo quotidiano.

Gli interni, come prima cosa, sono parecchio spaziosi, con una capacità di carico di 351 litri nel bagagliaio (1125 col frazionamento 60:40) e un'abitabilità più che dignitosa anche per i passeggeri posteriori.
La posizione di guida è sorprendentemente alta per essere su una piccola sportiva, ma non scomoda. In autostrada, con la Modalità Comfort inserita, si trasforma in una piccola Gran Tourer leggera e silenziosa che però è in grado di prendere velocità molto facilmente grazie al propulsore da 2.0 litri. Difficilmente sfigurerete in ripartenza dai caselli.

Rispetto alla Polo 6C GTI inoltre troviamo un upgrade tecnologico netto, grazie all'Active Info Display da ben 10,5 pollici, schermo touch da 8 pollici e ricarica smartphone wireless. Anche la disponibilità degli ADAS è piuttosto ampia, avendo di serie sia la frenata d'emergenza con riconoscimento pedoni che il sistema anti collisione multipla, mentre come optional ci sono Cruise Control Adattivo e Blind Spot.

Come va la nuova Polo GTI

Non appena la strada inizia a diventare interessante disattiviamo l'ESP dal pulsante sul tunnel centrale e selezioniamo dallo schermo touch la modalità "Individual", impostando tutti i parametri sull'opzione più sportiva - portando così la piccola di casa Volkswagen al suo setup più feroce.
Pestando sul pedale destro il motore reagisce con vigore ma la potenza non viene scaricata a terra in maniera brutale, anzi. L'erogazione dei 200 CV (con 320 Nm di coppia) è parecchio morbida e lineare mentre la potenza massima viene raggiunta oltre i 4400 giri, favorendo l'allungo piuttosto che l'accelerazione. Sulle stradine nei pressi del Lago D'Orta la Polo ha leggermente faticato nei tratti più ripidi, tuttavia ha potuto mostrare i muscoli nei passaggi di misto stretto, dove cambio, XDS e telaio sono saliti in cattedra.

Il DSG a 6 rapporti è un portento, anche maltrattato in maniera repentina non hai mai dato segni di indecisione o impuntamento. Le marce entrano veloci come fucilate senza il minimo rinculo e grazie ai paddle al volante il divertimento è assicurato.
L'assetto, ribassato di 15mm rispetto al modello di base, è neutro e studiato per garantire un giusto bilanciamento tra sportività e comfort, tuttavia quando si tratta di dover affrontare le curve col coltello tra i denti ha un'ottima sinergia col telaio MQB-A0.
La rigidità torsionale aumentata garantisce infatti un ingresso di curva preciso e tagliente, mentre l'ottima taratura dell'XDS permette di scaricare a terra la potenza delle ruote senza eccessivi pattinamenti.

Lo sterzo, nel settaggio più sportivo, risulta essere decisamente più accurato rispetto alla modalità Comfort ma resta comunque troppo filtrato, infatti è quasi impossibile percorrere un tornante ruotando il volante con entrambe le mani in un tempo e questo tende ad appiattire un po' l'entusiasmo di una guida sportiva.
L'impianto frenante infine funziona alla grande, i grossi dischi da 312 mm all'anteriore e 270 al posteriore sono dimensionati correttamente e hanno il giusto mordente, anche se in discesa, modulando la frenata in maniera ottimale, dopo 5-6 tornanti presi in maniera aggressiva si ha un marcato fading con conseguente aumento dei tempi di arresto.

La nostra opinione

La Polo GTI di sesta generazione è cresciuta sotto tutti gli aspetti, è maturata al punto da potersela giocare con diverse Segmento C per dotazioni tecnologiche. Tuttavia, rispetto al modello predecessore 6C GTI, si è virato più su un comportamento neutro, scegliendo la fruibilità giornaliera rispetto alla guida sportiva. Questa hot hatchback è in realtà un daily car squisita, comoda, spaziosa e anche parca nei consumi (noi abbiamo rilevato una media di 11 km/l durante il test, bisogna considerare però che le abbiamo tirato il collo per buona parte della prova). Ci sono tutti i gadget di ultima generazione e la lista degli ADAS (anche se molti a pagamento) è piuttosto corposa, l'assetto è ben bilanciato anche per le nostre strade non proprio curate e in autostrada è incredibilmente silenziosa. Se però cercate un'arma compatta da portare in pista resterete delusi.

Quello che la piccola-grande Polo ha guadagnato in comfort l'ha forse perso in aggressività: il sound è praticamente inesistente (ed esce per lo più dall'impianto audio), lo sterzo è preciso ma eccessivamente filtrato, i sedili sono contenitivi quel che basta per farvi divertire su un paio di curve ma sicuramente ben lontani dall'essere sportivi mentre il motore c'è, si sente, ma è volutamente tarato per regalare un guida da gran tourer.

Viene naturale il confronto con la Fiesta ST Mk8, sua direttissima rivale. Entrambe sono disponibili in concessionaria intorno ai 25-27.000 euro, se però la Fiesta è un concerto metal in un appartamento di 35 metri quadrati, la Polo è più un'esibizione musicale jazz in riva al lago durante il tramonto. Una è Patti Smith, l'altra Ella Fitzgerald. Una è sfacciatamente tamarra, scoppietta, curva su tre ruote ed è affilatissima, l'altra è molto più comoda, pacata ed elegante ma non per questo meno efficace durante la guida sportiva, anche se correre col coltello tra i denti non è il suo forte. Voi quale prendereste tra le due?